I film in uscita dal 13 marzo 2009

Nei Cinema dal 13 Marzo 2009

  • Gran Torino – di Clint Eastwood
  • Nemico Pubblico N. 1 – L’istinto di morte –  di Jean-François Richet
  • Frozen River – Fiume di ghiaccio – di Courtney Hunt
  • La matassa – di Salvatore Ficarra • Valentino Picone • Giambattista Avellino
  • L’ultimo Pulcinella – di Maurizio Scaparro
  • Il sogno nel casello – di Bruno De Paola
  • Il soffio dell’anima – di Victor Rambaldi
  • Il Solitario – di Francesco Campanini

L’anticipazione

La verità è che non gli piaci abbastanza

titolo originale: He’s Just Not That Into You
nazione: U.S.A.
anno: 2009
regia: Ken Kwapis
genere: Commedia
durata: 129 min.
distribuzione: 01 Distribution
cast: B. Affleck (Neil) • J. Aniston (Beth) • D. Barrymore (Mary) • J. Connelly (Janine) • K. Connolly (Conor) • B. Cooper (Ben) • G. Goodwin (Gigi) • S. Johansson (Anna) • K. Kristofferson (Ken) • J. Long (Alex)
sceneggiatura: A. Kohn • M. Silverstein
musiche: C. Eidelman
fotografia: J. Bailey
montaggio: C. Silverman

Trama: Tratto dal popolare bestseller degli sceneggiatori di “Sex and the City”, Greg Behrendt e Liz Tuccillo, “La verità è che non gli piaci abbastanza” racconta la storia di un gruppo di ventenni-trentenni di Baltimora e delle loro peripezie sentimentali, incentrate su fraintendimenti ed equivoci tra i protagonisti in cerca di segnali dal sesso opposto … La speranza è di essere l’eccezione alla regola del “non esistono eccezioni”.

Quattro cose che so del film:

  1. i primi 6 minuti saranno trasmessi non so più su quale canale di Sky
  2. ha sbancato al box office negli USA
  3. riempirà i Warner Village italiani
  4. il target sono i singles

Già i singles.

Avrei molte cose da dire al riguardo, eh si.

Ma questa è un’altra storia.

3 stars virgola cinque in onore al coraggio dei singles.

Nei cinema italiani dal 20 marzo 2009.

gran torino di Roberto Bernabò alias cinemavistodame

Gran Torino

titolo originale: Gran Torino
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: Clint Eastwood
genere: Azione
durata: 116 min.
distribuzione: Warner Bros
cast: C. Eastwood (Walt Kowalski) • C. Carley (Father Janovich) • B. Vang (Thao Vang Lor) • A. Her (Sue Lor) • B. Haley (Mitch Kowalski) • G. Hughes (Karen Kowalski) • D. Walker (Ashley Kowalski) • B. Howe (Steve Kowalski)
sceneggiatura: N. Schenk
musiche: K. Eastwood • M. Stevens
fotografia: T. Stern
montaggio: J. Cox • G. Roach

Trama: Walt Kowalski, un reduce della guerra di Corea di carattere burbero e spavaldo, prova una grande passione per la propria Ford Torino, modello classico del 1972, custodita in garage. Walt non mostra pudore nel manifestare il proprio sentimento anticoreano, nato durante la sua campagna in Corea, quando vide morire suoi amici per mano dei nemici. A peggiorare la situazione, il quartiere da lui abitato negli ultimi anni è diventato il principale centro suburbano della comunità coreana, e le bande giovanili danno molto fastidio a Walt. Anche se frustrati e maltrattati da Kowalski, i coreani aiuteranno l’uomo a risolvere i problemi personali che ha con la famiglia, per diventare amici e aiutarlo a ripudiare il razzismo.

Meglio del vino che diventa più buono quando inveccchia riesce a fare questo attore diventato regista mistico.

Dall’Oscar di Mystic River diciamo che Clint ci ha ormai abituati ad un cinema classico fatto sempre con molta attenzione secondo me a due aspetti centrali.

La cura e l’originalità delle storie e quindi direi della sceneggiatura, fondamenta sulle cui basi costruisce la sua opera.

Una regia molto accurata e classica che sa esaltare senza eccessi di virtuosismi formali la drammaturgia degli eventi.

Questo Gran Torino, ingiustamente, a mio modo di vedere, escluso dalla corsa agli Oscar insieme all’altro suo lavoro “The Changeling“, merita sicuramente una grande attenzione perché rivede Clint entrare in azione oltre che come regista anche come attore protagonista, che, voglio dire alla sua veneranda età di 78 anni (quasi 79), son cose.

Noi gli attribuiamo quattro stars e posto già prenotato in sala. Confermate dopo la visione in sala.

Locandina del film Frozen Rivers

Frozen River – Fiume di ghiaccio

titolo originale: Frozen River
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: Courtney Hunt
genere: Drammatico
durata: 97 min.
distribuzione: Archibald
cast: M. Leo (Ray Eddy) • M. Upham (Lila) • M. O’Keefe (Trooper Finnerty) • M. Boone Junior (Jacques Bruno) • C. McDermott (T.J.) • J. Reilly (Ricky)
sceneggiatura: C. Hunt
musiche: P. Golub • S. Ismaily
fotografia: R. Morano
montaggio: K. Williams

Trama: Ray Eddy, due figli a carico, è stata abbandonata dal marito che ha sperperato al gioco tutti i soldi con i quali la donna pensava di potersi comprare una casetta prefabbricata. Per sbarcare il lunario, la donna aiuta i lavoratori clandestini, cinesi e pachistani, a entrare illegalmente negli Stati Uniti, dal Canada, attraverso il fiume congelato. Al suo fianco Lila Littlewolf, una giovane nativa Mohawk, la quale, da quando le è stato sottratto il figlio, si è chiusa in un disperato e silenzioso dolore. Nel deserto bianco di una distesa di ghiaccio arida e incolore, le due donne, vincendo un’iniziale ovvia diffidenza, finiranno per unire i loro destini, vedranno crescere la loro tacita intesa, e l’illusione di poter dare un futuro migliore ai loro figli.

Questo è il classico film che non, se non uscisse Gran Torino, andrei a vedere in una di quelle sale romane attente al Sundance Festival.

Questo è uno dei classici bei film del Sundance che ha vinto il gran premio della giuria.

Questo è il classico film che questo blog appoggia con tre stars virgola cinque.

Film d’esordio della avvenente regista e sceneggiatrice Courtney Hunt di cui si sa poco e niente.

Nemico Pubblico numero 1 di Roberto Bernabò alias cinemavistodame

Nemico Pubblico N. 1 – L’istinto di morte

titolo originale: L’Instinct de mort
nazione: Francia / Canada / Italia
anno: 2008
regia: Jean-François Richet
genere: Azione
durata: 113 min.
distribuzione: Eagle Pictures
cast: V. Cassel (Jacques Mesrine) • C. De France (Jeanne Schneider) • G. Depardieu (Guido) • G. Lellouche (Paul) • R. Dupuis (Jean-Paul Mercier) • E. Anaya (Sofia) • M. Duchaussoy (padre di Jacques) • M. Boyer (madre di Jacques)
sceneggiatura: A. Dafri
musiche: M. Trumpp
fotografia: R. Gantz
montaggio: H. Schneid

Trama: E’ la storia del gangster francese Jacques Mesrine, prima che diventasse il nemico pubblico numero 1.

Grande il battage pubblicitario per questo film che vede come protagonista Vincent Cassel in Italia ahimè tristemente famoso più come marito di Monica Bellucci, che per le sue indubbiamente valide capacità interpretative.

Ho visto il trailer più volte e il paragone con altri cult moovie di genere mi è sembrato sinceramente irriverente.

Occhio, perché questa è solo la prima parte di un film diviso in due parti. La seconda uscirà circa a metà Aprile, pare, sempre distribuita dai Signori della un po’ inquietante Eagle Pictures.

Detto questo certo il film ha tutti i numeri per convincere. Vedi un inedito Gerard Depardieu gangster.

Ma non certo per additare quest’opera come un capolavoro.

Un film onesto ma niente di più. Quei film che io sono quasi costretto a liquidare con tre stars virgola cinque.

La Matassa

La matassa

titolo originale: La matassa
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Salvatore Ficarra • Valentino Picone • Giambattista Avellino
genere: Commedia
durata: 98 min.
distribuzione: Medusa Film
cast: S. Ficarra (Gaetano) • V. Picone (Paolo) • P. Caruso (Don Gino) • C. Gioè (Antonio) • A. Safroncik (Olga) • M. Pupella (Don Mimi) • M. Lo Giudice (mamma di Paolo) • G. Martorana (Pietro) • F. Luna (papà di Gaetano) • M. Di Biase (Svetlana) • D. Centamore (esattore)
sceneggiatura: S. Ficarra • V. Picone • F. Bruni • F. Testini
musiche: P. Buonvino
fotografia: R. Forza
montaggio: C. Di Mauro

Trama: La storia è incentrata su due cugini, figli di fratelli che si odiano e che per questo non si vedono per 20 anni. Ma i casi della vita li portano a rincontrarsi e ad essere protagonisti involontari di mille avventure, tanto da rischiare la vita. A tentare di far fare loro pace sarà un sacerdote.

Lo devo ammettere. In Italia questi comici che guadagnano più di chi come me ha faticato sui libri e si sbatte per un lavoro intellettuale con riconoscimenti economici che sono quelli che sono un po’ è incazzato. Ed è portato ad un naturale snobismo per questo vero e proprio proliferare di nuovi comici che ormai spuntano come funghi in tutti questi programmi televisivi, Zelig, Colorado Cafè et similia.

Lo devo ammettere non credevo che il 7 e l’8 potesse essere un film gradevole.

Così quando l’ho visto su SKY ero non scettico ma scetticismo.

Ed invece devo riconoscere che fu un film garbato, con qualche idea, divertente.

Questo è il loro secondo film.

I due diciamo che mi stanno simpatici ma non così tanto da superare le tre stars virgola cinque.

L'ultimo Pulcinella

L’ultimo Pulcinella

titolo originale: L’ultimo Pulcinella
nazione: Italia
anno: 2008
regia: Maurizio Scaparro
genere: Drammatico
durata: 89 min.
distribuzione: Bolero Film
cast: M. Ranieri (Michelangelo) • A. Asti (Marie) • V. Cavalli (Paola) • A. Casagrande • J. Sorel (Jean Paul) • D. Balsamo (Francesco) • C. Ferraro (Cecilia)
sceneggiatura: R. Azcona • D. De Silva • M. Scaparro
musiche: M. Pagani
fotografia: R. Meddi
montaggio: L. Gianfrancesco

Trama: Maurizio Scaparro ripercorre il viaggio di un attore napoletano, Michelangelo, che recita e canta a Napoli il suo Pulcinella dove può e improvvisamente è costretto a lasciare Napoli per Parigi dopo che la sua ex moglie gli ha rivelato che suo figlio Francesco è scappato nelle banlieues parigine da una sua amica, Cecilia, per avere assistito a un omicidio di camorra. A Parigi Michelangelo ritrova un suo vecchio amico professore della Sorbona e la sua assistente Faiza che lo aiutano a riconquistare la fiducia del figlio, ma soprattutto conosce Marie, ex attrice di varietà senza età, rinchiusa in un vecchio e cadente teatro nelle banlieues di cui è proprietaria e ormai custode. Tutti insieme e con l’aiuto di Cecilia, che ha una particolare influenza politica su molti giovani del quartiere, decidono di realizzare un sogno che fu già di tanti italiani del passato, “les italiens”: riscoprire il teatro e mettere in scena uno spettacolo ispirato a un soggetto inedito di Roberto Rossellini su Pulcinella. Malgrado le difficoltà di vita del quartiere e le tensioni crescenti con la polizia Michelangelo cercherà di creare uno spazio dove possa essere nuovamente riconosciuta la dignità e l’utilità dell’artista; a Parigi a Napoli, in Europa oggi.

Qui sono in difficoltà.

Sono napoletano.

Adoro Pulcinella.

In passato ho adorato il teatro ed ho visto diversi spettacoli di Maurizio Scaparro.

Certo che queste operazioni di adattamento dal teatro al filmico generano in me non poche perplessità. E si che Massimo Ranieri è un attore che al cinema ha fatto anche qualche buon film tipo Metello.

Ma più di tre stars non riesco a concedere.

Il sogno nel casello

Il sogno nel casello

titolo originale: Il sogno nel casello
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Bruno De Paola
genere: Commedia
durata: 93 min.
distribuzione: Marca distribuzione
cast: P. Pignatelli (Marco) • C. Sabatino (Silvia) • L. Allocca (Sig. Fusco) • M. Porfito (Pietro) • C. Scivittaro (Maria) • R. Esposito (Sig. De Gregorio) • A. Morea (Antonietta)
sceneggiatura: B. De Paola
musiche: B. De Paola
fotografia: S. Guarna
montaggio: P. Ceresani

Trama: Marco, giovane casellante delle Autostrade Meridionali, trascorre l’estate rinchiuso in un casello della provincia di Napoli. La sua vita scorre monotona fra il casello autostradale e le commissioni che puntualmente la madre gli chiede di sbrigare. Luca, suo vecchio amico, prova in ogni modo a risvegliare in lui la voglia di vivere e divertirsi ma con scarsi risultati. La sua timidezza ed il peso di una madre assillante, fanno di lui una persona incapace di imporre la sua personalità. L’incontro con Silvia, sua nuova dirimpettaia, sembra l’inizio di una nuova vita ma, quando tutto sembra andare per il meglio, il suo lungo corteggiamento viene minato da un avviso di sfratto che il proprietario dell’appartamento che occupa gli fa pervenire. Si scatena un aspro duello fra il proprietario dell’appartamento e Marco che, mai come ora, desidera vivere ad un passo da Silvia.

Diciamo che se solo assistete come ho fatto io al trailer del film vi è già passata la voglia di vedere il film.

Va riconosciuta una cosa che a meno che non lavoriate alle Autostrade meridionali non avrete mai né visto Né sentito parlare di un amore tra casellanti.

Ora io dico una cosa.

Se dall’inizio dell’arte del cinema nessuno aveva mai raccontato una storia d’amore tra casellanti forse c’era un motivo.

Ecco questo motivo mi costringe a liquidare la questione con due stars.

Il soffio dell’anima

titolo originale: Il soffio dell’anima
nazione: Italia
anno: 2008
regia: Victor Rambaldi
genere: Drammatico
durata: 108 min.
distribuzione: Iris Film Distribution
cast: F. Montrucchio (Alex) • L. Piaggio (Luna) • Y. Yu Lin (Tai Ping) • R. Balzo (Nico) • D. Ballantini (Enzo) • O. Guerrini (padre di Luna) • C. Angelini (padre di Alex) • L. Bernardi (madre di Alex) • C. Sebastianelli (madre di Luna)
sceneggiatura: V. Rambaldi
musiche: A. Felli
fotografia: L. Santini

Trama: Imola. Alex è un giovane in dialisi che lotta per non permettere alla sua malattia di controllare la sua vita e infrangere i suoi sogni. Dopo un passato difficile dovuto a un precario stato di salute, Alex si butta a capofitto nello studio delle arti marziali, aiutato anche da Tai Ping, una donna cinese dall’età indefinita che vive fuori città, per vincere le sue paure e dimostrare a se stesso di essere alla pari degli altri. L’incontro poi con una ragazza, Luna, che accompagna la madre a dializzare nello stesso ospedale di Alex, sarà magico e mistico. Tra loro s’accende la scintilla dell’amore e da quel momento diventano inseparabili. Da tutto questo nasce in Alex un lento, ma inesorabile, sogno di rinascita.

L’avete letta la trama si.

Lo sapete chi è l’attore protagonista?

Flavio Montrucchio, quello del secondo Grande Fratello.

Si quello che fa la pubblicità credo di un detersivo per piatti se non erro.

Diciamo che vi potete tranquillamente evitare questo film che dopo aver letto l’incredibile sinossi liquideremo con una star e che vi vogliamo bene eh.

Il solitario

Il Solitario

titolo originale: Il Solitario
nazione: Italia
anno: 2008
regia: Francesco Campanini
genere: Noir / Poliziesco
durata: 85 min.
distribuzione: n.d.
cast: L. Magri (Leo Piazza) • F. Siciliano (Santoro) • F. Barilli (Mirco Cassiani) • M. Vanni (Moriero) • G. Malusardi (Saeda) • A. Guareschi (Athos Molenda) • S. Alzetta (Anna) • O. Dell’Acqua (Riccardo) • P. Rossini (Baga)
sceneggiatura: L. Le Moli • L. Magri
musiche: L. Padovani
fotografia: R. Torresi
montaggio: N. Cristiani • B. Pellegrini

Trama: Un colpo da 3 miliardi di lire. Una rapina finita nel sangue. Un unico superstite. Braccato dal destino e da spietati gangster, Leo Piazza si ritrova tra le mani una valigia che scotta. Costretto a nascondersi, non gli rimane più tempo: i killer lo vogliono morto per recuperare il bottino, la resa dei conti si avvicina …

“Questa iniziativa si inserisce in un ampio progetto di valorizzazione delle produzioni di qualità targate Parma (hai detto cotica), ed è il frutto dell’impegno artistico di un parmigiano molto apprezzato nel panorama cinematografico nazionale”. (Ah però).

Il Solitario ripropone il personaggio principale di Nel Cuore Della Notte (eh?), noir low-budget realizzato nel 2002 (ah) e distribuito in dvd da Storm Movie nel 2005. L’attenzione riscossa dal primo film (che partecipò all’edizione 2002 del Courmayeur Noir In Festival … mica pizza e fichi) ha spinto il giovane regista Francesco Campanini, già montatore e produttore associato di Nel Cuore Della Notte, a comprarne i diritti. Nasce così Il Solitario, noir metropolitano che riporta in scena il personaggio di Leo Piazza, gangster melvilliano nuovamente interpretato da Luca Magri: dopo la sua presentazione, fuori concorso, al Courmayeur Noir in Festival 2008, ha una distribuzione in sala sul territorio nazionale, prima di approdare in dvd sul mercato non solo italiano.

Torniamo seri va.

Francesco Campanini, nato a Parma nel 1976, esordisce come regista e produttore con Il Solitario, dopo aver curato il montaggio e la produzione di Nel Cuore della Notte (2002). In precedenza e in seguito ha lavorato, in qualità di assistente, a film e fiction televisive come Voglio Una Donnaaa! (1997), Cronaca Nera (1998), Ias (2000), Giovani (2003) e Cielo e Terra (2005). Come montatore ha curato il documentario Parmigianino e il Manierismo Europeo (2003) per RaiSat, il programma per ragazzi Acquanauti (2006) per RaiSat Ragazzi, la rappresentazione teatrale Marat Sade (2006) per Rai Cinema e il film Project K (2007) per Eagle Pictures. Come regista ha firmato il cortometraggio d’animazione Lo Spaventapasseri (2006), vincitore di alcuni festival e concorsi specializzati.

Nel cast, giovani promesse e attori d’esperienza (tra cui alcuni parmigiani): Luca Magri, Massimo Vanni, Francesco Siciliano (in Io Ballo da sola Bernardo Bertolucci interpretava la parte di Michele Lisca), Francesco Barilli, noto regista e attore parmigiano, Giancarla Malusardi, attrice lodigiana, proveniente dal teatro e dalla pubblicità.

La sceneggiatura è stata scritta dall’attore Luca Magri e da Lucrezia Le Moli. Lucrezia Le Moli è stata co-sceneggiatrice di Nel Cuore Della Notte (2002) e regista e sceneggiatrice del film La Maschera D’Acqua (2007) per Rai Cinema e del documentario Antigone (2007) sempre per Rai Cinema.

Alla prossima.

A cura di cinemavistodame.com.

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~ di Roberto Bernabo' su 12 marzo 2009.

5 Risposte to “I film in uscita dal 13 marzo 2009”

  1. Eastwood! Senza dubbio Clint Eastwood! :D

  2. “il 7 e l’8” non l’ho trovato affatto divertente, al massimo ripetitivo.
    per questo nutro dei seri dubbi sul loro ultimo film.

    Eastwood chiaramente sarà imperdibile.

  3. @akiro A me a divertito il 7 e l’8 dai, non vorrei però scatenare un confornto dialettico su un genere comunque minore, intendiamoci parliamo smepre di gente che di cinema non ci capisce poi molto, e che fa i film solo per intrattenimento e sulla scia del successo televisivo.

    Eastwood l’ho visto ed è davvero notevole ed imperdibile.

    @Godot E allora lo hai poi visto Eastwood, e se si: che ci dici?

    Un saluto.

    Rob.

  4. Favoloso! Un vero percorso, una metamorfosi raccontata dietro la “scusa” dell’automobile che aveva accompagnato Eastwood in tanti suoi altri film. L’argomento può sembrare trito, il razzismo e la redenzione, ma è raccontato con tanta grazia da risultare leggero, il tutto sottolineato dalle inquadrature pulite e dalla recitazione di Eastwood (che detto tra noi spero proprio non abbia intenzione di concludere la sua carriera d’attore qui)… eh già… è quello che noto spesso negli attori bravi diventati registi altrettanto bravi. Scene pulite, inquadrature che non hanno nulla di manierista, incentrando la forza del film nel corpo, il viso la voce dell’attore. La colonna sonora poi, è stata una sorpresa, non sapevo che il figlio di Eastwood fosse così bravo.Eh sì… mi è piaciuto proprio tanto! :D

  5. quella telefonata col figlio, semplicemente magistrale quasi come la camminata nel corridoio dell’albergo di Toni Servillo dopo aver abbordato la ragazza ne Le conseguenze dell’amore, ma a proposito hai letto?
    Il «Divo» Sorrentino conquista Londra

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