I film in uscita dal 26 marzo 2010

•25 marzo 2010 • Lascia un commento

Famiglie, draghi, vampiri, figli, stelle e nananana

cinepresa di cinemavistodame Nei cinema dal 26 marzo 2010

  • Happy Family – di Gabriele Salvatores
  • Dragon Trainer – di Dean Deblois • Chris Sanders
  • Daybreakers – L’ultimo vampiro – di Michael Spierig • Peter Spierig
  • Daddy Sitter – di Walt Becker
  • Remember Me – di Allen Coulter
  • La Première Étoile – La Prima Stella – di Lucien Jean-Baptiste

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Arriva in sala l’attesissima “Happy Family” del regista premio Oscar Gabriele Salvatores, che per l’occasione riunisce due suoi attori storici: Diego Abatantuono e Fabrizio Bentivoglio, nel cast insieme a Fabio De Luigi e Carla Signoris.

Per i più piccoli, invece, ecco “Dragon Trainer“, il bellissimo film dianimazione in 3D della DreamWorks, di cui vi abbiamo già fornito delle esclusive anteprime.

Arrivano poi i vampiri di “Daybreakers“, sci-fi con Ethan Hawke e Willem Dafoe.

Chi vampiro non lo è più, invece, è, per la gioia di tutte le teenager italiane, il Robert Pattinson di Twilight, che ora ci giunge “grunge” e “ribelle” in “Remember Me“, diretto da Allen Coulter, mentre sul fronte “strane coppie” arrivano John Travolta e Robin Williams in Daddy Sitter.

E a proposito di vampiri segnaliamo il ritorno in sala di Robert Pattinson, ma Twilight non c’entra: Pattinson stavolta interpreta Tyler, un giovane newyorkese la cui vita è andata in pezzi da quando ha perso il fratello. Ma una ragazza – orfana di madre – gli tirerà su il morale … Nel cast anche Pierce Brosnan, nel ruolo del padre di Tyler: “Remember Me

Dalla Francia, infine, la commedia “La première étoile“.

Disclaimer per i post sui film in uscita. Preciso che questo post fornisce anticipazioni a valutazioni del tutto personali, in alcuni casi non basate sulla visione, un po’ come in un gioco. Se volete sapere cosa penso, realmente e seriamente di un film (per quanto seria possa essere  una recensione di un cineblogger cinefilo, quale mi considero, giammai un critico, categoria che aborro),  leggete le mie analisi di eventi, esistenti e linguaggio audiovisivo, ovviamente a vostro rischio e pericolo.

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I film in uscita dal 19 marzo 2010

•21 marzo 2010 • Lascia un commento

cinepresa di cinemavistodame Nei cinema dal 19 marzo 2010

  • Il Profeta – di Jacques Audiard
  • Io sono l’amore – di Luca Guadagnino
  • E’ complicato – di Nancy Meyers
  • Fuori Controllo – di Martin Campbell
  • Tutto l’amore del mondo – di Riccardo Grandi

Finalmente in sala, dopo il Gran Premio della Giuria a Cannes e i 9 César vinti in patria, “Il profeta” – di Jacques Audiard, potente prison-movie interpretato da Tahar Rahim e Niels Arestrup. E’ anche il giorno del ritorno davanti alla macchina da presa di Mel Gibson, protagonista per Martin Campbell del film “Fuori controllo“. Da Venezia arriva “Io sono l’amore” – di Luca Guadagnino, marito del premio Oscar Tilda Swinton, protagonista femminile della pellicola, della quale è interprete anche la sempre brava Alba Rohrwacher. Completano il quadro “E’ complicato” di Nancy Meyers con il premio Oscar Meryl Streep e con la coppia brillante Steve Martin e dell’ingrassatissimo Alec Baldwin e “Tutto l’amore del mondo” (ma che titolo originale) con Nicolas Vaporidis.

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I film in uscita dal 12 marzo 2010

•12 marzo 2010 • Lascia un commento

cinepresa di cinemavistodame Nei cinema dal 12 marzo 2010

  • Donne senza uomini – di Shirin Neshat
  • Mine vagantiFerzan Ozpetek
  • Chloe – Tra seduzione e inganno – di Atom Egoyan
  • Legion – di Scott Stewart
  • Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – Il ladro di Fulmini – di Chris Columbus
  • Appuntamento con l’amore – di Garry Marshall
  • La valigia sul letto – di Eduardo Tartaglia

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I film in uscita dal 5 marzo 2010

•4 marzo 2010 • 1 commento

  

cinepresa di cinemavistodame Nei cinema dal 3 e dal 5 marzo 2010

dal 3 marzo 2010

  • Alice in Wonderland (in 3D) – di Tim Burton

dal 5 marzo 2010

  • Crazy Heart – di Scott Cooper
  • Revanche – Ti ucciderò – di Götz Spielmann
  • Shutter Island – di Martin Scorsese
  • L’amante inglese – di Catherine Corsini
  • Diamond 13 – di Gilles Béhat

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I film in uscita dal 26 febbraio 2010

•27 febbraio 2010 • Lascia un commento

cinepresa di cinemavistodame Nei cinema dal 26 febbraio 2010


  • Nord – di Rune Denstad Langlo
  • Invictus – di Clint Eastwood
  • Afterschool – di Antonio Campos
  • Genitori & Figli – Agitare bene prima dell’uso – di Giovanni Veronesi
  • Codice: Genesi – di Albert Hughes e di Allen Hughes
  • Senza apparente motivo – di Sharon Maguire
  • Alta infedeltà – di Claudio Insegno

I papabili

Nord

Novecento chilometri in motoslitta, per il protagonista del norvegese Nord, snow-movie dell’esordiente Langlo, premiato all’ultimo festival di Berlino con ben due awards e precisamente:

  1. Il FIPRESCI Prize
  2. ed il Label Europa Cinemas

Una pellicola che ha il dono della sobrietà e dell’ironia minimalista tipicamente scandinava, questa opera prima di Rune Denstad Langlo (premiato anche al Tribeca), da dieci anni regista e produttore di documentari: snow-movie che dell’archetipo “road” mantiene del tutto, o quasi, inalterate struttura e tòpoi, Nord sfrutta abilmente le incredibili suggestioni date dalle naturali scenografie norvegesi (infinite distese bianche per arrivare al culmine, Troms County, a 500 km dal Circolo Polare Artico) per accompagnare il protagonista (l’imponente Anders Baasmo Christiansen) in questo viaggio estenuante e, al tempo stesso, rigenerante: ogni incontro, ogni personaggio più o meno strambo che troverà lungo il cammino – l’ultimo, il vecchietto nella tenda con la caviglia legata ad una motoslitta è veramente il non plus ultra – servirà a riportarlo. gradualmente alla vita. Che, alla fine, saprà silenziosamente riconoscerlo, guardandolo dal basso verso l’alto.

E’ il film caldamente consigliato da questo blog.

Invictus

E’ anche il giorno di Invictus, diretto da Clint Eastwood e interpretato da Morgan “Mandela” Freeman, leader sudafricano che nel ’95 “accompagnò” la compagine nazionale di rugby, capitanata da François Pienaar (Matt Damon) al trionfo mondiale.

Il ritorno di Clint Eastwood, i genitori & figli di Veronesi, la gioventù distopica di Afterschool e l’uomo post-apocalittico di Denzel Washington. Weekend ricco di proposte quello che ci aspetta.

Eastwood vola in Sudafrica per riprendere la finale di coppa del mondo di rugby in Invictus, drammone sportivo dove una partita vale una nazione. Siamo nel 1995: sconfitto l’apartheid, Nelson Mandela, capo carismatico della lotta contro le leggi razziali, diventa presidente del Sudafrica grazie alle libere elezioni. Anche il mondo dello sport viene coinvolto dall’evento: il Sudafrica si vede assegnato il mondiale di Rugby del 1995 e sulla scena internazionale ritornano gli Springboks, la nazionale sudafricana che, dagli anni ’80, era stata bandita dai campi di tutto il mondo a causa dell’apartheid. La squadra ha adesso la possibilità di rifarsi, vincendo il mondiale per i sudafricani di tutti i colori. Nel cast Morgan Freeman nei panni di Mandela e Matt Damon in quelli del capitano della nazionale sudafricana, entrambi candidati all’Oscar. Dall’uomo della rinascita – Mandela – a quello della salvezza: in Codice genesi Denzel Washington è una specie di santo guerriero che in un mondo post-apocalittico deve portare a termine una pericolosa missione: portare a ovest l’ultima copia della Bibbia rimasta. Sulla sua strada un luciferino Gary Oldman.

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Il dubbio

Afterschool

Sinossi: Robert è un giovane studente americano che frequenta un prestigioso college della East Cost. Accidentalmente, un giorno, riprende la morte per avvelenamento da droga di due allieve della scuola. Le loro vite divengono così il soggetto di un progetto audiovisivo concepito per poter accelerare l’elaborazione del lutto collettivo. In realtà il video non fa altro che creare un’atmosfera di paranoia e malessere tra gli studenti e gli insegnanti.

Non sarà l’apocalisse ma uno sfascio generazionale sì. Parliamo di Afterschool di Antonio Campos, protagonista Robert, studente di una prestigiosa scuola del New England che riprende casualmente la morte di due studentesse più grandi. Quel video lo manderà in paranoia.

Gli evitabili

Genitori&Figli: agitare bene prima dell’uso

Il pieno di sale lo fa però (ahimé) il Genitori&Figli: agitare bene prima dell’uso di Giovanni Veronesi, con Silvio Orlando, Luciana Littizzetto, Michele Placido e Margherita Buy.

Un po’ di imbarazzo per questo film italiano che intende riflettere e sorridere sulla famiglia italiana, stigmatizzata da un tema a firma di una quattordicenne, Nina, dove descrive il rapporto coi propri genitori, il fratellino e la nonna. Nel cast tra gli altri Michele Placido, Luciana Littizzetto, Silvio Orlando e Margherita Buy. Dalla Norvegia infine arriva Nord, piccola storia di amicizia che si raffredda in una stazione sciistica.

Codice Genesi

Denzel Washington girovaga nel mondo post-apocalittico di Codice Genesi di Albert Hughes e di Allen Hughes.

Aldilà degli aspetti formali e dell’effetto cromatico del color seppia, il dualismo fede-religione (quest’ultima intesa come istituzione) è solo di facciata, imperniato su quello non meno superficiale tra saper vedere e poter vedere, rivelato dal colpo di scena finale. A conferma di come i problemi posti sul piatto servano solo a spacciare un banale snack-movie in qualcosa di più sopraffino. Intento che se da un lato solleva più di un dubbio sull’onestà ideologica (e l’integrità teologica) dell’operazione, dall’altro (grazie anche all’appeal delle star protagoniste) costringe lo spettatore a restare sveglio. Al prezzo però di addormentare il cervello. Purtroppo.

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Altri film meno degni di nota

Senza motivo apparente

E’ proprio questa lettera aperta al Principe del Terrore l’aspetto più interessante di Senza apparente motivo di Sharon Maguire: pur rinunciando a prendere una posizione “di parte” sulla questione, il film è soprattutto un accorato incoraggiamento alla City – che adesso appare forse un po’ fuori tempo, ma bisogna considerare che il romanzo è stato scritto da Leave proprio nel 2005 – che si fa voce attraverso le parole della protagonista. Per questo forse, i personaggi hanno un ruolo più marginale in questo contesto in cui contano più le parole e l’esile intreccio narrativo sul quale sono adagiate. La bella protagonista si lascia abbordare da un vicino di casa per sfuggire alla routine di una vita che senza suo figlio non avrebbe grandi stimoli, senza sapere che sarà proprio lui – una faccia da schiaffi che l’ha avvicinata per scommessa – a salvarla dal baratro, involontariamente. Durante il suo percorso di risalita, si renderà conto che nulla è ciò che sembra in apparenza, e che anche dietro una facciata di sicurezza possono nascondersi la vigliaccheria e la meschinità, come d’altra parte dietro un assassino può esserci una famiglia come tante, e un ragazzino che aspetta ogni giorno il ritorno di suo padre. Alle parole della donna si sovrappongono spesso (forse in maniera un po’ troppo insistente) ritagli di immagini di vita vissuta e una sottile storyline mystery che si sviluppa e si conclude nella parte centrale del film, che è soprattutto un dramma. Tinte fredde e livide come il cielo di Londra per raccontare una storia dalla struttura semplice, e un’interpretazione convincente da parte della Williams nel ruolo di una donna in cerca di attenzioni, che poi si ritrova a cercare di sfuggire al rimorso e al dolore. Agli altri personaggi (e rispettive interpretazioni) non è lasciato spazio necessario per lasciare il segno, e fungono solo da scenario.

Alta infedeltà

Alta infedeltà di Claudio Insegno (col fratello Pino) tratto dalla piece teatrale, Un marito per due (scritta proprio da Claudio Insegno) e racconta le peripezie di un dongiovanni diviso tra la moglie e l’amante. Mah …

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A cura di cinemavistodame.com.

I film in uscita dal 11 e 12 febbraio 2010

•11 febbraio 2010 • Lascia un commento

cinepresa di cinemavistodame Nei cinema dall’11 e 12 febbraio 2010

Nei cinema dall’ 11 febbraio 2010

  • Lourdes – di Jessica Hausner

Nei cinema dal 12 febbraio 2010

  • Amabili resti – di Peter Jackson
  • Maga Martina e il libro magico del draghetto – di Stefan Ruzowitzky
  • Scusa ma ti voglio sposare – di Federico Moccia

Lourdes

titolo originale: Lourdes
nazione: Austria
anno: 2009
regia: Jessica Hausner
genere: Drammatico
durata: 99 min.
distribuzione: Istituto Luce
cast: S. Testud (Christine) • L. Seydoux (Maria) • B. Todeschini (Kuno)
sceneggiatura: J. Hausner
fotografia: M. Gschlacht
montaggio: K. Ressler

Sinossi: Christine è costretta sulla sedia a rotelle per buona parte della sua vita. Per scappare dal proprio isolamento intraprende un viaggio a Lourdes, l’iconico luogo di pellegrinaggio tra le montagne dei Pirenei. Si risveglia un mattino apparentemente guarita da un miracolo. Il capogruppo del pellegrinaggio, un attraente quarantenne volontario dell’Ordine di Malta, inizia a interessarsi a lei. Christine cerca di tenersi stretta questa nuova occasione di felicità, mentre la sua guarigione suscita invidia e ammirazione.

E’ il film laico di Jessica Hausner sulla Madonna che ha stupito Venezia (dove ha vinto ben quattro award ed una nomination), e tutta la critica internazionale.

Ho visto il trailer un paio di volte dal quale vi trascrivo una battuta.

Lo Spirito Santo, Gesù e la Vergine Maria sono seduti su una nuvola e fanno progetti per le vacanze.

Lo Spirito Santo dice “Ho un’idea: andiamo a Betlemme“.

A Betlemme … noo ci siamo già stati tante volte“.

Lo Spirito Santo riflette e dice “Molto bene allora andiamo a Gerusalemme“.

Gesù risponde: “A Gerusalemme … ci siamo già stati tante volte ...”

Lo Spirito Santo riflette e dice: “Ho trovato … andiamo a Lourdes“.

La Vergine Maria fa un balzo e dice: “Si fantastico … non ci sono mai stata !!!

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Ora se questa battuta vi fa ridere, con ironia, andate pure a vedere il film.

Se vi offende … andate a vedere il film.

Se vi lascia indifferente … andate a vedere il film.

Insomma io credo che un film del genere sia da vedere, mi ha ricordato, non so proprio perché, “13 variazioni sul tema(2001) di Jill Sprecher con John Turturro, Matthew McConaughey, Amy Irving, Alan Arkin, come mood.

Amabili resti

titolo originale: The Lovely Bones
nazione: U.S.A. / Gran Bretagna / Nuova Zelanda
anno: 2009
regia: Peter Jackson
genere: Drammatico
durata: 139 min.
distribuzione: Universal Pictures
cast: M. Wahlberg (Jack Salmon) • R. Weisz (Abigail Salmon) • S. Tucci (George Harvey) • S. Sarandon (nonna Lynn) • S. Ronan (Susie Salmon) • T. McCarthy (Caden) • R. Ritchie (Ray Singh) • N. SooHoo (Holly) • R. Malcolm (moglie caporeparto)
sceneggiatura: F. Walsh • P. Boyens • P. Jackson
musiche: Brian Eno e Peter Chilvers
fotografia: A. Lesnie
montaggio: J. Olssen

Sinossi: Tratto dal best-seller di Alice Sebold, “The Lovely Bones” (in italiano: “Amabili Resti“) racconta la storia della giovane adolescente Susie Salmon, barbaramente uccisa e che veglia dall’alto la sua famiglia e il suo assassino. La giovane dovrà tenere a freno il suo desiderio di vendetta per riuscire ad aiutare la famiglia a guarire dal dolore.

Premesso che Peter Jackson è il regista della saga de “Il signore degli anelli” e di altri film che non ricorderete, ma che potete leggere qui, vi posso dire che, poco più tardi dall’uscita del suo film King Kong (quello del 2005, eh), il progetto di questo film finì nelle sue mani, in quanto pare che lui già fosse più che intenzionato a dirigere ed a scrivere un film, basandosi sull’omonimo best seller di Alice Sebold.

Come per la trilogia de “Il signore degli Anelli” e “King Kong“, Jackson ha contribuito alla sceneggiatura, insieme a sua moglie. Il cast vede come interpreti principali Saoirse Ronan, Rachel Weisz, Susan Sarandon e Mark Wahlberg.

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Che dirvi.

Io personalmente l’ho visto in anteprima, a Roma, in lingua originale, cosa che consiglio.

E devo riconoscere che, dopo un certo scetticismo iniziale, alla fine ammetto, con un certo stupore, che mi è anche un po’ piaciucchiato.

Però, ora, dovete seguirmi attentamente.

Immaginate un cocktail cinematografico così composto.

Una parte di dramma familiare reale.

Una parte ultratossica di rapporto genitori figli (padre figlia di più), e genitori genitori.

Una foglia di nonna sprint superflippata (una strepitosa Susan Sarandon).

Una parte, forse anche due, di Edgar Lee Masters (si certo quello dell’Antologia di Spoon River, in salsa, però, adolescenzial-giovanilistica che fa tanto tendenza).

Una parte abbondante di trip psichedelico stile anni ’70.

Una spruzzata di horror, ma giusto quanto basta.

Aggiungete tanto Fantasy (ok, forse ve n’è caduto troppo, temo).

Non dimenticate le musiche rigenerative di Brian Eno e Peter Chilvers (già un cult sull’App Store di Apple).

Shakerate bene il tutto, a lungo, ma a lungo, lungo, lungo … lunghissimo.

Versate e sorbite in due ore.

Prima però chiudete gli occhi e cercate di ricordare l’emozione del primo bacio che avete dato … ed anche di tutte quelle cose che ancora non avete fatto nella vostra vita perchè pensate di avere ancora tempo, ed immaginate che quel tempo però, ahimè, è andato, svanito, evaporato, perduto per sempre.

E’ troppo?

Forse si, ma il retrogusto che vi lascia in bocca, ve lo assicuro, non è poi così male.

Si temeva peggio da queste parti, visto l’inizio.

Un po’ di materiali sul mio profilo di You Tube li trovate qui, in lingua originale.

Maga Martina e il libro magico del draghetto

titolo originale: Hexe Lilli, der Drache und das magische Buch
nazione: Germania / Italia / Austria
anno: 2009
regia: Stefan Ruzowitzky
genere: Avventura
durata: 89 min.
distribuzione: Buena Vista International
cast: A. Freund (Lilli) • S. Herzog (Leon) • M. Mittermeier (Hektor) • P. Bardem (Surulunda) • I. Naujoks (Hieronymus) • K. Markovics (Alfred)
sceneggiatura: S. Ruzowitzky • R. Martin • A. Toerkell
musiche: I. Honeyman
fotografia: P. von Haller
montaggio: B. Nahler

Sinossi: Teodolinda è una strega buona che decide di ritirarsi, ma prima deve trovare la sua degna erede, colei che prenderà il titolo di superstrega. Affida la missione al drago Ettore che nella ricerca sarà guidato dal Libro degli Incantesimi. Ettore incontrerà così Martina, una bambina che dovrà dimostrare di essere all’altezza del compito, superando una prova di 99 ore. Martina si ritroverà a dover fronteggiare il perfido Geronimo e il suo “scagnozzo” Serafino, che cercheranno in tutti i modi di impossessarsi del Libro degli Incantesimi che permetterebbe loro di creare la Macchina per il Dominio del Mondo …

Il film è prodotto dalla Disney … quella parte della Disney senza il supporto della Pixar.

La storia sarà pure intelligente, e raffinata, ma l’anno scorso abbiamo viste cose mirabolanti, ed altre ne vedremo quest’anno, anche in 3D.

Che dire.

Siccome sono buono metto un dubbio, ma forse è perché mi sto rammollendo. Io non credo che lo andrò a vedere. Chi ci va venga qui a integrare con commenti.

Scusa ma ti voglio sposare

titolo originale: Scusa ma ti voglio sposare
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Federico Moccia
genere: Commedia / Sentimentale
durata: n.d.
distribuzione: Medusa Film
cast: R. Bova (Alex) • M. Quattrociocche (Niki) • F. Apolloni (Pietro) • L. Angeletti (Enrico) • C. Dazzi (Simona) • I. Oliva (Flavio) • F. Ferrazzo (Erica) • F. Antonelli (Susanna) • M. Carpente (Diletta) • B. Valente (Olly) • R. Infanti (Cristina)
sceneggiatura: C. Barzini • L. Infascelli • F. Moccia


Sinossi: Sequel di “Scusa ma ti chiamo amore”, dove Alex, pubblicitario trentanovenne di successo, e Niki, ora ventenne, si sono promessi amore eterno. Adesso, dopo tre anni, Alex capisce che, nonostante la differenza di età, lei è la donna che vuole sposare. Alex chiede a Niki di sposarlo, e lei, all’inizio felice, con l’avvicinarsi della data, sente una paura crescente che le fa mandare a monte il matrimonio …

La recensione del film “Scusa ma ti voglio sposare” non è ancora disponibile.

Né credo lo sarà mai.

Ma che davero devo scrivere una recensione per il sequel di “Scusa ma ti chiamo amore“(?)

Andiamo, su.

Sottotitolo “Il ritorno di Michela Quattrociocche” … eh si, a volte ritornano.

A cura di cinemavistodame.com.

I film in uscita dal 5 febbraio 2010

•4 febbraio 2010 • 2 commenti

cinepresa di cinemavistodame Nei cinema dal 5 febbraio 2010

Nei cinema dal 5 febbraio 2010

  • An Education – di Lone Scherfig
  • Il concerto – di Radu Mihaileanu
  • Paranormal Activity – di Oren Peli

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L’anticipazione (in uscita nelle sale italiane dal 26 febbraio 2010)

Il Profeta

titolo originale: Un Prophète
nazione: Francia
anno: 2009
regia: Jacques Audiard
genere: Drammatico
durata: 149 min.
distribuzione: Bim Distribuzione
cast: T. Rahim (Malik El Djebena) • N. Arestrup (César Luciani) • A. Bencherif (Ryad) • A. Oumouzoune (prigioniero ribelle) • R. Kateb (Jordi lo zingaro) • H. Yacoubi (Reyeb) • J. Ricci (Vettorri) • S. Dazi (Lattrache)
sceneggiatura: J. Audiard • T. Bidegain
musiche: A. Desplat
fotografia: S. Fontaine
montaggio: J. Welfling

Trama: Condannato a sei anni di prigione, Malik El Djebena non sa né leggere né scrivere. Solo al mondo, appare più giovane e fragile degli altri detenuti. A prenderlo sotto la sua ala protettrice sono un gruppo di prigionieri corsi che gli insegnano tutti i trucchi per sopravvivere. Malik sfrutta, però, tutto quello che ha appreso a suo vantaggio facendosi amici i Musulmani, l’altro clan del carcere. Quando esplode una guerra tra i due gruppi Malik dovrà decidere da che parte stare.

Che dirvi se non che questo è un film a colpo sicuro?

Dopo il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes 2009 e dopo l’attribuzione dell’EFA (l’Oscar europeo) al protagonista Tahar Rahim, questo film è stato candidato in patria a ben 13 premi César, il più alto numero di nomination per il massimo riconoscimento francese.

La storia di una vendetta, un romanzo di formazione, un’allegoria politica.

Jacques Audiard (Sulle mie labbra, Tutti i battiti del mio cuore) costruisce un film denso e coeso  toccando vette di coinvolgimento al cardiopalma. Non c’è un momento di rilassatezza possibile in platea. Intreccia inserti soprannaturali che si amalgamano senza discostare l’attenzione dal filo della trama principale.  Meritato Gran Premio della Giuria a Cannes 2009.

Un prophète racconta la storia di Malik El Djebena (un ottimo Tahar Rahim che incarna eccelso ingenuità e forza) diciannovenne condannato a sei anni di carcere costretto a muoversi nel mondo gerarchizzato della criminalità all’interno del carcere.

Arabo di origini ma non praticante musulmano viene individuato come pedina dal boss còrso (stranissima e suggestiva lingua, auspichiamo che nella versione doppiata non si perda tale idioma) Luciani (Niels Arestrup) per eliminare un avversario.

Da quel momento inizia il percorso all’interno del crimine organizzato che lo usa raccogliendolo derelitto, impacciato, ignorante e impaurito e ne restituisce al rilascio un capo scaltro e capace di navigare nelle acque torbide della sopravvivenza a tutti i costi.

Scolpisce scene memorabili: la compassione/tenerezza del primo volo in aereo, la forza distruttiva allestita con grande maestria mentre compie l’attentato a uno dei grandi capi, la fratellanza nata con l’amico malato, la famiglia che deve prendere in custodia, il primo angelo caduto per mano del protagonista (le prove con la lametta, terribili) che lo perseguita ma allo stesso tempo lo sosterrà nel pensiero unico della via d’uscita.

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Dal 5 febbraio 2010 nelle sale italiane

An Education

titolo originale: An Education
nazione: Gran Bretagna
anno: 2009
regia: Lone Scherfig
genere: Drammatico
durata: 95 min.
distribuzione: Sony Pictures
cast: C. Mulligan (Jenny) • O. Williams (Miss Stubbs) • A. Molina (Jack) • C. Seymour (Majorie) • P. Sarsgaard (David) • D. Cooper (Danny) • R. Pike (Helen) • E. Thompson (Preside) • S. Hawkins (Sarah)
sceneggiatura: N. Hornby
musiche: P. Englishby
fotografia: J. De Borman
montaggio: B. Pilling

Trama: Jenny è una ragazzina al culmine dei suoi 16 anni, intelligente e studiosa, completamente concentrata sull’obiettivo di essere ammessa a Oxford. Quando incontra il trentenne David, un uomo affascinante e dai bei modi, Jenny perde completamente la testa ed improvvisamente Oxford non è più una priorità. Si scopre una giovane donna innamorata e questa scoperta le fa dubitare per più di un minuto su quale sia realmente la sua strada …

Che dirvi di questo film che ha 3 nominations per gli Oscars, e che ha già vinto 12 award e ricevuto ben 41 nominations (tra cui una si Golden Globe)?

Con un palmares così fitto e ricco, è difficile parlare male di questo film, per il quale vi posso dire che Nick Hornby si sperimenta per la prima volta come sceneggiatore, trasponendo dal letterario al filmico il breve memoriale della giornalista inglese Lynn Barber, apparso sulla rivista Granta.

E che la regia è curata dalla danese Lone Scherfig, la quale, proprio in quanto straniera, pone un’attenzione meritevole alla ricostruzione culturale del periodo. Hornby suggerisce probabilmente anche le musiche, da appassionato pop listener quale è. Il risultato è un film di ingredienti molto saporiti che corre nella prima parte e fa marcia indietro nella seconda.

Insomma non vi aspettate una storia di formazione ma preparatevi a stupirvi ed a commuovervi con una piccola storia di vita che senza proporre temi complessi riesce a trovare respiri è ampissimi pur rimanendo tutto sommato coerente e come dire, assolutamente perfetto per la dimensione drammaturgica che ha tutto sommato deciso di darsi.

Probabilmente la migliore uscita della settimana con buona pace del film francese che pure merita.

Il concerto

titolo originale: Le concert
nazione: Francia / Romania / Belgio / Italia
anno: 2009
regia: Radu Mihaileanu
genere: Commedia / Grottesco
durata: 119 min.
distribuzione: Bim Distribuzione
cast: A. Guskov (Andrei Filipov) • D. Nazarov (Sacha Grossman) • M. Laurent (Anne–Marie Jacquet) • F. Berléand (Olivier Morne Duplessis) • Miou-Miou (Guylène) • V. Barinov (Ivan Gavrilov) • L. Abelanski (Jean- Paul Carrère) • J. Bisset (Victor Vikitch) • L. Bateau
sceneggiatura: R. Mihaileanu • M. Robbins • A. Blanc • H. Cabello Reyes
fotografia: L. Dailland

Trama: Un osannato direttore dell’orchestra Bolshoi di Mosca viene allontanato in epoca comunista per essersi rifiutato di licenziare i musicisti ebrei. Venticinque anni dopo l’uomo lavora ancora in teatro come custode e aiuta la moglie a movimentare finte manifestazioni d’orgoglio ex-comunista. Un giorno intercetta un invito per il teatro Chatelet di Parigi e decide di riscattarsi dalle umiliazioni con l’inganno, accettando l’ingaggio al posto dell’orchestra ufficiale. Riunisce così i vecchi compagni di concerto e qualche improbabile new entry.

Dopo il successo al Festival di Roma 2009 arriva nelle sale il film europeo (made in Francia, Romania, Belgio, Italia), “Il concerto” (Le Concert), commedia drammatica diretta da Radu Mihaileanu con Aleksei Guskov, Mélanie Laurent, Dmitri Nazarov, Valeri Barinov, François Berléand, Miou-Miou, Lionel Abelanski.

No dico Miou Miou ma ve la ricordate?

Periodo comunista in Unione Sovietica (ma si la cara vecchia URSS): un famoso direttore dell’orchestra Bolshoi di Mosca si rifiuta di licenziare i musicisti ebrei.

Viene perciò “congedato” e relegato a fare il custode. Dopo 25 anni però accetta un invito del teatro Chatelet di Parigi e decide di tornare a lavorare nell’orchestra ufficiale. Da qui ha inizio una sorta di riscatto individuale e forse non solo …

Giocando con la sua proverbiale ironia, Mihaileanu, il Benigni romeno: ricorderete tutti il suo “Train de vie” (1998), porta in sala la curiosa ed originalissima e deliziosa storia di Andrei Filipov, il più grande direttore d’orchestra dell’Unione Sovietica.

Un vero gioiello, pare. Regia sublime, rese attoriali di notevole spessore (su tutti la tarantiniana e bravissima Mélanie Laurent e l’impeccabile Aleksei Guskov) sceneggiatura scoppiettante, con dialoghi fitti e densi di quella ironia tipica del regista, tanto surreale quanto geniale, nel voler prendere in giro gli ex comunisti duri e puri.

Per farlo ricorre alla metafora del “concerto”, inteso come opera corale frutto di tutti quegli spunti idealistici del comunismo che fu.

Insomma con “Le Concert” si ride, anche di gusto, ci si commuove, ci si emoziona, ci si diverte.

Con “Le Concert” assisterete al vero cinema d’autore, promesso, ok?

Paranormal Activity

titolo originale: Paranormal Activity
nazione: U.S.A.
anno: 2007
regia: Oren Peli
genere: Horror
durata: 86 min.
distribuzione: Filmauro
cast: K. Featherston (Katie) • M. Sloat (Micah) • M. Fredrichs (Psychic) • A. Palmer (Diane) • A. Armstrong (Amber)
sceneggiatura: O. Peli
montaggio: O. Peli


Trama: Una giovane coppia è convinta che la propria abitazione sia infestata da un’entità malefica: i due decidono di installare una telecamera e filmare quanto avviene nella loro camera da letto mentre stanno dormendo. Il film è il racconto, spaventosamente reale, di quello che accade nella loro stanza di notte: 90 minuti di puro terrore.

Non bisogna essere un esperto di cinema per notare che Oren Peli ha fatto praticamente tutto da solo in questo film.

Regista, sceneggiatore, montatore dell’opera che è stata realizzata con un budget veramente basso.

Ciò non di meno gli incassi strabilianti, qualche premio internazionale, qualche nomination ed ecco che questo film horror arriva nelle sale italiane dopo un vero e proprio bombardamento mediatico.

Quello che posso dirvi che viene propagandato come “L’esorcista” dei nostri giorni.

Che dirvi … immagino sia un film per chi ama il genere che non innova molto né il linguaggio audiovisivo (film che sembrano prese in diretta di videocamere amatoriali ne abbiamo visti anche in sala horror, come REC o [●REC]), un film horror del 2007 diretto da Paco Plaza e Jaume Balagueró, prodotto dalla Filmax. e REC 2 (indicato anche come ‘[REC] 2’ o ‘[●REC] 2’) anch’esso un film horror, del 2009, diretto sempre da Paco Plaza con l’aiuto di Jaume Balagueró, prodotto dalla Filmax. Sequel di REC del 2007. E senza dimenticare: “The Blair Witch Project” a cui pare questo film debba davvero molto.

Nè innova la materia che tratta.

Eppure il successo passa parola di un film a baso budget anche se non amo il genere mi fa simpatia.

Se avessi desiderio di vedermi un film de paura per dirla con Rokko Smitterson, me lo andrei a vedere in sala.

Alla prossima.

A cura di cinemavistodame.com.