I film in uscita dal 10 aprile 2009

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Nei cinema dal 10 aprile 2009

  • Che – L’argentino – di Steven Soderbergh
  • Tutta colpa di Giuda – Una commedia con musica – di Davide Ferrario
  • Duplicity – di Tony Gilroy
  • Sbirri – di Roberto Burchielli
  • Dragonball Evolution – di James Wong

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Che – L’argentino

titolo originale: Che: Part One
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: Steven Soderbergh
genere: Biografico
durata: 126 min.
distribuzione: Bim Distribuzione
cast: B. Del Toro (Ernesto ‘Che’ Guevara de la Serna) • R. Santoro (Raul Castro) • J. Ormond (Lisa Howard) • M. Díaz (María Antonia) • D. Bichir (Fidel Castro) • Y. Vazquez (Alejandro Ramirez) • S. Cabrera (Camilo Cienfuegos)
sceneggiatura: P. Buchman • B. Van Der Veen • B. Van Der Veen
musiche: A. Iglesias
fotografia: S. Soderbergh
montaggio: P. Zumárraga

Trama: 26 novembre 1956. Fidel Castro parte verso Cuba con un gruppo di un’ottantina di ribelli. Uno di loro è Ernesto Guevara, un medico argentino a cui presto verrà attribuito il soprannome ‘Che’. Il gruppo ha una finalità precisa: abbattere il regime dittatoriale di Fulgencio Batista sostenuto dagli americani. Il Che si dimostra da subito un combattente abile particolarmente versato nell’arte della guerriglia. Diventa così sempre più famoso tra i suoi compagni e tra la popolazione per la sua determinazione mista a una profonda passione per i più deboli e sfruttati. Ben presto diventerà un comandante e, con la vittoria dei castristi, uno dei miti di quella rivoluzione.

Che dire se non che questo è senza alcun dubbio il film da vedere nel weekend.

La storia integrale del rivoluzionario per antonomasia.

Il Che.

Un biopic costruito, in due parti, quella di questa settimana è la prima, attraverso un accuratissimo lavoro di documentazione che tenta di restituire la dimensione, non solo eroica del personaggio, quanto quella umana, nonché e i valori fondanti, oramai in parte perduti, che mossero all’azione quest’uomo simbolo, non solo verso la causa della rivoluzione castrista (il Che non si occupò solo di quella), ma anche verso le altre a cui partecipò, risalendo in pratica ad una sorta di archetipo fondante il rivoluzionario.

La mia idea è che se vogliamo davvero capire le ragioni delle rivoluzioni, non più tanto di moda al giorno d’oggi, abbiamo il dovere quasi morale, arrivo a dire, di assistere alla proiezione di questo film.

Steven Soderbergh del resto: [Solaris (2002), Full Frontal (2002), Ocean’s Eleven (2001), Traffic (2000), Erin Brockovich (2000)], oltre ad essere un validissimo produttore, è un notevole e capace  documentarista.

Sia Traffic, con un immenso Benicio del Toro,  che vinse l’Oscar, che Erin Brockovich, con un’intensa Julia Roberts, mi sono testimoni.

Io dico tre stars virgola cinque tendenti alle quattro, anzi dico proprio quattro stars rivoluzionarie (senza martello).

Qui la mia analisi al film fatta di là.

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Tutta colpa di Giuda – Una commedia con musica

titolo originale: Tutta colpa di Giuda – Una commedia con musica
nazione: Italia
anno: 2008
regia: Davide Ferrario
genere: Drammatico
durata: 102 min.
distribuzione: Warner Bros
cast: K. Smutniak (Irena) • F. Troiano (Libero) • G. Gobbi (Don Iridio) • L. Littizzetto (Suor Bonaria) • C. Godano (Cristiano) • C. Signa (Cecco) • P. Ciarchi (zingaro)
sceneggiatura: D. Ferrario
musiche: F. Barovero • M. Kuntz • C. Signa
fotografia: D. Cecchin
montaggio: C. Cormio

Trama: Quando Irena Mirkovic accetta di collaborare con don Iridio per la messa in scena in un istituto penitenziario di una paradossale “Passione Pasquale” non sa che quell’esperienza le cambierà la vita. Non solo perché l’incontro con il direttore del carcere Libero Tarsitano la spingerà a chiudere definitivamente la relazione con il suo fidanzato-attore Cristiano, ma perché presto si troverà di fronte a un problema insolubile. Dopo aver conquistato la fiducia dei detenuti, Irena si rende conto che dentro nessuno è intenzionato a fare la parte di Giuda, per motivi che in un carcere sono chiari a tutti. Nonostante le sue insistenze, i ragazzi restano fermi nel loro rifiuto e inoltre c’è anche chi rema contro lo spettacolo: suor Bonaria, una religiosa inflessibile ma dotata anche di spirito molto pratico. La situazione si sblocca quando Irena ha un’illuminazione: se Giuda non si trova, perché non pensare alla storia di Gesù in un altro modo?

Di Davide Ferrario ricordo un divertentissimo film con Diego Abatantuono nell’inedito ruolo di co-sceneggiatore della pellicola, e con un esilarante Silvio Orlando, era se non erro, “Figli di Annibale” del 1998.

Il film trattava una storia decisamente sopa le righe, con implicazioni omosessuali, ma davvero divertente.

Fa piacere constatare che dopo l’operazione sempre da lui condotta di riportare alla luce “La rabbia di Pasolini“, integrando il documentario che uscì senza il materiale firmato dal maestro, Davide riesca ad approdare alle sale con un film tutto suo, dopo la grande specializzazione documentarista (“Dopo mezzanotte” e “La strada di Levi”) che, con il suo più recente specifico filmico, ci ha saputo restituire.

E poi dai, ammettiamolo, ci vuole del coraggio per proporre ad un pubblico, come quello italiano, un musical-carcerario con passione a misura di cella.

Nel cast nei panni di un suora Luciana Littizzetto e la colonna sonora è dei Marlene Kuntz.

Io dico 3 stars virgola cinque per un regista mai banale.

duplicity

Duplicity

titolo originale: Duplicity
nazione: U.S.A.
anno: 2009
regia: Tony Gilroy
genere: Thriller
durata: 129 min.
distribuzione: Universal Pictures
cast: J. Roberts (Claire Stenwick) • C. Owen (Ray Koval) • T. Wilkinson (Howard Tully) • P. Giamatti (Dick Garsik) • C. Preston (Barbara Boffered) • T. McCarthy (Jeff Bauer) • U. Thomsen (tedesco)
sceneggiatura: T. Gilroy
musiche: J. Howard
fotografia: R. Elswit
montaggio: J. Gilroy

Trama: “Duplicity” è la storia di Claire e Ray, due ex-agenti segreti che lavorano come impiegati presso due ditte concorrenti, e si ritrovano al centro di una rincorsa al prodotto vincente, capace di decidere le sorti di questo instabile duopolio.

Ora come dire parli del diavolo e spuntano le corna.

Vi avevo accennato il nome di Julia Roberts ed eccola splendente ed in forma più che mai in questa spy industrial story.

Intrighi e doppi giochi nel film diretto dallo sceneggiatore e regista Tony Gilroy che scrisse e diresse, guarda te gli intrecci di Holliwood, un film prodotto da Steven Soderbergh: Michael Clayton (2007), un film non male.

Qui sinceramente rimango più scettico.

La mia idea è che bisogna pompare la star del momento, il bravo Clive Owen, il quale però corre il rischio di inflazionarsi.

Nel caso di specie il film ha un battage pubblicitario notevole, ma non credo sia poi tutta sta’ cosa.

3 stars.

sbirri

Sbirri

titolo originale: Sbirri
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Roberto Burchielli
genere: Poliziesco
durata: 100 min.
distribuzione: Medusa Film
cast: R. Bova (Matteo Gatti) • A. Sperduti (Marco Gatti) • S. Solder (Sveva Gatti) • L. Angeletti (Luca Martani)
sceneggiatura: R. Burchielli
musiche: F. Lamberti
fotografia: L. Martinucci
montaggio: A. Paseri

Trama: Il reporter d’assalto Matteo Gatti, si inserisce tra le fila della squadra antidroga di Milano per descrivere il veleno sociale che inquina le città italiane: lo spaccio di stupefacenti. “Sbirri” è una contaminazione riuscita tra le vicende filmate in presa diretta dei poliziotti milanesi e la storia privata di Matteo che perde un figlio adolescente per una pastiglia di ecstasi.

Per carità … magari il film trasmette anche valori positivi.

Ok, sono tutte storie vere …

Ma, scusatemi, nel weekend di Pasqua, soprattutto dopo essermi visto più e più volte il trailer, io proprio non ce la faccio ad andare a chiudermi in una sala per vedere il reporter di assalto Roul Bova che ci spiega come si fa ad indagare sulla droga.

Reporter d’assalto??? Roul Bova???? Ma per favore !!!!

Due stars + virgola cinque per la storia vera.

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Dragonball Evolution

titolo originale: Dragonball Evolution
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: James Wong
genere: Fantasy / Avventura
durata: 100 min.
distribuzione: 20th Century Fox
cast: J. Chatwin (Goku) • J. Park (Yamcha) • J. Chung (Chi Chi) • E. Rossum (Bulma) • J. Marsters (Lord Piccolo) • R. Duk Kim (nonno Gohan) • C. Yun-Fat (maestro Muten) • E. Tamura (Mai)
sceneggiatura: B. Ramsey
musiche: B. Tyler
fotografia: R. McLachlan
montaggio: C. Willingham

Trama: Il giovane Goku promette al nonno morente di scovare il grande Maestro Roshi e di riunire le sette misteriose Sfere del Drago, al fine di impedire che cadano in mano del malvagio Piccolo, che sogna di dominare il mondo col l’aiuto del potere magico delle Sfere. “Dragonball Evolution” è tratto dal manga omonimo di Akira Toriyama.

Dragonball è il classico film fantasy del 2008 che i nostri signori di Holliwood hanno il coraggio di propinarci a Pasqua.

Ragazzi a parte che a me il genere fantasy difficilmente m’intriga poi più di tanto, qui siamo alla schifezza della schifezza della schifezza dei film fantasy, tenete lontani anche i vostri figli da film approssimativi come codesto.

Insomma, per essere ancora più chiari, diremo che è il classico “film da evitare della settimana“, categoria che inauguro oggi, ma che credo presto diventerà un cult o, meglio, uno scult fate vobis.

2 stars.

Auguro a tutti i lettori di questo blog una Santa Pasqua di resurrezione di nostro Signore.

Augurio che invio, con intenzioni particolari, a tutti i nostri compatrioti degli Abruzzi e dell’Aquila, una città dove ho trascorso diverso tempo per questioni professionali, in maniera particolare.

Coraggio !!!

A cura di: cinemavistodame.com

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~ di Roberto Bernabo' su 9 aprile 2009.

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