I film in uscita dal 20 marzo 2009

Nei Cinema dal 20 Marzo 2009

  • Ponyo sulla scogliera – di Hayao Miyazaki
  • The international – di Tom Tykwer
  • Diverso da chi? – di Umberto Carteni
  • La verità è che non gli piaci abbastanza – di Ken Kwapis
  • Aria – di Valerio D’Annunzio
  • Dall’altra parte del mare – di Jean Sarto
  • L’ultimo crodino – di Umberto Spinazzola
  • Impotenti esistenziali – di Giuseppe Cirillo

L’anteprima

Fortapàsc

Fortapàsc

titolo originale: Fortapàsc
nazione: Italia
anno: 2008
regia: Marco Risi
genere: Drammatico
durata: 108 min.
distribuzione: 01 Distribution
cast: Libero De Rienzo (Giancarlo Siani) • V. Lodovini (Daniela) • M. Riondino (Rico) • M. Gallo (Valentino Gionta) • E. Mahieux (Sasà) • S. Cantalupo (Ferrara) • G. Morra (Carmine Alfieri) • E. Fantastichini (sindaco) • R. Carpentieri (prof. Amato Lamberti) • G. Imparato (pretore) • M. Mazzarella (emissario dei siciliani)
sceneggiatura     J. Carrington • A. Purgatori • M. Risi
musiche: F. Piersanti
fotografia: M. Onorato
montaggio: C. Benevento

Trama: Nel 1985 Giancarlo Siani viene ucciso con dieci colpi di pistola. Aveva 26 anni. Faceva il giornalista, o meglio era praticante, abusivo, come amava definirsi. Lavorava al Mattino, prima da Torre Annunziata e poi da Napoli. È stato l’unico giornalista ucciso dalla camorra. Gli ultimi quattro mesi della sua vita, la sua ultima estate quando dal Vomero, dove abitava, tutti i giorni scendeva all’inferno di Torre Annunziata, regno del boss Valentino Gionta …

Non posso non aprire con l’anteprima di questo film.

Io ricordo tutto di quei giorni.

Avevo 25 anni. Credevo come lui ancora in tante cose come l’etica. La sorella della ragazza con cui studiavo lo conosceva. Ce lo venne a dire lei sconvolta che Giancarlo era stato ucciso.

Giancarlo non era un eroe. Era solo un ragazzo perbene che sognava di fare il giornalista, e che stava realizzando, con grande rigore morale ed impegno civico, il suo sogno.

Forse era ingenuo o forse troppo idealista. Fatto sta che le sue indagini a Torre Annunziata, dove era stato mandato da “Il Mattino“, il quotidiano di Napoli oggi diretto dal mio amico Mario Orfeo lo condussero alla morte.

In questo film, che rientra nello specifico filmico di Marco Risi, ricordo la lucidità di un film come “Il muro di gomma” sulla tragedia di Ustica, recitano i veri familiari di Giancarlo e so che il 21 marzo a Napoli a Via Caracciolo si sta organizzando un grande evento per rivalutare l’etica e la bellezza che si cela dietro di essa.

Napoli è stata letteralmente bersagliata mediaticamente per l’affare della monnezza e merita un riscatto.

Noi speriamo che riparta da iniziative come questo film e questa manifestazione, che sono l’espressione di quali altri luci e spessori è fatta la mia città.

Quattro star al ricordo di Giancarlo.

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Ponyo sulla scogliera

titolo originale: Gake no ue no Ponyo
nazione: Giappone
anno: 2008
regia: Hayao Miyazaki
genere: Animazione
durata: 101 min.
distribuzione: Lucky Red Distribuzione
sceneggiatura: H. Miyazaki
musiche: J. Hisaishi
montaggio: H. Miyazaki

Trama: La pesciolina Ponyo, scappata dalla sua casa sul fondo del mare, durante la fuga resta incastrata in un vasetto di vetro. Sosuke, un bambino di cinque anni che vive su una collina vicina a un villaggio sul mare, la trova e la aiuta a liberarsi. Da quel momento i due diventano grandi amici e con il tempo l’amicizia si trasforma in un sentimento più grande e forte. Decisa a rimanere nel mondo degli umani, Ponyo, che nel frattempo è stata riportata a casa da suo padre (che un tempo era un uomo), chiede aiuto alle sorelle per rubare la bacchetta magica che la aiuterà a realizzare il suo desiderio. Ma la scelta di Ponyo scatenerà l’ira del mare.

Personalmente non sono un amante di questo genere di film, per tanti motivi, tra i quali quello che non ho figli. Eppure credo di dover segnalare questa pellicola.

Hayao Miyazaki è un vero maestro di questo genere, e per questo film, oltre ad avere vinto numerosi premi, ha anche ricevuto a Venezia:

il Future Film Festival Digital Award – Special Mention: Hayao Miyazaki

il Mimmo Rotella Foundation Award: Hayao Miyazaki

Nonché una nomination per il Leone d’oro.

Ecco secondo me questo film è da vedere. E poi occhio distribuisce Lucky Red.

Quattro stars.

La verità è che non gli piaci abbastanza

The international

titolo originale: The international
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: Tom Tykwer
genere: Thriller
durata: 118 min.
distribuzione: Sony Pictures
cast: C. Owen (Louis Salinger) • N. Watts (Eleanor Whitman) • A. Mueller-Stahl (Wilhelm Wexler) • U. Thomsen (Jonas Skarssen) • J. Rebhorn (Arnie Goodwin) • J. McGee (detective Bernie Ward)
sceneggiatura: E. Singer
musiche: R. Heil • J. Klimek • T. Tykwer
fotografia: F. Griebe
montaggio: M. Bonnefoy

Trama: The international mostra la determinazione dell’agente dell’Interpol Louis Salinger che, insieme al Vice Procuratore Distrettuale Eleanor Whitman, cerca di smascherare un influente banchiere, coinvolto nel traffico illegale di armi gestito da una delle più grandi organizzazioni criminali del mondo. Salinger e la Whitman seguiranno il caso da Berlino a Milano, da New York a Istanbul, in una lotta contro l’illegalità che metterà a rischio le loro stesse vite.

Forte battage pubblicitario per il ritorno nelle nostre sale del bello e bravo Clive Owen che sarà presente nei film in uscita anche la settimana prossima.

Questa settimana è in compagnia di Naomi Watts (attrice che io adoro) in un film di azione a tinte forti.

Una banca potente contro di lui.

Riuscirà il nostro eroe a sconfiggere un intrigo internazionale che uccide tutti coloro che tentano di fermarlo?

Se il quesito solletica la vostra mente e vi va di trascorrere due ore al cardiopalma questo è il film per voi … e viste le uscite della settimana, ragazzi, ringraziate il vecchio Clive ed il regista tedesco Tom Tykwer che molto apprezzai nella sua quinta opera che ebbe una certo eco in festival vari: “Lola corre” (1998).

Diciamo che meno di tre stars virgola cinque non mi sento di dare e credo che il film dopo una visione in sala possa salire anche a quattro.

Diverso da chi?

Diverso da chi?

titolo originale: Diverso da chi?
nazione: Italia
anno: 2008
regia: Umberto Carteni
genere: Commedia
durata: 102 min.
distribuzione: Universal Pictures
cast: L. Argentero (Piero) • C. Gerini (Adele) • F. Nigro (Remo) • G. Cederna • A. Catania • F. Pannofino
sceneggiatura: F. Bonifacci
musiche: N. Tescari
fotografia: M. Montarsi

Trama: Piero è un giovane politico dichiaratamente gay. Fidanzato da anni con Remo, nella corsa all’elezione di sindaco di una città del nordest italiano viene affiancato da Adele, una collega moderata e dalle idee tradizionaliste. L’incontro tra Piero e Adele, inizialmente teso e aggressivo, si trasformerà ben presto in un’attrazione sessuale reciproca che li travolgerà in tutti i sensi.

Questo film mi lascia un po’ perplesso.

Ho visto il trailer al cinema e devo dire che mi ha strappato qualche risata.

Diciamo che è una commedia brillante che ironizza e gioca con un tema invece serio. L’omosessualità e il fatto di essere gay in un mondo così falsamente perbenista come quello della politica.

Il gioco è chiaro e dichiarato dall’inizio. I personaggi di Filippo Nigro e di Claudia Gerini sono innamorati (lui da 14 anni in una relazione stabile) dello stesso uomo: Luca Argentero.

La sceneggiatura sembra scritta bene. E questo film di esordio di Umberto Carteni sembra convincente.

Gli attori sono bravi.

La storia non è solo divertente.

Insomma non sarà un capolavoro, ma meglio di tanto altro cinema italiano.

La Gerini a me piace, ecco l’ho detto. Sa cimentarsi un po’ in tutti i ruoli, sa cambiare passo, sa essere comica e drammatica nella stessa sequenza.

Non nascondo che le evocazioni di certe atmosfere del cinema di Pedro Alomodovar mi hanno fatto storcere un po’ il naso, ma dico che Luca Argentero è la vera rivelazione del cinema italiano degli ultimi tempi.

Noi concediamo 3 stars virgola cinque.

La verità è che non gli piaci abbastanza

La verità è che non gli piaci abbastanza

titolo originale: He’s Just Not That Into You
nazione: U.S.A.
anno: 2009
regia: Ken Kwapis
genere: Commedia
durata: 129 min.
distribuzione: 01 Distribution
cast: B. Affleck (Neil) • J. Aniston (Beth) • D. Barrymore (Mary) • J. Connelly (Janine) • K. Connolly (Conor) • B. Cooper (Ben) • G. Goodwin (Gigi) • S. Johansson (Anna) • K. Kristofferson (Ken) • J. Long (Alex)
sceneggiatura: A. Kohn • M. Silverstein
musiche: C. Eidelman
fotografia: J. Bailey
montaggio: C. Silverman

Trama: Tratto dal popolare bestseller degli sceneggiatori di “Sex and the City”, Greg Behrendt e Liz Tuccillo, “La verità è che non gli piaci abbastanza” racconta la storia di un gruppo di ventenni-trentenni di Baltimora e delle loro peripezie sentimentali, incentrate su fraintendimenti ed equivoci tra i protagonisti in cerca di segnali dal sesso opposto … La speranza è di essere l’eccezione alla regola del “non esistono eccezioni”.

Solo il quarto posto per questo film, e si. Peraltro ne ho già parlato la settimana scorsa.

So che i primi 6 minuti andranno in onda su Fox Live.

Che dire gli sceneggiatori sono gli stessi di “Sex and the City” che a cinema è stato un mezzo flop.

Come tempo sarà anche per questa pellicola che ve lo dico ha già abbastanza deluso negli USA.

Però se volete svagarvi due ore con le problematiche dei singles accomodatevi in sala e non ditemi che non vi avevo avvisati.

Tre stars.

Aria

Aria

titolo originale: Aria
nazione: Italia
anno: 2007
regia: Valerio D’Annunzio
genere: Drammatico
durata: 92 min.
distribuzione: La Beffa
cast: R. Herlitzka (Giovanni) • G. Ranzi (Clara) • A. Nano (Antonia) • O. Magnani (Matilde) • P. Lovino (Claudio) • F. Martino (Giovanni da ragazzo) • F. Raggi (Lorella)
sceneggiatura: V. D’Annunzio
musiche: Giovanni Allevi

Trama: Giovanni è un uomo nato nel corpo sbagliato, da sempre si sente una donna ma nasconde il suo segreto. Lo straordinario talento per il piano e il desiderio di assecondare il padre, lo motiveranno a diventare un grande pianista.

Diciamo che di primo acchitto l’idea di stroncare aprioristicamente questo film era forte.

Poi però ho cercato in internet ed ho trovato il sito del film ed ho visto il trailer.

Il film mi sembra da quelle poche scene girato bene.

Traggo dal sito del film:

Lo stile narrativo

Un film semplice, poetico, leggero nella sua pesante tragicità.

Un film che tratta la sessualità senza mai scadere nel “carnale”, un film trasparente e profondo come un acquerello.

Un film dove il messaggio è sublimato e trasmesso in un racconto sottile, semplice, drammatico e coinvolgente ma mai sensazionalistico.

Lo spettatore verrà condotto all’interno della storia di Giovanni in punta di piedi, senza disturbare o essere disturbato dalla narrazione.

Un film che avvolge senza stringere, forte come una carezza, fatto di attimi concitati e ampi respiri, un film di immagini che racchiudono un contenuto e non solo il gusto di raccontare.

Diciamo che un altro valido motivo per vedere il film è la presenza nel cast di Olivia Magnani che non vedo dal film “Le conseguenze dell’amore” di Paolo Sorrentino.

Le musiche di Giovanni Allevi potrebbero essere un deterrente però ;)

Concediamo 3 stars virgola cinque a con qualche perplessità. Ma si dai.

Dall'altra parte del mare

Dall’altra parte del mare

titolo originale: Dall’altra parte del mare
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Jean Sarto
genere: Drammatico
durata: 80 min.
distribuzione: Caro Film
cast: G. Ranzi (Clara) • V. Trevisan (Abele) • G. De Santis (Tosca) • F. Falzarano (Claudio) • V. Di Bert (Gigliola) • A. Battisti (Franca)
sceneggiatura: M. Rapetti
musiche: A. Molinari
fotografia: A. Di Marcantonio
montaggio: P. Ceresani

Trama: E’ la storia di un sopravvissuto ad Auschwitz arrivato all’estremo limite di degradazione umana, che dopo 30 anni ha accettato di rivivere l’esperienza del campo di concentramento con una terapia a base di LSD, sottoponendosi a 5 sedute chiamate Cancelli della Memoria. E’ uno dei due deportati di Auschwitz nella messa in scena sulla shoah da parte di una compagnia teatrale, l’altra è Tosca Marmor, ebrea-polacca intervistata all’inizio del film da Clara che aveva fatto un documentario su di lei a Parigi, dove entrambe vivevano ed erano diventate intime amiche. Tutto comincia ai giorni nostri quando Clara che vive ancora a Parigi, viene chiamata dal regista Abele a Roma per collaborare a questa messa in scena. Si porta con sé il vecchio documentario girato nel ’79 e incontra altri attori che stanno provando. Insieme cercano di impostare i personaggi ma ben presto sorgono dei contrasti tra Abele e Clara sul modo di fare la rappresentazione: lei vorrebbe entrare dentro le esperienze singole, lui invece mantenere un tratto oggettivo. A Trieste dove dovrebbe effettuarsi la messa in scena Clara ne approfitta per cercare suo padre scomparso quando lei aveva 8 anni…

Che cosa ci resta delle persone che abbiamo amato tanto?

Ogni tanto me lo chiedo anche io.

Il fulcro di questo film si basa su interrogativo.

Si può ancora realizzare un film o uno spettacolo teatrale sullo Shoa?

Se lo è chiesto e il regista esordiente Jean Sarto realizzando con questo film un’ opera interessante e multimediale di forte impronta sperimentale.

Clara viene chiamata a Roma da Abel, un regista cinematografico, per collaborare a un progetto teatrale per mettere in scena l’olocausto degli ebrei durante la seconda guerra mondiale.

Clara viene chiamata in quanto in passato aveva girato un documentario sull’esperienza di Tosca Marmor, un’ebrea polacca sopravvissuta ai campi di sterminio che dovrebbe diventare la protagonista del progetto insieme a Ka-Tzetnik 135633, ex deportato di Auschwitz.

I contrasti tra Abele e Clara su come portare in scena questa rappresentazione nascono da subito: lei vorrebbe entrare dentro le esperienze singole, lui invece mantenere un tratto oggettivo. Dubbi e incertezze etiche e morali sono alla base del rapporto conflittuale tra i due tanto da mettere a rischio tutto il progetto.

Noi salutiamo questo esordio con rispetto al tema affrontato e con pudore verso l’atmosfera aurorale che spesso si cela dietro le opere prima concediamo tre stars virgola cinque. Su Jean Sarto in giro non trovo altri riferimenti ma non sono sicurissimo né dell’uscita del film né che sia un’opera prima.

L'ultimo cridino

L’ultimo crodino

titolo originale: L’ultimo crodino
nazione: Italia
anno: 2008
regia: Umberto Spinazzola
genere: Commedia
durata: n.d.
distribuzione: Mikado Film
cast: R. Tognazzi (Crodino) • S. Autieri (Patrizia) • E. Iacchetti (Pes) • M. Messeri (maresciallo) • G. Covatta • D. Vergassola (Callisto) • E. Tognocchi (figlia di Pes) • M. Prayer • S. Saccotelli (operaio)
sceneggiatura: M. Pellegrini • F. Cenni • F. Mazzei
musiche: G. Fulcheri
fotografia: L. Federici
montaggio: O. Bargero

Trama: Due abitanti di Condove, in Val di Susa, hanno una strampalata idea: trafugare la bara di Enrico Cuccia, presidente onorario di Mediobanca, sepolto nel cimitero di Meina. A metà del Marzo 2001 i due entrano in azione: sottraggono la salma per chiedere un riscatto e scatenano una bufera mediatica. Due settimane dopo, i “rapitori” vengono arrestati e il cadavere ritrovato in una baita sulla montagna condovese.

Questo curioso film è incredibilmente tratto da una storia vera.

Ecco come spiega il regista il film:

Siamo in Val di Susa, una valle isolata del Piemonte, dove vivono Pes e Crodino (questi i soprannomi dei due uomini). Il primo lavora in un’acciaieria, l’altro è un piccolo imprenditore a cui va tutto storto e entrambi sono sommersi di debiti. Crodino pensa di aver trovato l’idea per dare una svolta alla loro vita: rubare la bara di Cuccia e chiedere un riscatto. Il loro rapimento è però pieno di «falle»: portano la bara su e giù per la valle, lasciano impronte dappertutto, chiedono un riscatto mandando una lettera dall’ufficio postale locale e lasciando messaggi sulla segreteria telefonica di un omonimo del figlio di Cuccia che lavora in un ufficio dell’Acea a Roma. Nonostante il loro piano facesse acqua da tutte le parti i due uomini per qualche tempo tennero sotto scacco polizia. Vennero poi individuati e condannati a quarantacinque giorni di arresti domiciliari. Una vicenda tragicomica perfetta per una commedia dai toni a tratti amari a tratti esilaranti. «Sono rimasto colpito dall’ingenuità di questi due uomini, due sprovveduti finiti in un affare più grande di loro. – ha affermato il regista – Nel raccontare la loro storia mi sono preso qualche piccola libertà ma tutte le situazioni raccontate sono reali, le ho trovate sugli atti dei processi. Erano due improvvisatori ma tennero sotto scacco le forze dell’ordine che seguirono mille piste, tra cui quella dell’esoterismo, prima di individuarli. Mi sembrava una bella storia da raccontare, che fa divertire e riflettere».

Il regista ha avuto solo un breve incontro con uno dei due uomini: «Si capisce subito che non sono due delinquenti ma brave persone che hanno commesso un grosso sbaglio. Scrissero una lettera di scuse alla famiglia Cuccia che è commovente per la sua ingenuità, furono addirittura riassunti dai loro datori di lavoro. La loro mi sembra un’incredibile storia di provincia».

Detto questo aggiungo che il cinema italiano è alla ricerca disperata di nuove coppie.

Questa Tognazzi – Iachetti io non la vedo come una di quelle che cambierà le sorti di questa tendenza, né del cinema italiano, ahimè.

Tre stars. E siamo generosi.

Impotenti esistenziali

Impotenti esistenziali

titolo originale: Impotenti esistenziali
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Giuseppe Cirillo
genere: Drammatico
durata: n.d.
distribuzione: Elite Group International
cast: G. Cirillo (Giuseppe) • A. Ponziani (Francesca) • A. Vitali (Amilcare) • A. Melillo (Angela) • S. Milo (Zia Elisabetta) • T. Brass (editore De Fortis)
sceneggiatura: G. Cirillo
musiche: P. Ranieri • G. Cirillo
fotografia: L. Nappa
montaggio: G. Cirillo

Trama: S’intrecciano storie d’amore e di vita, punti di vista e incapacità di essere padroni del proprio destino. Luoghi e personaggi danno vita ad un senso passionale ed emotivo di situazioni talvolta imbarazzanti, talvolta stimolanti. Filo conduttore della storia è lo psicologo e presidente di un’associazione sui diritti civili il quale, con coraggio, porta avanti iniziative finalizzate a sovvertire o criticare l’eccessivo perbenismo della società.

Si si avete letto bene Impotenti esistenziali. Se cercate in internet con la chiave di ricerca Impotenti esistenziali troverete link  oltre che al film anche ad un omonimo partito che è stato fondato in occasione delle ultime elezioni politiche è che è il parto del Dr. Giuseppe Cirillo, che un pò à-la-Obama, si può fregiare di un endorser di prima qualità, Il riso degli Angeli, il blog di satira e vignette di Corriere.it.

cirillo

Un film di protesta contro il bigottismo e le ipocrisie imperanti nella società italiana, al cui interno l’individuo non riesce ad affermare la propria personalità perché soffocato dall’omologazione.

Trattasi in pratica del primo lungometraggio diretto dal mitico dr. Giuseppe Cirillo – soprannominato “doctor seduction” in quanto fondatore della Scuola italiana di corteggiamento – che, girato in HD con circa 600000 euro di budget, lo vede impegnato anche nei panni autobiografici del protagonista, psicologo e presidente di un’associazione sui diritti civili interessato a sovvertire e criticare l’eccessivo perbenismo tricolore, mentre intreccia una storia d’amore con Francesca, interpretata da Antonella Ponziani, incontrata in un locale per scambi di coppia.

La pellicola si avvale di un vero e proprio cast stracult che, al di là delle vecchie glorie della musica nostrana Gianni Nazzaro e Don Backy, include Alvaro Vitali nel ruolo del sessualmente ambiguo Amilcare, Sandra Milo nei panni della zia di Francesca e niente di meno che il mitico maestro dell’erotismo su celluloide Tinto Brass impegnato ad incarnare, in maniera auto-ironica, un editore benpensante e conservatore.

Vi aggiungo, per completare il quadro non proprio esaltante di questa opera che licenzieremo con due stars, che tra un grottesco filosofeggiare e l’altro, vengono buttate dentro, udite udite, anche critiche al razzismo ed alle prime pagine dei quotidiani che parlano solo di politica, mentre vi anticipo che pessima recitazione  e strafalcioni tecnici regnano incontrastati, fino a quello che vorrebbe risultare un drammatico epilogo in grado di spingere alla riflessione.

La mia personale è quella di consigliarvi di evitare questo film e di destinare i vostri 7 euro e 50 a qualcosa di meno evanescente.

Alla prossima.

A cura di cinemavistodame.com dove potete vedere tutti i trailer dei film in uscita.

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~ di Roberto Bernabo' su 19 marzo 2009.

2 Risposte to “I film in uscita dal 20 marzo 2009”

  1. Beh questa settimana con la scusa di portare al cinema i miei cuginetti… vado a vedere l’ultimo di Miyazaki! :D Devo dire che però ci sarei andata lo stesso. :)

  2. miyazaki è miyazaki e uno lo deve vedere per forza. infatti è bellissimo.
    e mi è piaciuto anche la verità è che non gli piaci abbastanza. l’ho trovato educativo :-)

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