I film in uscita dal 6 febbraio 2009

Nei Cinema dal 6 Febbraio 2009

  1. Frost/Nixon – Il duello – di Ron Howard
  2. Ti amerò sempre – di Philippe Claudel
  3. The Horsemen – di Jonas Akerlund
  4. Ex – di Fausto Brizzi
  5. Katyn – di Andrzej Wajda
  6. Space Chimps – di Kirk De Micco

L’anticipazione

Questo piccolo grande amore

titolo originale: Questo piccolo grande amore
nazione: Italia
anno: 2008
regia: Riccardo Donna
genere: Commedia
durata: n.d.
distribuzione: Medusa Film
cast: E. Bosi (Andrea) • M. Petruolo (Giulia) • A. Gherpelli (Lubrano) • M. Valentini (Vittoria) • D. Giordano (Anna)
sceneggiatura: I. Cotroneo
musiche: C. Baglioni
fotografia: F. Schlatter

Trama: 1972: durante una manifestazione studentesca, Andrea, universitario, conosce Martina, liceale. I due si piacciono e sulle note delle canzoni di Baglioni s’innamorano vivendo la loro prima vera storia importante.

No no mi sono impazzito. Lo so che vi aspettavate qualche altra pellicola nello spazio che ogni settimana dedico all’anticipazione. Vi capisco.

In realtà io aspetto “The Reader” di Stephen Daldry solo per la candidatura all’Oscar di Kate Winslet, che uscirà non prima del 20 febbraio temo insieme ad un’altra pellicola italiana che chissà perché m’incuriosisce e di cui ho già parlato: Aspettando il sole di Ago Panini che davvero non so perché l’aspetto ma tanto è.

La verità è quando ero io in età giovanilistica, non c’era Scamarcio, Ligabule, Laura Pausini.

C’erano diverse direttrici:

  1. i cantautori impegnati politicamente bolognese e milanese (Claudio Lolli, Francesco Guccini, Giorgio Gaber, Vecchioni ecc.)
  2. C’era la scuola romana (De Gregori e Venditti su tutti, ma anche Cocciante)
  3. quelli proprio una spanna su della scuola geneovese (su cui spiccava Fabrizio de Abdrè e iniziava a formarsi Ivano Fossati)
  4. c’era Lucio Battisti, un poeta al servizio della musica leggere,
  5. e poi c’era Claudio Baglioni. Che c’era chi attribuiva alla scula romana e chi no.

E sulle cui gesta artistiche all’epeca (con la e) ci si divideva come tra romanisti e laziali.

O con lui o contro di lui.

Io ero con lui.

Con una convinzione che, in parte, a 48 anni, posso permettermi il lusso di difendere ancora oggi.

  • perché ero giovane,
  • perché certe emozioni si vestivano di quegli stornelli,
  • perché non avevo ancor capito tante cose e credevo in tante cose in cui non credo più,
  • e perché rivendico, in certi album, una freschezza ed un tratto distintivo che continuo per certi versi a coltivare dentro di me.

Ma si parla appunto del ’72. Avevo 12 anni.

Oggi l’idea che su quella roba ci facciano un film … mi fa un po’ terrore.

So che Baglioni aveva da sempre un sogno nel cassetto: creare un musical.

La cosa è riuscita a Riccardo Cocciante, ed allora lui deve fare un film per compensare la rosicata. Questo dovete capirlo. E quale momento migliore di questo dei lucchetti a Ponte Milvio?

Nel ’72, se ci fosse già stata una cosa del genere, Baglioni l’avrebbe cantata.

Già mi vedo il titolo di tutte del 33 giri si allepeca sempre con la e c’erano i 33 giri mica gli mp3, (del resto il Tevere è già entrato da tempo e a buon diritto, nella sua filologia romanza) e persino la copertina dell’album.

Padre perdona loro perché sanno quello che fanno.

Uscite del 6 febbraio 2009

Frost/Nixon – Il duello

titolo originale: Frost/Nixon
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: Ron Howard
genere: Drammatico
durata: 122 min.
distribuzione: Universal Pictures
cast: K. Bacon (Jack Brennan) • S. Rockwell (James Reston Jr.) • M. Sheen (David Frost) • F. Langella (Richard Nixon) • P. McCormack (Pat Nixon) • O. Platt (Bob Zelnick) • M. MacFadyen (John Burt) • T. Jones (Swifty Lazar) • R. Hall (Caroline Cushing)
sceneggiatura: P. Morgan
musiche: H. Zimmer
fotografia: S. Totino
montaggio: D. Hanley • M. Hill

Trama: L’elettrizzante storia dello scrittore Peter Morgan che racconta di un incontro “storico” fra Richard Nixon, il presidente statunitense caduto in disgrazia, e David Frost, una personalità televisiva in cerca di notorietà: Frost/Nixon – Il duello.

Mi viene bene parlare di questo film dopo quello baglionesco per un motivo.

Ron Howard. Che per quelli della mia generazione rimarrà sempre e solo Ricki Cunningam di Happy Days.

E a chi voleva capire ho già detto tutto. Peraltro ne ho giò parlato la settimana scorsa.

Ciò non di meno io questo film lo vedrò e gli aggiudico anche 3 stars virgola cinque.

Ti amerò sempre

titolo originale: Il y a longtemps que je t’aime
nazione: Francia / Germania
anno: 2007
regia: Philippe Claudel
genere: Drammatico
durata: 115 min.
distribuzione: Mikado Film
cast: K. Scott Thomas (Juliette Fontaine) • E. Zylberstein (Léa) • S. Hazanavicius (Luc) • F. Pierrot (capitano Fauré) • C. Johnston (madre di Juliette e Léa) • C. Hosmalin (inserzionista)
sceneggiatura: P. Claudel
musiche: J. Aubert
fotografia: J. Alméras
montaggio: V. Bruant

Trama: Il film racconta la storia di Juliette che torna a Nancy dopo aver trascorso 15 anni in prigione. Ritrovata Léa, sua sorella minore che l’accoglie in casa sua, Juliette vive rinchiusa in un’altra prigione fatta di dolore e di segreti incoffessabili. Da parte sua, Léa sembra avere una vita felice e serena, “normale”: sposata con Luc, madre di due bambine, circondata da amici, fa un lavoro appassionante. Completamente diverse tra loro, le due sorelle riusciranno a ritrovarsi?

La cattiva notizia è che nessun film italiano concorrerà al festival di Berlino, nemmeno Gomorra ed il Divo. Forse si sono accorti, anche in Germania, che nel grande circuito del cinema italiano sono girati solo questi film.

Certo “Il vento fa il suo giro“, certo “Jimmy della collina” certo “Cover boy” certo “Pranzo di ferragosto” / e potrei citare ancora “Riparo – Anis tra noi” ma chi me sente. Sono, magari, ma anche no, film minori che non valgono. Il direttore del Festival se l’è cavata con la definizione di cinema postprandiale. Cioè il cinema italiano andrebbe bene si e no per digerire la cena.

Per certi versi sono d’accordo con lui.

Non ci resta che giudicare però con la massima severità le pellicole così rigidamente selezionate.

Temo di poter dire che questa valga la pena per una serie di motivi.

Le molte nominations tra cui le due ai Golden Globe:

  1. Best Foreign Language Film France
  2. Best Performance by an Actress in a Motion Picture – Drama Kristin Scott Thomas.

Mica ho detto cotica.

Film d’esordio del quarantacinquenne scrittore e antropologo lorenese Philippe ClaudelIl y a longtemps que je t’aime” è praticamente un film perfetto, per l’equilibrio rispettoso delle singole componenti, per la narrazione filmica non prevaricante sulla narrazione degli eventi, per l’uso sobrio della macchina da presa, per la maestria discreta nella direzione di interpreti misuratissimi pur nella solidità del loro professionismo.

E ve detto, per completezza, anche però, che il regista di questo film, Philippe Claudel, per il suo esordio dietro la macchina da presa, ha scelto, come attrici principali, una intensa Kristin Scott Tomas, ed una bravissima Elsa Zylberstein, ok, ma credo che abbia alla fine tirato fuori un film un po’ troppo consolatorio, ma dall’andamento crudo, lineare e chiaro. Ben costruito e ben girato, il suo punto di forza è proprio il tema, sviluppato in modo da raggiungere un target di persone tranquille che dai cinema non vogliono uscire troppo sconvolti.

Noi diamo 3 stars, virgola 5. Se non esco sconvolto dal cinema devo uscire sconvolto solo dall’ufficio?

Ex

titolo originale: Ex
nazione: Italia / Francia
anno: 2008
regia: Fausto Brizzi
genere: Drammatico
durata: 120 min.
distribuzione: 01 Distribution
cast: A. Gassman (Davide) • C. Gerini (Elisa) • C. Cassel (Monique) • C. Capotondi (Giulia) • V. Salemme (Filippo) • A. Infanti (padre di Elisa) • S. Orlando (Luca) • F. Insinna (Don Lorenzo) • E. Ricci (Michela) • F. Nunzi (Antonella) • M. Zidi (Marc) • C. Bisio (Sergio) • G. Tognazzi (Corrado) • N. Brilli (Caterina) • E. Montesano (Antonio) • F. De Luigi (Paolo) • V. Alfieri (Andrea) • C. Moss (John) • M. Pinto (Valentina)
sceneggiatura: F. Brizzi • M. Bruno • M. Martani
fotografia: M. Montarsi

Trama: Affresco corale in cui tanti ex, amanti o mariti, più o meno giovani, si riaffacciano nella vita di qualcuno.

Sulla dura legge dell’ex, e le battute della scorsa settimana (ricordo per gli smemorati) “Dura l’Ex sed l’Ex” vi rimando al post della scorsa settimana.

Insomma più luci che ombre o più ombre che luci per un Fausto Brizzi che approda alla 01 Distribution (la Rai per intenderci), con un cast quasi all stars in cui si conferma la mia idea dei momenti (è ora quello di Gian Marco Tognazzi) che apprezzai a teatro con il figlio di Gassman, ma si Alessandro quello del Glen Grant, che, guarda caso, è anche lui nel cast. Facile la vita per loro (più o meno).

3 stars virgola cinque turandoci il naso, ma anche no. E peccato perché Claudio Bisio e Sivio Orlando insieme un tempo avrebbero meritato una corsa in sala.

Devo riconoscere che dopo la visone del film alla presenza di quasi tutto il cast (ero seduto a due posti da Fausto Brizzi), ammetto che, tutto sommato, il risultato è stato superiore alle mie aspettative. Commedia all’italiana brillante che risulta un po’ una miscellanea di generi ultimi del film sbanca-box-office-all’italiana con sprazzi di salti verso il cinema autoriale. Mieloso, prevedibile, ma anche scanzonato e leggero ed a tratti anche molto divertente. Alcune battute memorabili. A voler fare della facile dietrologia il quadro degli italiani di Brizzi non è ottimista quanto le sue, sin troppo happyendose, considerazioni sull’amore.

Ma ci siamo tornati, con maggiore incisività / profondità, sull’altro blog

La mia recensione è qui.

The Horsemen

titolo originale: The Horsemen
nazione: U.S.A.
anno: 2007
regia: Jonas Akerlund
genere: Thriller
durata: 110 min.
distribuzione: Moviemax
cast: D. Quaid (Aidan Breslin) • Z. Ziyi (Kristen) • P. Stormare (Mr. Spitz) • P. Fugit (Cory) • E. Balfour (Taylor) • C. Collins Jr. (Stingray) • L. Pucci (Alex Breslin)
sceneggiatura: D. Callaham
musiche: J. Kaczmarek
fotografia: E. Broms
montaggio: J. May

Trama: New York. Un serial killer uccide le sue vittime in maniera apparentemente casuale. Il detective Breslin (Dennis Quaid) scopre che la soluzione dell’enigma sta nella Leggenda dei 4 Cavalieri dell’Apocalisse e attraverso la corretta interpretazione delle tracce lasciate sulla scena del crimine è convinto di riuscire ad anticipare le mosse dell’assassino. Poco a poco scopre però che il comune denominatore di tutte le vittime è un terrificante elemento che porta direttamente proprio a lui.

Trattasi di remake del mitico film del 1971 con niente popodimenoche Omar Shariff.

Non vi disturbate a cercarlo su internet troverete solo risorse dedicate al padre.

Anche se per chi ama il genere il film credo valga la pena.

Per chi ama il genere.

Io lo liquido con tutti gli onori del caso ma con sole tre stars virgola cinque ma siete avvisati è un problema mio del resto stiamo sul mio blog mica sul Corriere della Sera che, peraltro, ne parlerà benissimo, scommettiamo?

Katyn

titolo originale: Katyń
nazione: Polonia
anno: 2007
regia: Andrzej Wajda
genere: Drammatico
durata: 118 min.
distribuzione: Movimento Film
cast: M. Ostaszewska (Anna) • A. Zmijewski (Andrzej) • A. Chyra (Jerzy) • P. Malaszynski (Piotr) • D. Stenka (Moglie del Generale) • M. Cielecka (Agnieszka) • S. Celinska (Stasia) • J. Assböck (Brunon Müller)
sceneggiatura: A. Wajda • A. Mularczyk
musiche: K. Penderecki
fotografia: P. Edelman
montaggio: M. Fiedler • R. Listopad

Trama: Nel 1940, su ordine di Stalin (ancora legato al patto di non belligeranza con Hitler), l’esercito sovietico massacrò oltre 20.000 cittadini polacchi, militari e civili, gettandoli in fosse comuni. Fino al 1990, l’URSS ha attribuito il massacro ai nazisti. Wajda ha raccontato una tragica storia d’amore e d’eroismo sullo sfondo di questa tragedia.

Io inizio ad essere stufo dei film sui nazisti, ecco l’ho detto. E basta. Magari ci torniamo su eh per ora e occhio trattasi di film del 2007. Ok ha una nomination all’Oscar come; Best Foreign Language Film of the Year. e 11 premi minori vinti. Ok, ok ,ok, tre stars ma io in sala non ci vo.

Space Chimps

titolo originale: Space Chimps
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: Kirk De Micco
genere: Animazione
durata: 81 min.
distribuzione: Medusa Film
sceneggiatura: K. De Micco • R. Moreland
musiche: C. Bacon
fotografia: J. Cleland
montaggio: D. Berman

Trama: Delle fantastiche scimmiette viaggiano per lo spazio …

KIrk de Micco, che potrebbe anche essere un mio compagno delle elementari, forse non esce neppure c’è chi lo da in uscita il 20 febbraio.

Nel dubbio ne parliamo come di un film modesto per i pampini.

Avete pampini?

Non portateli a vedere questo film potrete attendere momenti migliori.

Io dico 2 stars e sono generoso.

Famiglie numerose e non ringraziatemi.

A cura di cinemavistodame.

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~ di Roberto Bernabo' su 5 febbraio 2009.

9 Risposte to “I film in uscita dal 6 febbraio 2009”

  1. per chi volesse darmi una possibilità…

    o solo offendermi…

    http://daronco.wordpress.com/

    ciao

  2. Lo so che dovrei regalarti dei fiori prima o portarti a cena fuori o aspettare il terzo commento ma…

    ti va di scambiarci i link?

  3. Questa settimana sei molto generoso! :D Io credo che vedrò Frost/Nixon… per pura curiosità storica… gli altri se devo essere sincera non mi attirano un granchè! Alla prossima settimana! ;)

  4. @Max Non non mi va in questo blog non ne ho praticamente nessuno. Semmai nell’altro ma solo dopo che ti avrò letto meglio. Grazie.

    @Godot … è comunque tra quelli da me consigliati quello che hai scelto … ;)

    Saluti a tutti.

  5. Ah, e comunque Ti amerò sempre secondo me merita.

  6. Eh beh… se non scegliessi tra i film che consigli tu… non sarei tra i più fedeli visitatori del tuo angolino cinefilo! ;)
    Su Ti amerò per sempre… è la questione della cotica che mi ha fatto titubare!!! :D Scherzi a parte… se lo consigli tu… ok!!! Film bis!

  7. @Godot … ma lo so ed è proprio per questo che ti ho segnalato anche l’altra pellicola. La maggior parte dei miei lettori, e sono tanti, rimane muta nei commenti chissà poi perché …
    Un saluto.
    Rob.

  8. Davvero bello, fa sorridere, e anche ridere, c’è il sottofondo di Praga, che, per chi la ama, è un plus del film.
    I personaggi sembrano gente che conosci, veri, una storia così ben tenuta dalle mani di sceneggiatore e regista che è un gioiellino.
    Esci sorridendo ed è di quei film che risultano alla fine più belli di quanto ti aspettavi prima di entrare in sala.

  9. scusate, parlavo di “Vuoti a rendere”, il film ceco uscito un paio di settimane fa.

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