I film in uscita dal 27 marzo 2009

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Nei Cinema dal 27 Marzo 2009

  • Fortapàsc – di Marco Risi
  • Teza – di Haile Gerima
  • Two Lovers – di James Gray
  • Il primo giorno d’inverno – di Mirko Locatelli
  • Push – di Paul McGuigan
  • Il caso dell’infedele Klara – di Roberto Faenza
  • Racconti incantati – di Adam Shankman
  • I mostri oggi – di Enrico Oldoini
  • Legami di sangue – di Paola Columba
  • Dall’altra parte del mare – di Jean Sarto
  • Cenci in Cina – di Marco Limberti

L’anticipazione – nei Cinema dal 3 aprile 2009

Gli amici del bar di margherita

Gli amici del Bar Margherita

titolo originale: Gli amici del Bar Margherita
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Pupi Avati
genere: Drammatico
durata: 90 min.
distribuzione: 01 Distribution
cast: D. Abatantuono (Al) • L. Chiatti (Marcella) • L. Lo Cascio (Manuelo) • F. De Luigi (Gian) • N. Marcoré (Bep) • P. Zizzi (Taddeo) • C. Botosso (Zanchi) • G. Ippoliti (Sarti) • L. Ranieri • G. Cavina • K. Ricciarelli
sceneggiatura: P. Avati
musiche: L. Dalla
fotografia: P. Rachini
montaggio: A. Salfa


Trama: Il film racconta, attraverso gli occhi di un diciottenne, la Bologna degli anni ’50. Taddeo sogna di diventare un frequentatore del mitico Bar Margherita che si trova proprio sotto i portici davanti a casa sua. Con uno stratagemma, il giovane diventa l’autista personale di Al, l’uomo più carismatico e più misterioso del quartiere. Attraverso la sua protezione, Taddeo riuscirà ad essere testimone delle avventure di Bep, innamorato della entreneuse Marcella, di Manuelo, di Zanchi e di Sarti.

Mi sembra che Pupi Avati con questo film sia, come dire, ritornato alle alle origini del suo cinema.

Le piccole storie della provincia di Bologna.

Tutti gli attori di sua fiducia degli ultimi film (ma alcuni anche dei primi vedi Gianni Cavina, indimenticabile coportagonista di “Regalo di Natale”).

Dal sempre bravo si bravo Neri Marcorè, all’inevitabile (è in tutti i film cose di pazzi) Laura Chiatti, nel sempre meno inevitabile Fabio De Luigi, che speriamo finalmente di vedere in un ruolo un po’ più incisivo, (Avati sdoganò Diego Abbadantuono dal cliché del Terrone), ed alla curiosa costante di Katia Ricciarelli.

Sentivamo un bisogno di un film sugli amici del bar?

Forse no e forse si.

Però a me l’Avati delle origini piaceva (Gita scoltastica e Regalo di Natale su tutti).

Io dico tre stars.

Fortapasc

Fortapàsc

titolo originale: Fortapàsc
nazione: Italia
anno: 2008
regia: Marco Risi
genere: Drammatico
durata: 108 min.
distribuzione: 01 Distribution
cast: L. De Rienzo (Giancarlo Siani) • V. Lodovini (Daniela) • M. Riondino (Rico) • M. Gallo (Valentino Gionta) • E. Mahieux (Sasà) • S. Cantalupo (Ferrara) • G. Morra (Carmine Alfieri) • E. Fantastichini (sindaco) • R. Carpentieri (prof. Amato Lamberti) • G. Imparato (pretore) • M. Mazzarella (emissario dei siciliani)
sceneggiatura: J. Carrington • A. Purgatori • M. Risi
musiche: F. Piersanti
fotografia: M. Onorato
montaggio: C. Benevento


Trama: Nel 1985 Giancarlo Siani viene ucciso con dieci colpi di pistola. Aveva 26 anni. Faceva il giornalista, o meglio era praticante, abusivo, come amava definirsi. Lavorava al Mattino, prima da Torre Annunziata e poi da Napoli. È stato l’unico giornalista ucciso dalla camorra. Gli ultimi quattro mesi della sua vita, la sua ultima estate quando dal Vomero, dove abitava, tutti i giorni scendeva all’inferno di Torre Annunziata, regno del boss Valentino Gionta …

Non posso non aprire con l’anteprima di questo film.

Io ricordo tutto di quei giorni.

Avevo 25 anni. Credevo come lui ancora in tante cose come l’etica. La sorella della ragazza con cui studiavo lo conosceva. Ce lo venne a dire lei sconvolta che Giancarlo era stato ucciso.

Giancarlo non era un eroe. Era solo un ragazzo perbene che sognava di fare il giornalista, e che stava realizzando, con grande rigore morale ed impegno civico, il suo sogno.

Forse era ingenuo o forse troppo idealista. Fatto sta che le sue indagini a Torre Annunziata, dove era stato mandato da “Il Mattino“, il quotidiano di Napoli oggi diretto dal mio amico Mario Orfeo lo condussero alla morte.

In questo film, che rientra nello specifico filmico di Marco Risi, ricordo la lucidità di un film come “Il muro di gomma” sulla tragedia di Ustica, recitano i veri familiari di Giancarlo e so che il 21 marzo a Napoli a Via Caracciolo si sta organizzando un grande evento per rivalutare l’etica e la bellezza che si cela dietro di essa.

Napoli è stata letteralmente bersagliata mediaticamente per l’affare della monnezza e merita un riscatto.

Noi speriamo che riparta da iniziative come questo film e questa manifestazione, che sono l’espressione di quali altri luci e spessori è fatta la mia città.

Quattro star al ricordo di Giancarlo. Qui la mia analisi al film dopo la visione in sala.

Teza

Teza

titolo originale: Teza
nazione: Etiopia / Francia / Germania
anno: 2008
regia: Haile Gerima
genere: Drammatico
durata: 140 min.
distribuzione: Ripley’s film
cast: A. Arefe (Anberber) • A. Tedla (Tesfaye) • T. Beyene (Tadfe) • T. Tesfahun (Azanu) • N. Baye (Ayalew) • M. Zelalem (Giovane Anberber)
sceneggiatura: H. Gerima
musiche: V. Iyer • J. Mesfin
fotografia: M. Masini
montaggio: H. Gerima • L. Hankin


Trama: Anberber è un uomo originario dell’Etiopia emigrato in Germania per condurre gli studi in medicina necessari a garantire un futuro migliore a se stesso e al suo popolo. Tuttavia, una volta tornato in patria pieno di speranze ed illusioni, Anberber è costretto ad arrendersi alla triste realtà del suo paese.

La regista Haile Gerima ripercorre in “Teza” la vita di un giovane etiope cresciuto tra Europa ed Africa nella seconda metà del secolo scorso.

Attraverso lo sguardo di Anderber, rileggiamo particolari momenti storici di entrambi i continenti, dalle rivoluzioni culturali in occidente alla difficile storia etiope dopo la dominazione italiana, durante i regimi del negus prima e di Menghitsu poi.

Ci scontriamo, allora, con dure realtà su entrambi i lati del Mediterraneo, da una prospettiva, in un certo senso sempre esterna, emigrante nord africano in Germania ed intellettuale occidentalizzato in patria.

Una condizione di incomprensione e grande confusione interna.

Ed è forte nell’opera, ho letto, la componente autobiografica, da cui ovviamente prende le mosse la storia per regalarci la realtà di una generazione cresciuta con il mito dell’occidente, eredità difficile di un passato coloniale, immediatamente seguito dal senso di debito intellettuale verso la propria terra, madre a cui si ritorna, ma mai del tutto, per cercare di riportare qualcosa ed in cui non ci si riconosce più, se mai ci si è riconosciuti.

Per far ciò, il regista giocherà, vi assicuro, con un struttura narrativa non lineare.

Partirete dall’oggi in cui Anderber, ormai maturo, si rifugerà nel villaggio natio per allontanarsi dalla follia del mondo alla ricerca di ciò che realmente è.

Col tempo, credetemi, il gioco introspettivo poterà ad affrontare il conflitto fra ideale e reale e, poco a poco, proprio mentre il protagonista riacquisirà memoria di se, lo stesso scommettiamo accadrà anche a voi, il passato si intreccerà con il presente prendendo spazio nella narrazione ed anche nei vostri ricordi.

Definito il “Novecento” africano, “Teza”, premiato fra l’altro a Venezia e Cartagine, seppur neanche lontanamente confrontabile con l’opera di Bertolucci, si dilunga forse un po’ troppo utilizzando dei tempi di narrazione a cui (purtroppo) non siamo più (troppo) abituati.

Ma un piccolo sforzo ogni tanto non vi farà male eh. Quattro stars.

Two Lovers

Two Lovers

titolo originale: Two Lovers
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: James Gray
genere: Drammatico
durata: 100 min.
distribuzione: Bim Distribuzione
cast: J. Phoenix (Leonard) • G. Paltrow (Michelle) • V. Shaw (Sandra) • I. Rossellini (Ruth) • E. Koteas (Ronald Blatte) • M. Moshonov (Reuben Kraditor) • J. Ortiz (Jose Cordero) • B. Ari (Michael Cohen) • J. Budd (Carol Cohen)
sceneggiatura: J. Gray • R. Menello
fotografia: J. Baca-Asay
montaggio: J. Axelrad


Trama: New York. Leonard non sa se seguire il proprio destino e sposare Sandra, la donna che i suoi genitori hanno scelto per lui, o ribellarsi e ascoltare i sentimenti che prova per la sua nuova vicina di casa, la bella e volubile Michelle, di cui si è perdutamente innamorato. Combattuto tra ragione e istinto, dovrà compiere la scelta più difficile …

Two Lovers di James Gray è un film che … insomma, diciamo dopo Teza e Siani la migliore uscita della settimana, ecco.

Al centro degli eventi c’è il più classico dei triangoli amorosi che ogni uomo, almeno una volta nella vita, si è trovato a vivere.

Due donne: una è la classica ragazza figlia degli amici di famiglia, romantica, sincera.

La tipica “donna da sposare” benvoluta dalla madre (una Isabella Rossellini che un po’ c’intristisce ma è un fatto generazionale).

L’altra è la classica bella fixx che sfugge, la cattiva ragazza tanto pericolosa quanto irresistibile, bella e irraggiungibile, ma si la classica femme fatale che quando pensi di averla raggiunta svanisce come neve al sole.

In mezzo c’è lui, il più classico degli uomini sulla quarantina in piena crisi di mezza età, un po’ depresso, problematico e sincero, quasi infantile.

Mi fermo qui per il seguito andate al cinema e scoprirete che però poi alla fine non sarà proprio tutto così scontato, e che non siamo (e meno male) al remake dell’ultimobaciodigabrielemuccino.

L’atmosfera è infinitamente più cupa e sorprendente.

Magari in lingua originale sarebbe meglio, ma accontentatevi, 4 stars.

Il primo giorno d'inveeno

Il primo giorno d’inverno

titolo originale: Il primo giorno d’inverno
nazione: Italia
anno: 2008
regia: Mirko Locatelli
genere: Drammatico
durata: 88 min.
distribuzione: Officina Film
cast: M. De Gasperis (Valerio) • M. Cova (Michela) • A. Semeghini (Matteo) • A. Gerundo (Daniele) • G. Cederna
sceneggiatura: M. Locatelli • G. Tarantelli
musiche: G. Sollima
fotografia: U. Carlevaro
montaggio: M. Locatelli


Trama: Valerio ha una sorella di dieci anni, un vecchio motorino e due nemici che lo tormentano. Un giorno però gli si presenta una possibilità, finalmente può vendicarsi provando a combattere con le stesse armi del nemico. Ma ad attenderlo troverà solo il dolore e la disperazione.

Ce lo avete presente Mirko Locatelli vero no?

Quello dei gialli, delle ricostruzioni. Bravo ma un po’ paranoico.

Eppure fidatevi.

Questo film era presente nell’ultima rassegna di Venezia.

Dove il giudizio della critica e anche del pubblico era unanime.

Per cui vi fidate se vi dico tre stars virgola cinque tendenti al quattro?

Ma si, dai fidatevi, sennò che lo scrivo a fare questo blog …

push

Push

titolo originale: Push
nazione: U.S.A.
anno: 2009
regia: Paul McGuigan
genere: Azione
durata: 111 min.
distribuzione: Eagle Pictures
cast: C. Evans (Nick Gant) • C. Ford (Nick giovane) • J. Gretsch (padre di Nick) • D. Hounsou (agente Henry Carver) • D. Fanning (Cassie Holmes) • C. Belle (Alyssa English) • C. Curtis (Hook)
sceneggiatura: D. Bourla
musiche: N. Davidge
fotografia: P. Sova
montaggio: N. Trembasiewicz


Trama: Thriller sullo spionaggio di un gruppo di persone che ha trovato il modo di muovere gli oggetti con il pensiero, prevedere il futuro, creare nuove realtà e uccidere senza toccare le vittime. Queste persone abbandoneranno gli Stati Uniti e si rifugeranno a Hong Kong, per sfuggire ad un organizzazione che vuole catturarli.

Il film è uscito oggi in anteprima nelle sale Warner.

Traggo dal blog del film:

Lo sceneggiatore di Push, David Bourla, parla a Sci-Fi spiegando come è nata l’idea che sta alla base del film. Inizialmente Bourla voleva scrivere un film sul viaggio nel tempo, ma dopo aver desistito lo sceneggiatore ha deciso di scrivere un film basandosi sul suo amore per il cinema fantascientifico e su alcune sue esperienze personali… decisamente strane.

Inizialmente avevo scritto una serie di film basati sul viaggio nel tempo low-budget. Ne diressi anche uno, ma dopo un po’ divenni molto frustrato perché non interessavano a nessuno. Ti inventi delle regole, e subito la gente scopre che non funzionano. In quel momento stavo uscendo con una ragazza di Coney Island, ed era una persona molto strana, a un certo punto non ero sicuro che fosse realmente la persona che diceva di essere. Non posso entrare troppo nel dettaglio [ride.]

…un episodio che ha fatto scattare la miccia per l’idea di Push, storia di un gruppo di persone con superpoteri “nascoste” tra la gente normale.

Sono affascinato dalla fantascienza e dal fantasy. Sapevo che i governi conducevano esperimenti segreti fin dagli anni venti per creare lo spionaggio psichico, e mi chiesi se in tutti questi anni non era possibile che alcuni  avessero dato risultati positivi. Come con la corsa per arrivare sulla Luna: tutti cercavano gli strumenti per aiutare il proprio governo a essere un gradino sopra le altre super-potenze.

Ma la cosa importante era creare una storia diversa dalle altre, nella quale questi poteri fossero più una maledizione che un dono.

Ho sempre pensato che se avessi avuto poteri psichici avrei fatto del mio meglio per nasconderli, invece che indossare un mantello e combattere il crimine. La tematica è simile a quella di Blade Runner: un dio contro un uomo. Queste persone sono state create per diventare degli agenti, e se tentano di scappare da questo vengono cacciate e controllate, perché sono potenti e conoscono dei segreti governativi.

Il film, alla fine, ha avuto diversi cambiamenti rispetto alla storia iniziale, ma Bourla si dice soddisfatto:

Ho 28 versioni diverse della bozza della sceneggiatura. Potrei scrivere delle serie TV con tutte quelle sceneggiature. E’ un processo collaborativo, che funziona un passo dopo l’altro, e sono molto del risultato. Il finale, ovviamente, è senza vergogna. Ho già scritto un sequel: Push Harder!

…ovviamente questa era una battuta: scoprirete il finale andando al cinema dal 27 marzo! In realtà, già stasera ci saranno delle preview nei Warner Cinema di tutta Italia. Ricordatevi che per partecipare al concorso per vincere un viaggio sul set di New Moon è necessario spedire almeno un biglietto di Push acquistato entro il 5 aprile compreso! Inoltre, ricordiamo a tutti che (come da regolamento) bisogna inserire un solo biglietto per busta (quindi più biglietti = più buste)!

Io dico che il film m’interessa, ma non più di tre stars virgola cinque.

Il caso dell'infedele Clara

Il caso dell’infedele Klara

titolo originale: Il caso dell’infedele Klara
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Roberto Faenza
genere: Commedia
durata: 90 min.
distribuzione: Medusa Film
cast: C. Santamaria (Luca) • I. Glen (Denis) • L. Chiatti (Klara) • K. Wareing (Nina) • P. Bakarova (Ruth) • A. Geislerova (prof. Smidt)
sceneggiatura: R. Faenza • M. Carpio Bulgari • M. Casa
musiche: G. Venosta
fotografia: M. Calvesi
montaggio: M. Fiocchi


Trama: Luca, musicista italiano che vive a Praga, è in preda ad un’incontrollabile gelosia per la sua fidanzata Klara, studentessa di storia dell’arte in procinto di laurearsi. Insospettito dal rapporto della ragazza con Pavel, suo tutor all’università, Luca incarica un detective, Denis, di controllarla. Dopo i primi pedinamenti, effettuati con l’aiuto di sofisticate tecnologie, il detective decide di nascondere alcune prove che ritiene non importanti, quasi a voler proteggere il cliente tormentato dai sospetti … Una trama di adulteri, veri o presunti, una commedia passionale fatta di intrighi e colpi di scena.

Anche qui l’inevitabile Laura Chiatti mai così nuda, siete avvisati.

Il regista del resto è il bravo toscano, quello dotto, Roberto Faenza, mai banale nelle sue proposte.

C’è anche Claudio Santamaria che è un attore sul quale non riesco mai a farmi una opinione definitiva.

Il tema è un classico. La gelosia. Una velenosissima gelosia.

Del resto lo sappiamo, lo specifico filmico di Faenza si nutre,  da sempre, di un rapporto intenso con la letteratura.

In questa occasione la trasposizione dal letterario al filmico riguarda l’adattamento di un romanzo di Michal Viewegh, che gli offre l’occasione di lavorare su una serie di elementi che lo appassionano.

Come, ad esempio, una interpretazione diversa della solita Laura Chiatti che siamo abituati, a vedere e pare che l’attrice, e va detto,  sia stata molto abile nel mettersi a disposizione per aderire perfettamente ad un personaggio capace di adattarsi alle continue e ricercate variazioni di stile della narrazione.

Altra curiosa costante consiste, per dire, che consiste nel datto che (così come in “I giorni dell’abbandono”), uno dei protagonisti maschili sia un musicista estremamente sensibile ed attento alle ‘vibrazioni’ degli strumenti musicali.

Il resto scopritelo in sala, è il caso di dirlo.

Io dico 3 stars virgola cinque. Ma si, e rischio, lo so.

Racconti incantati

Racconti incantati

titolo originale: Bedtime Stories
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: Adam Shankman
genere: Commedia
durata: 99 min.
distribuzione: Buena Vista International
cast: A. Sandler (Skeeter Bronson) • K. Russel (Jill) • G. Pearce (Kendall) • D. Goodman (Rose) • C. Cox (Wendy) • T. Palmer (Violet)
sceneggiatura: M. Lopez
musiche: R. Gregson-Williams
fotografia: M. Barrett
montaggio: T. Costain • M. Tronick


Trama: L’agente immobiliare Skeeter Bronson ha l’abitudine di raccontare spettacolari favole della buona notte ai suoi nipoti. La fantasia si trasformerà in una bizzarra realtà quando i personaggi e le storie delle fiabe cominceranno a prendere vita …

Codesto è l’inevitabile uscita settimanale Disney con Adam Sandler in cui, accade quello che è scritto nella trama. bambini e padri e madri siete accontentate/i.

Io passo.

Dall'altra parte del mare

Dall’altra parte del mare

titolo originale: Dall’altra parte del mare
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Jean Sarto
genere: Drammatico
durata: 80 min.
distribuzione: Caro Film
cast: G. Ranzi (Clara) • V. Trevisan (Abele) • G. De Santis (Tosca) • F. Falzarano (Claudio) • V. Di Bert (Gigliola) • A. Battisti (Franca)
sceneggiatura: M. Rapetti
musiche: A. Molinari
fotografia: A. Di Marcantonio
montaggio: P. Ceresani


Trama: E’ la storia di un sopravvissuto ad Auschwitz arrivato all’estremo limite di degradazione umana, che dopo 30 anni ha accettato di rivivere l’esperienza del campo di concentramento con una terapia a base di LSD, sottoponendosi a 5 sedute chiamate Cancelli della Memoria. E’ uno dei due deportati di Auschwitz nella messa in scena sulla shoah da parte di una compagnia teatrale, l’altra è Tosca Marmor, ebrea-polacca intervistata all’inizio del film da Clara che aveva fatto un documentario su di lei a Parigi, dove entrambe vivevano ed erano diventate intime amiche. Tutto comincia ai giorni nostri quando Clara che vive ancora a Parigi, viene chiamata dal regista Abele a Roma per collaborare a questa messa in scena. Si porta con sé il vecchio documentario girato nel ’79 e incontra altri attori che stanno provando. Insieme cercano di impostare i personaggi ma ben presto sorgono dei contrasti tra Abele e Clara sul modo di fare la rappresentazione: lei vorrebbe entrare dentro le esperienze singole, lui invece mantenere un tratto oggettivo. A Trieste dove dovrebbe effettuarsi la messa in scena Clara ne approfitta per cercare suo padre scomparso quando lei aveva 8 anni …

Ne avevo palrato anche la scorsa settimana … replico.

Che cosa ci resta delle persone che abbiamo amato tanto?

Ogni tanto me lo chiedo anche io.

Il fulcro di questo film si basa su interrogativo.

Si può ancora realizzare un film o uno spettacolo teatrale sullo Shoa?

Se lo è chiesto e il regista esordiente Jean Sarto realizzando con questo film un’ opera interessante e multimediale di forte impronta sperimentale.

Clara viene chiamata a Roma da Abel, un regista cinematografico, per collaborare a un progetto teatrale per mettere in scena l’olocausto degli ebrei durante la seconda guerra mondiale.

Clara viene chiamata in quanto in passato aveva girato un documentario sull’esperienza di Tosca Marmor, un’ebrea polacca sopravvissuta ai campi di sterminio che dovrebbe diventare la protagonista del progetto insieme a Ka-Tzetnik 135633, ex deportato di Auschwitz.

I contrasti tra Abele e Clara su come portare in scena questa rappresentazione nascono da subito: lei vorrebbe entrare dentro le esperienze singole, lui invece mantenere un tratto oggettivo. Dubbi e incertezze etiche e morali sono alla base del rapporto conflittuale tra i due tanto da mettere a rischio tutto il progetto.

Noi salutiamo questo esordio con rispetto al tema affrontato e con pudore verso l’atmosfera aurorale che spesso si cela dietro le opere prima concediamo tre stars virgola cinque. Su Jean Sarto in giro non trovo altri riferimenti ma non sono sicurissimo né dell’uscita del film né che sia un’opera prima.

I mostri oggi

I mostri oggi

titolo originale: I mostri oggi
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Enrico Oldoini
genere: Commedia
durata: 102 min.
distribuzione: Warner Bros
cast: D. Abatantuono • G. Panariello • C. Bisio • S. Ferilli • A. Finocchiaro • C. Buccirosso
sceneggiatura: F. Ferrini • G. Scarpelli • S. Scola • M. Tiberi • E. Oldoini
musiche: L. Siciliano
fotografia: F. Masiero
montaggio: M. Garrone


Trama: In sedici episodi vengono parodiati tutti i vizi, le debolezze e le paure dell’Italia contemporanea. Ciascun episodio, di durata e struttura diverse, ruota intorno a delle figure centrali, in genere caricaturali, interpretate dai tre attori principali (Diego Abatantuono, Giorgio Panariello e Claudio Bisio). Alcuni episodi sono assai brevi e fulminanti ed hanno la durata e la struttura di uno sketch, altri presentano invece le costruzioni più elaborate di un racconto. “I nuovi mostri” si presenta come terzo capitolo dopo “I mostri” (1963) “I nuovi mostri” (1977).

Delle due l’una o questa vorrebbe essere una sorta di sequel del mitico film dello scomparso genio della commedia all’italiana Dino Risi, e siamo al sacrilegio, guardando il cast.

O non lo è … e siamo al sacrilegio mancato e quasi alla mascalzonata.

Insomma, come la metto la metto, non ne esce niente di buono.

E poi scusatemi ma questo Enrico Oldoini ma chi è … magari sono io che non me lo ricordo … (Dai Enrico stacci …)

Legami di sangue

Legami di sangue

titolo originale: Legami di sangue
nazione: Italia
anno: 2006
regia: Paola Columba
genere: Drammatico
durata: 92 min.
distribuzione: Baby Films
cast: G. Capalbo (Giovanni) • P. Rugiano (Peppe) • A. Dugoni (Andrea) • C. Cellini (Luana) • C. Mantis (Rosy) • A. Foà (padre)
sceneggiatura: P. Columba • F. Segatori
musiche: H. Ilfman • E. Firman
fotografia: G. Mastrovito
montaggio: U. De Rossi


Trama: Giovanni, un ex-imbonitore televisivo appena uscito dal carcere, torna nella masseria di un paese del sud dove vivono i sue tre fratelli: Pino, l’infaticabile capofamiglia, Andrea, down con problemi respiratori, e la dolce sorella Luana. Un’amara sorpresa attende però Giovanni … Atmosfere polverose per una faida familiare, originale e di forte impatto, in cui i sentimenti sono ancestrali, aspri e senza sfumature come la terra del sud.

“Legami di sangue” e’ un film dell’esordiente Paola Columba che uscirà al cinema il 27 marzo.

Il film, pare, abbia avuto una storia travagliata: è stato girato nel 2007, ma nonostante la buona accoglienza ottenuta in alcuni festival, come quello di Philadelphia, di Salerno e Los Angeles, e due Premi Flaiano come migliore opera prima e migliore attrice protagonista, aveva ottenuto, finora, solo una distribuzione home video ed Internet, per l’America.

Solo adesso il film e’ stato ammesso alla distribuzione del grande schermo. La pellicola è stata interamente realizzata in HD in uno sperduto casolare dell’entroterra del Molise.

“Legami di sangue” racconta la storia di una faida familiare, una lotta all’ultimo sangue per un’eredità. Quattro fratelli di una famiglia contadina devono spartirsi l’eredita’ paterna: Giovanni (Giovanni Capalbo), ex venditore televisivo e’ appena uscito dal carcere, Peppe (Pino Rugiano) un contadino, gran lavoratore, Andrea (Andrea Dugoni) e’ dawn con problemi respiratori, e Luana (Cristina Cellini), che dedica tutto il suo tempo alla casa e alla chiesa.

La faida interna alla famiglia contadina si sviluppa e si sprigiona con tutta la sua violenza ed energia. La regista Columba fotografa la realtà rurale dell’entroterra molisano, dove il progresso e la tecnologia sembrano sogni lontani.

E poi guarda chi si rivede il vecchio amico Arnoldone Foà che il Corriere della Sera giudica bravissimo.

Ma come ci sia finito in un film del genere … misteri del cinema italiano che dimentica gli attori e le voci storiche come la sua che Federico Fellini usava solo come doppiatore.

Cenci in Cina

Cenci in Cina

titolo originale: Cenci in Cina
nazione: Italia
anno: 2008
regia: Marco Limberti
genere: Commedia
durata: n.d.
distribuzione: Bellosguardo Film
cast: F. Ciampi (Armando Giachetti) • A. Paci (Vittorio Pelagatti) • M. Lo Zhang (signora Li) • B. Enrichi (Lorella) • M. Ceccherini (Fabio) • P. Camassa (Pamela) • C. Monni (Ganana) • N. Novelli (Forasassi) • L. Pestellini (Mary) • N. Giustini (giornalaio) • M. Olcese (regista)
sceneggiatura: M. Limberti • F. Ciampi • R. Betti
musiche: F. Frizzi
fotografia: D. Botteselle
montaggio: G. Torri


Trama
: Siamo a Prato, in Toscana, la capitale mondiale dell’industria tessile. Vittorio Pelagatti e Armando Giachetti gestiscono la Gobbotex, azienda fondata dai nonni all’inizio degli anni ’50: il primo, fascinoso, elegante e spendaccione, si occupa del commerciale e delle pubbliche relazioni; l’altro, più concreto, lavoratore e parsimonioso, vive in ditta e gira sulla sua vecchia 500, si occupa della produzione, è sposato con figli. In fabbrica lavorano anche una serie di personaggi che non prendono lo stipendio da mesi, perché non son più operai ma soci; alcuni di loro cominciano a pensare d’aver preso una fregatura … In città c’è crisi e mentre la Gobbotex naviga in cattive acque, all’Unione Industriali di Prato fa il suo ingresso ufficiale l’imprenditrice cinese signora Li, bella e intelligente, che compra aziende in difficoltà.

Esce, domani, anche Cenci in Cina, per la regia di Marco Limberti.

Con la partecipazione di Massimo Ceccherni e Pamela Camassa … pensate gli attori principali … che per la cronaca sono Alessandro Paci, Man Lo Zhang e Francesco Ciampi.

Noto, nel cast, un redivivo Novello Novelli attivitssimo nei film dell’ormai scomparso Francsco Nuti (Francè ti rivogliamo sul set). E capisco che siamo di fronte ad un film toscano.

Del resto la location di ambientazione è Prato.

In città c’è la crisi (e basta).

Insomma il classico film toscano greve ma nelle intenzioni almeno leggero e divertente.

Per chi ama il cinema d’evasione e magari è toscano why not, io dico tre stars e sono generoso.

Sempre che esca.

Alla prossima.

A cura di: cinemavistodame.com.

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~ di Roberto Bernabo' su 26 marzo 2009.

2 Risposte to “I film in uscita dal 27 marzo 2009”

  1. I primi tre film li voglio vedere, ma ne vedrò solo due. Mancherà proprio quello che aspettavo di più, ma forse il titolo è troppo corto per programmarlo nelle sale. Toccherà aspettare fra qualche anno fuoriorario.
    Buone visioni!

  2. Avevo intenzione di vedere Teza lo scorso weekend… ma alla fine tra una cosa e l’altra ho ancora dovuto rinunciare al mio film settimanale… chissà se il prossimo weekend riuscirò a vederlo… o se uscirà qualche altro film tra le mie priorità! :)

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