I film in uscita dal 28 marzo 2008

Come di consueto, cari lettori di questo blog, passiamo insieme in rassegna i film in uscita nei cinema dal 28 marzo 2008.

Come è tradizione di questo blog, vediamo anche due anticipazioni:

  • Juno – di Jason Reitman – nei cinema dal 4 aprile 2008
  • Interview – di Steve Buscemi

Nei cinema dal 28 marzo 2008

  • Un bacio romantico – di Wong Kar-wai
  • Il cacciatore di aquiloni – di Marc Forster
  • Nessuna qualità agli eroi – Paolo Franchi
  • Mars: dove nascono i sogni – di Anna Melikian
  • Tutta la vita davanti – di Paolo Virzì
  • Walk Hard: The Dewey Cox Story – Jake Kasdan
  • Per uno solo dei mieti due occhi – Avi Mograbi
  • L’amore secondo Dan – di Peter Hedges
  • Family Game – Alfredo Arcierodi
  • MissTake – di Filippo Cipriano
  • Ci sta un francese, un inglese e un napoletano – di Eduardo Tartaglia

4 aprile 2008

Juno

titolo originale: Juno
nazione: U.S.A.
anno: 2007
regia: Jason Reitman
genere: Drammatico
durata: 92 min.
distribuzione: 20th Century Fox
cast: E. Page (Juno MacGuff) • M. Cera (Paulie Bleeker) • J. Garner (Vanessa Loring) • J. Bateman (Mark Loring) • J. Simmons (Mac MacGuff) • O. Thirlby (Leah)
sceneggiatura: D. Cody
musiche: M. Messina • K. Dawson
fotografia: E. Steelberg
montaggio: D. Glauberman
Sito ufficiale: http://www.foxsearchlight.com/juno/

Trama: Juno è una brillante adolescente del Minnesota. Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno decide di fare sesso con Bleeker, un ragazzo timido e riservato. Quando scopre di essere incinta escogita un piano per trovare una coppia di genitori per il bambino. Dopo qualche ricerca, si imbatte in Mark e Vanessa, una coppia benestante che sta cercando di avere un bambino in adozione. Per sua fortuna, Juno può contare sull’aiuto e il sostegno del padre e della matrigna. Ma quando sta per arrivare la fatidica data del parto, la vita apparentemente idilliaca di Mark e Vanessa comincia a mostrare qualche crepa.

La storia di questo film è più straordinaria del film stesso.

Immaginate Diablo Cody una ex prostituta che si stanca di questo mestiere.

Apre un blog, con un titolo che è tutto un programma The Pussy Ranch. Successivamente migrato su My Space ed esattamente qui.

Scrive una sceneggiatura.

Quest’ultima trova gente disposta a farla diventare un film vero.

Questo film diventa un caso di successo di critica e di pubblico.

Lei, Diablo Cody, finisce alla notte degli Oscar e vince la mitica statuetta per la migliore sceneggiatura.

Vi dico solo che questo film, oltre all’Oscar, ha già vinto 38 altri premi in giro per il mondo e si è aggiudicato ben 25 nominations.

Tra i quali come tacere il trionfo alla Festa del cinema di Roma.

Quasi mi dimenticavo…

Altra annotazione a margine è che Jason Reitman, il regista del film, è un figlio d’arte di Ivan Reitman il regista di “Ghostbuster”.

Una volta disse al padre: “Papà ma perché tu che fai il regista non vai mai alla notte degli Oscar?

Ed il padre di risposta disse: “Ma vedi, figliolo, non sono ancora stato nominato, e non mi sembra, pertanto carino andare dove non m’invitano“.

Ed allora il figlio rispose: “Beh papà, ma se un giorno inviteranno me, mi accompagnerai?

Il padre, comprendendo che il figlio faceva alquanto sul serio, rispose: “Certo figlio mio ci mancherebbe“.

Ed è così che è andata.

Il film, diretto da Jason Reitman, (si insomma il regista del film della foto su con in mano il “Marco Aurelio d’argento“, vinto dalla pellicola come miglior film alla seconda “Festa del cinema di Roma“) ha ricevuto la nomination ed il padre, Ivan Reitman, ha così potuto partecipare per davvero, per la prima volta, insieme al figlio, ad una notte degli Oscar.

E poi ti vengono a dire che non esiste più il sogno del mito americano … ma andiamo su …

Va anche detto, ad onor del vero, che il figlio aveva già fatto vedere le sue qualità con il pungente esordio di “Thank you for smoking”, irriverente e divertente commedia sul tema delle industrie di tabacco americane.

Questa volta il tema è diverso, certo, e per certi versi più canonico, ma il risultato non cambia: “Juno” è un piccolo film commerciale, ma indipendente, che ha come punto di forza la raffinata e brillante sceneggiatura di Diablo Cody, che sembra cucita addosso agli attori e che esalta l’interpretazione straordinaria della ventenne Ellen Page, attrice di cui si sentirà parlare ancora molto, anche dopo questo film, scommettiamo?

Insomma, per farvela breve, il film più commovente del 2008, e che ogni blogger dovrebbe vedere, approderà nelle sale italiane dal 4 aprile 2008.

Io vi dico solo una cosa: non perdetevelo per nessuna ragione al mondo.

Quattro stars virgola cinque solo perché per la sceneggiatrice è un’opera prima.

Interview

titolo originale: Interview
nazione: U.S.A.
anno: 2007
regia: Steve Buscemi
genere: Drammatico
durata: 81 min.
distribuzione: Fandango
cast: S. Buscemi (Pierre Peters) • S. Miller (Katya) • J. Loo (Theo) • T. Elders (Maggie) • M. Buscemi (Robert Peders)
sceneggiatura: S. Buscemi • D. Schechter
musiche: E. Lurie
fotografia: T. Kist
montaggio: K. Williams

Trama: “Tutto quello che dici può essere e verrà usato contro di te” … Dopo aver litigato con il suo editore, un giornalista politico al tramonto della sua carriera (Buscemi) è costretto ad intervistare la più famosa attrice americana di soap (Miller).

Steve Buscemi, che ha anche un fratello Micheal, è un noto attore, sceneggiatore e regista di Brooklin.

Qui, in questo film, ha curato praticamente tutto.

Una pellicola, come si dovrebbe dire, scritto, diretto ed interpretato da lui.

Che voglio dire sono cose.

Una storia che attinge dalle nevrosi vere di un mondo, quello del cinema e della televisione, che Buscemi conosce molto bene.

Ed allora, chissà, forse questa pellicola, che segnalo, ha anche un buon ranking negli USA, potrebbe essere un modo intelligente per avvicinarci al suo cinema.

E poi, last but not least, distribuisce Fandango, ulteriore e definitiva garanzia del prodotto.

Io gli accordo volentieri tre stars virgola cinque.

28 marzo 2008

Un bacio romantico

titolo originale: My Blueberry Nights
nazione: Francia / Cina / Hong Kong
anno: 2007
regia: Wong Kar-wai
genere: Sentimentale
durata: 111 min.
distribuzione: Bim Distribuzione
cast: N. Jones (Elizabeth) • J. Law (Jeremy) • D. Strathairn (Arnie) • N. Portman (Leslie) • R. Weisz (Sue Lynne) • J. Falk (Clubber) • C. Hamilton (Terry) • B. Kanes (Randy)
sceneggiatura: W. Kar-wai • L. Block
musiche: R. Cooder
fotografia: D. Khondji
montaggio: W. Chang Suk Ping

Trama: Elizabeth dopo la dolorosa rottura di una relazione attraversa gli Stati Uniti alla ricerca del vero significato della parola “amore”. Si lascia alle spalle un bagaglio di ricordi, un sogno e un nuovo amico ma sulla sua strada incontra strani personaggi: un poliziotto tormentato, sua moglie che lo ha lasciato, una sfortunata giocatrice d’azzardo.

Nomination a Cannes per un regista molto amato dalla critica e dai cinebloggers, soprattutto per “In the mood for love”.

E si Wong Kar-wai è una regista ricco di riferimenti. Cura la stesura della sceneggiatura e successivamente la sua messa in scena. La regia. Un cineasta a tutto tondo che ha un innegabile talento per le immagini evocative.

Il suo è un cinema complesso, filosofico, esistenziale.

Una delle uscite migliori della settimana e probabilmente dell’anno.

Anche se, a quanto pare, non stiamo difronte al capolavoro.

Io però accredito quattro stars sulla fiducia.

E Natalie Portman poi dove la mettiamo scherziamo?

La mia recensione sul suo film 2046 è qui.

Il cacciatore di aquiloni

titolo originale: The Kite Runner
nazione: U.S.A.
anno: 2007
regia: Marc Forster
genere: Drammatico
durata: 122 min.
distribuzione: Filmauro
cast: K. Abdalla (Amir) • H. Ershadi (Baba) • S. Toub (Rahim Kahn) • S. Taghmaoui (Farid) • A. Leoni (Soraya) • A. Mahmidzada (Hassan )
sceneggiatura: D. Benioff
fotografia: R. Schaefer
montaggio: M. Chesse

Trama: Tratto dal romanzo best seller omonimo di Khaled Hosseini. E’ un piacevole assolato pomeriggio a Kabul e i piccoli Amir and Hassan stanno partecipando ad una gara di aquiloni. Tuttavia, il risultato della gara e un atto di vigliaccheria segneranno la rottura dell’amicizia fraterna tra i due bambini. Venti anni dopo, Amir, che si è trasferito negli Stati Uniti, torna nel suo paese ormai governato dai Talebani per combattere i fantasmi del passato e ristabilire la giustizia.

Ho letto il romanzo e sono molto preoccupato della sua trasposizione dal letterario al filmico.

Quattro stars per quello che ho letto in giro, da fonti autorevoli, e segnalazione come film da non perdere.

Nota a margine: Marc Forster è il regista di “Vero come la finzione” aka “Stranger than fiction” (2006), un film assai particolare, che mi è piaciuto alquanto, e che è passato recentemente su Sky cinema.

Nessuna qualità agli eroi

titolo originale: Nessuna qualità agli eroi
nazione: Italia
anno: 2006
regia: Paolo Franchi
genere: Drammatico
durata: 102 min.
distribuzione: Bim Distribuzione
cast: E. Germano (Luca) • B. Todeschini (Bruno Ledeux, l’assicuratore) • I. Jacob (Anna Ledeux) • M. de Medeiros (Cécile) • P. Graziosi (Giorgio Neri, direttore di banca) • M. Campironi (Elisa)
sceneggiatura: P. Franchi • D. Ceselli
musiche: M. Wheeler
fotografia: C. Accetta
montaggio: A. Doglione

Trama: Bruno ha 40 anni e, a prima vista, non sembra essere né giovane né vecchio. È un uomo tranquillo e riservato che però, nasconde dei segreti. Ha consultato un medico e la sua diagnosi lo ha lasciato sconvolto: non potrà avere figli. Bruno, però, decide di non dirlo a sua moglie Anne, sua unica ragione di vita, e le nasconde anche il fatto di aver contratto un grosso debito con Giorgio Neri, uno strozzino che si trincera dietro la facciata di rispettabile direttore di banca. Si direbbe che Bruno sia un uomo senza qualità e talento. Sicuramente è un uomo che ha cancellato il suo passato, dimenticando la Svizzera, la sua infanzia senza affetto, trascorsa all’ombra di un padre artista, egoista ed incapace di pensare agli altri. L’incontro con Luca, un ragazzo strano e riservato, risveglia improvvisamente i ricordi di Bruno. Anche Luca sembra avere molti segreti e in più conosce tutto ciò che riguarda la vita di Bruno, persino i suoi debiti con Giorgio Neri.

Nomination all’ultimo Festival di Venezia, questo film m’incuriosisce alquanto.

Non sono convinto al 100% ma annoto che: Paolo Franchi ha già diretto “La spettatrice” nel 2004 che gli valse una Nomination al David di Donatello nel 2005, e “La storia che segue” nel 1994.

Annoto inoltre nel cast: Elio Germano, sicuramente uno dei talenti emergenti del nostro cinema, ed Irene Jacob l’indimenticabile ed indimenticata interprete del maestro Kiewslosky in “La doppia vita di Veronica” ed in “Film rosso“, due pellicole che abbiamo amato molto.

Tre stars virgola cinque e segnalazione come cinema italiano da sostenere.

Mars: dove nascono i sogni

titolo originale: Mars
nazione: Russia
anno: 2007
regia: Anna Melikian
genere: Drammatico
durata: 90 min.
distribuzione: Officine Ubu
cast: A. Smolianinov (Grigorij (Grisha) • N. Kiknazde (Greta) • Y. Dobrovolskaya (Galina) • G. Yuri Kutsenko (Boris)
sceneggiatura: A. Melikian
musiche: A. Aigi
fotografia: O. Lukichev
montaggio: I. Lebedev

Trama: Sperduto in mezzo al territorio post sovietico c’è un paese chiamato, in omaggio al padre del Comunismo, Marks. Ma che succede quando il fattore K si perde per strada? Mars è come la Russia attuale, un luogo di frattura e straniamento, attesa febbrile e possibilità, un cantiere in evoluzione esplosiva in cui convivono le rovine di ciò che fu e le fantasie immaginifiche di ciò che può essere.

Ne ho già parlato qui, lo risegnalo come film curioso ed intelligente.

Tre stars virgola cinque anche per la promozione intelligente su internet.

Annotazioni a margine: Mars è un film del 2004, con un buon ranking, e sono contento che riesce ad uscire nella sale anche da noi.

E’ raro vedere cinema russo che cerca di raccontarci la Russia.

Dimenticatevi la geografia stellare. Mars è un paesino sperduto della Crimea, e il nome della vicina industria di giocattoli. E’ lì che in un qualunque giorno arriva Boris, pugile in pensione e uomo al tappeto, in fuga da sè stesso e da tutto. Ventiquattro ore trascorse nella piccola cittadina basteranno all’uomo per sconvolgere la sua esistenza e quella di una coppia. Dirige Anna Melikian, con Yuri Kutsenko e Nana Kiknadze.

Presentato nella sezione “Panorama” al 55° Festival di Berlino.

E dopo la sua visione in anteprima al Cinema Farnese in pazza Campo de Fiori a Roma, invitato dalle Officine Ubu, che ringrazio, non posso che segnalarvelo come un vero e proprio capolavoro. Questo è cinema, ragazzi e con la C maiuscola, fidatevi.

Tutta la vita davanti

titolo originale: Tutta la vita davanti
nazione: Italia
anno: 2007
regia: Paolo Virzì
genere: Commedia
durata: 89 min.
distribuzione: Medusa Film
cast: M. Ghini (Claudio) • S. Ferilli (Daniela) • V. Mastandrea (Conforti) • E. Germano (Lucio) • M. Ramazzotti (Sonia) • I. Ragonese (Marta)
sceneggiatura: P. Virzì • F. Bruni
musiche: G. Conti • M. Streccioni
fotografia: N. Pecorini

Trama: Una commedia grottesca, a tratti surreale, che racconta il difficle inserimento dei giovani nel mondo del lavoro: le loro ansie, le piccole aspirazioni, i problemi quotidiani, la speranza di un futuro migliore. Il tutto con la straordinaria ironia di un autore capace di trasformare un tema di attualità in una grande vicenda universale.

Oh qui siamo al film ambientato in un call center di Paolo Virzì.

La foto della locandina del film evoca un famosissimo quadro icona del socialismo italiano …

Il film, invece, parla della precarietà dei giovani d’oggi, Dio mio.

Ma tu guarda che coincidenza … che questo film esca durante la campagna elettorale.

Tiratina d’orecchi alla furbizia di Veltroni, di bassa lega (oops che ho detto).

Un film di cui non so davvero che pensare.

E si che Virzì mi piacque molto agli esordi con la sua “La bella vita” (dove Sabrina Ferilli era anche brava oltre che bella).

Ed anche per la pellicola “Ferie d’agosto“, dove recitava, nella parte del marito frustrato di Sabrina Ferilli il compianto e non valorizzato quanto meritava Piero Natoli. Per non parlare di Ennio Fantastichini.

Mi piace però anche ricordare, come interprete di questa ultima fatica del regista toscano, il sempre bravissimo Valerio Mastandrea che mi sta simpaticissimo, e che in parte condiziona, in positivo, il giudizio.

Tre stars per il tema … ma ho anche esagerato.

Walk Hard: The Dewey Cox Story

titolo originale: Walk Hard: The Dewey Cox Story
nazione: U.S.A.
anno: 2007
regia: Jake Kasdan
genere: Commedia
durata: 96 min.
distribuzione: Sony Pictures
cast: J. Reilly (Dewey Cox) • J. Fischer (Darlene Madison) • M. Martindale (Signora Cox ) • R. Barry (Signor Cox)
sceneggiatura: J. Apatow • J. Kasdan
musiche: M. Andrews
fotografia: U. Briesewitz
montaggio: S. Welch • T. Timpone

Trama: Dewey Cox è una leggenda del rock’n’roll americano. Nel racconto della sua carriera c’è la storia di un’ascesa, una caduta e una nuova ascesa di un personaggio amato e discusso, le cui canzoni hanno cambiato il volto di un’intera nazione. Nel corso della sua spirale distruttiva nel mondo del rock’n’roll, Cox va a letto con 411 donne, si sposa 3 volte, ha 22 figli (più 14 illegittimi), è il protagonista del suo show personale negli anni Settanta, ha amici che spaziano da Elvis ai Beatles, ed è dipendente da qualsiasi droga conosciuta. Nonostante tutto Cox diventa un’icona nazionale, e alla fine conquisterà l’amore di una brava donna, la cantante di supporto Darlene.

Non c’è che dire il 2008 passerà alla storia come l’anno in cui i registi televisivi hanno invaso il mondo del cinema. Anche Jake Kasdan non fa eccezione.

Qui siamo difronte ad una commedia musicale, un musical, sulla vera vista di Dewey Cox con buona pace dei suoi fans.

Un film con un buon ranking made in USA dove è uscito il 21 dicembre 2007.

Tre stars virgola cinque se le merita tutte.

Per uno solo dei miei due occhi

titolo originale: Nekam Achat Mishtey Eynay
nazione: Israele / Francia
anno: 2005
regia: Avi Mograbi
genere: Documentario
durata: 100 min.
distribuzione: Fandango
cast: S. Jabarin (Amico palestinese)
sceneggiatura: A. Mograbi
fotografia: P. Bellaiche • Y. Gurfinkel • A. Mograbi • I. Portal
montaggio: E. Lenkiewicz • A. Mograbi

Trama: Il mito di Sansone e Massada insegna ai giovani israeliani che la morte è meglio della dominazione. Oggi i giovani palestinesi combattono, attraverso l’Intifada, contro le quotidiane umiliazioni e violenze dell’occupazione dell’esercito israeliano. Questa popolazione estenuata, come ieri lo erano gli ebrei dai Romani e Sansone lo era dai Filistei, grida la sua rabbia e la sua disperazione. Il regista israeliano racconta la crisi tra Israele e Palestina, vista attraverso gli occhi dei Palestinesi costretti a subire ogni giorno controlli e ispezioni da parte dell’esercito israeliano. Nonostante tutto, il regista Avi Mograbi crede ancora in un dialogo per la pace.

Ne avevo già palrato la settimana scorsa. Non è uscito, però. Documentario del 2005. Uhm …

Ranking medio alto.

Il regista ha vinto un award al Rotterdam International Film Festival. Uhm …

Che dire. Ancora una produzione frnaco israelaiana. Uhm …

Quando mai avverrà che una produzione italiana cofinanzierà un film israeliano? Svegliatemi quel giorno.

Un film su una verità che non è mai esplorata abbastanza quella del conflitto israeliano palestinese. Ricordo un favoloso “Paradise now” di Hany Abu-Assad, per dire, afferente il tema. Una pellicola, anche quella del 2005, che mi piaque molto. Qui, se volete, il mio commento a quel film.

Io do tre stars virgola cinque aprioristiche solo per questo.

L’amore secondo Dan

titolo originale: Dan in the real life
nazione: U.S.A.
anno: 2007
regia: Peter Hedges
genere: Commedia
durata: 98 min.
distribuzione: Eagle Pictures
cast: S. Carell (Dan Burns) • J. Binoche (Marie) • D. Cook (Mitch Burns) • E. Blunt (Dr. Ruthie Draper) • A. Pill (Jane Burns) • B. Robertson (Cara Burns)
sceneggiatura: P. Gardner • P. Hedges
musiche: S. Lerche
fotografia: L. Sher
montaggio: S. Flack

Trama: Inutile fare progetti … la vita ti sorprenderà! Dan Burns è un giornalista esperto in questioni familiari; rimasto vedovo, si è rifugiato in una rassicurante routine, in cui cerca di scansare come la peste qualsiasi novità o imprevisto, con l’arduo compito di tenere a bada tre figlie giovani e ribelli. Tutto cambia, improvvisamente, nel corso di un weekend, in cui la grande e turbolenta famiglia Burns si riunisce nella grande casa sulla spiaggia dei nonni, a Rhode Island. Lì Dan incontra Marie, una donna affascinante dalla quale si sente immediatamente attratto fino a quando non si rende conto che si tratta della fidanzata del fratello …

Peter Hedges è un regista, sceneggiatore, attore, indipendente americano (classe ’62 Des Moines, Iowa, USA).

Ha ricevuto, per “About a Boy” (2002), niente di meno che la nomination all’Oscar 2003, per la migliore sceneggiatura (Best Writing, Adapted Screenplay) insieme a Chris Weitz e Paul Weitz.

Questo film, per il quale ha anche coscritto la sceneggiatura, del 2007, ha un buon ranking negli USA.

Va annotata a margine: la partecipazione al progetto della celeberrima attrice francese Juliette Binoche … Marie. Un’interprete mai banale che seleziona molto accuratamente i suoi film.

Tre stars virgola cinque al cinema indipendente americano.

Family Game

titolo originale: Family Game
nazione: Italia
anno: 2007
regia: Alfredo Arciero
genere: Drammatico
durata: 98 min.
distribuzione: Revolver
cast: S. Ceccarelli (Lisa) • S. Dionisi (Vittorio) • F. Troiano (Andrea) • E. Bouryka (Martina) • E. Pagni (Padre) • U. Pagliai (Prof. Moroni) • M. Spartà (Valeria) • M. Cicinelli (Matteo)
sceneggiatura: A. Arciero
fotografia: S. Paradiso
montaggio: P. Benassi

Trama: Vittorio, 40 anni circa, ha un buon lavoro, una bella moglie, due figli splendidi, una casa di prestigio. Oltre a essere un ottimo medico, Vittorio si ritiene anche un buon marito e un buon padre. Peccato che non sospetti minimamente che alcuni meccanismi celati dietro l’apparente serenità della sua famiglia si stiano inesorabilmente inceppando. Martina la figlia quindicenne, ha seri problemi a scuola con dei ragazzi che la prendono in giro per via di una forte amicizia con una sua compagna di classe. Matteo, 11 anni, passa ore di fronte al computer, trovando in un videogioco che simula la vita di una famiglia virtuale un succedaneo alla propria. Lisa, la moglie, è la prima ad avvertire i lievi scricchiolii del nucleo familiare. Per questo, con discrezione, si attiva da subito per riportare l’esistenza dei suoi cari sui binari dell’ordine e dell’armonia. L’imprevisto arriva dalla notizia della partenza dei genitori di Vittorio che, oltre a dargli in custodia una pistola, gli chiedono di ospitare in casa, per un tempo limitato, Andrea, suo fratello trentenne.

Sui misteri di questo film e le mie forti perplessità ne avevo già parlato qui nel post dei film in uscita il 7 marzo 2008. Non posso che confermare pertnato le due stras virgola cinque solo per gli occhi di Sandra Ceccarelli.

MissTake

titolo originale: MissTake
nazione: Italia
anno: 2007
regia: Filippo Cipriano
genere: Commedia
durata: 90 min.
distribuzione: Millennium Storm
cast: A. Valle (Frida) • R. Girone (Giovanni) • V. Zinny (la perpetua) • G. Pozzetto (il maggiordomo)
sceneggiatura: F. Foppoli

Trama: Un gruppo di persone, dietro il misterioso invito a cena di un conte, si ritrova a condividere un’intera notte in una villa palladiana. La speranza di ciascuno è che l’invito sia legato alla vendita della villa: tutti ne vorrebbero entrate in possesso. La morte accidentale di uno degli ospiti cambierà il tono della serata e la sorte di ciascuno degli invitati. Antichi e nuovi rancori verranno a galla, tra verità inconfessabili e confessioni sorprendenti.

Un film che sa di già visto. Anna Valle, Remo Girone. Mi sembra di essere in prima serata su Rai Uno. E’ rete Uno questa? No è un film. Ah ecco.

Morale: due stars virgola cinque ma non è ancora il film italiano da deridere della settimana, come lo chiamerebbe qualcuno.

Ci sta un francese, un inglese e un napoletano

titolo originale: Ci sta un francese, un inglese e un napoletano
nazione: Italia
anno: 2007
regia: Eduardo Tartaglia
genere: Commedia
durata: 95 min.
distribuzione: Medusa Film
cast: B. Izzo (Enzino) • M. Porfido (Mario) • V. Mazza (Noemi) • E. Tartaglia (Salvatore)
sceneggiatura: E. Tartaglia
fotografia: M. Pieroni
montaggio: A. Siciliano

Trama: In un campo di prima accoglienza profughi di una Forza multinazionale in missione di pace. È notte. Tra le tende e le baracche dell’accampamento, un manipolo di soldati di varie nazionalità è alle prese con un’estrazione a sorte per la scelta di un volontario, cui, evidentemente, sarà affidata una “missione di salvataggio” molto delicata. Il più riottoso di tutti appare Salvatore, un soldato napoletano, dai cui atteggiamenti è facile intuire quanto poco eroismo alberghi nel suo cuore.

E no perché il film italiano da deridere, sempre come lo chiameebbe qualcuno, di questa settimana è questo di Biagio Izzo. E’ Canale cinque questo? No, ma quasi … infatti distribuisce Medusa film, ovvio.

Una star. Certi film andrebbero buttati nella spazzatura … ma è un film campano quindi meglio di no, eh. E dai che si scherza. Ma si scherza davvero? Chissà …

A cura di cinemavistodame.

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~ di Roberto Bernabo' su 25 marzo 2008.

6 Risposte to “I film in uscita dal 28 marzo 2008”

  1. dovrebbe uscire anche Jimmy della collina, regia Enrico Pau, previsto per il 4 aprile.

  2. @Tea Jimmy della collina esce il 4 aprile, per cui ne parleremo, su questo blog, la settimana prossima.

    Grazie della segnalazione e continua a leggerci ;)

    Rob.

  3. Ma tu Il cacciatore di aquiloni l’hai già visto?

    (io ieri sera ho visto un film del 2006 “Salvatore-questa è la vita”, con uno straordinario Enrico Lo Verso in una pellicola di grande qualità)

    Un abbraccio e buon fine settimana Roberto

  4. @Mapi No. Ho visto invece un bellissimo film russo di una regista armena.“Mars: Dove nascono i sogni” una pellicola letteralmente incantevole.

    Vuoi la mia opinione sul film “Il cacciatore di aquiloni”: Il romanzo è bello … l’ho letto, ma forse un po’ sopravvalutato. Un buon libro ma niente di più.

    Ed io temo sempre, in questi casi, nel rischio di ulteriori banalizzazioni nell’operazione di trasposizione dal letterario al filmico. E così non riesco a trovare il coraggio di andare al cinema.

    Va detto che poi vorrei vedere “Un bacio romantico” di Wong Kar-wai un regista che ho amato molto.

    Se non erro il film di cui parli: “Salvatore – questa è la vita

    Racconta di un bambino, Salvatore che è orfano e che vive in Sicilia con la nonna Maria e la sorellina Mariuccia.

    Perduto il padre in un tragico incidente di lavoro, Salvatore si fa carico delle responsabilità e degli oneri dimenticando molto presto il gioco e la scuola.

    Salvatore pesca in mare, coltiva i pomodori in campagna, gestisce le faccende domestiche e ogni notte racconta le favole alla sorellina.

    Marco Brioni (Enrico Lo Verso), un giovane maestro trasferitosi da Roma, incuriosito dalle assenze frequenti decide di indagare.

    I sopralluoghi dell’insegnante, prima saltuari poi regolari, stabiliranno un contatto con il bambino, favorendo il suo apprendimento e la nascita di un sentimento filiale.

    È la prima volta che la Buena Vista International ha prodotto un film italiano, è la prima volta che Gian Paolo Cugno dirigeva un lungometraggio ed è la prima volta che Alessandro Mallia, il piccolo Salvatore, ne interpretava uno.

    I meriti di questo film vanno naturalmente ben oltre il primato dei debutti e si combinano con altrettanti esordi felici e italiani sullo stesso tema, la relazione affettiva tra un adulto e un bambino, e sullo stesso valore, la difesa dei diritti dei bambini.

    Perché è attraverso i loro occhi che vede (chiaro) il nuovo cinema italiano, quello di Antonio Capuano con La guerra di Mario, un regista a me caro perché napoletano … ho amato tutte le sue pellicole tra le quali mi piace ricordare anche “Pianese Nunzio 14 anni a maggio” e quello di Kim Rossi Stuart col suo Anche libero va bene di cui ho recuperato una visione grazie all’abbonamento a Sky Cinema.

    Quasi volesse procedere con ordine ed essendo lui stesso “fanciullo” trovasse naturale cominciare proprio da un bambino.

    Il legame tra l’adulto e il bambino trascende il tipo di unione, sia questa naturale, come nel film di Rossi Stuart, o adottiva, come in quello di Capuano e Cugno, esprimendo esclusivamente un desiderio di libertà.

    Il maestro Brioni, interpretato da Enrico Lo Verso, già amorevole “ladro di bambini” per Amelio, educando alla libertà (della crescita) il piccolo Salvatore è a sua volta liberato (dalle pressioni sociali).

    Il suo personaggio rompe gli schemi, smette le regole del dovere per seguire l’istinto, lascia l’aula per portare la scuola a casa di Salvatore, sulla barca di Salvatore, tra i pomodori di Salvatore, tutelando la disposizione del fanciullo verso il mondo e verso se stesso.

    La prima stella a destra è per Alessandro Malli, la seconda per il regista e la terza per un cast di “adulti” eccellenti: il grossista Timpaliscia di Giancarlo Giannini, il bidello claudicante di Ernesto Mahieux e il direttore della scuola di Gabriele Lavia, giusto e indulgente come nel “Cuore” di De Amicis.

    Grazie sempre dei tuoi graditissimi passaggi da me.

    Rob.

  5. Roberto, sono riuscita a vedere “Il cacciatore di aquiloni” solo ieri sera. Un bel film anche per chi ha letto il libro (un bel film/libro dico, perchè oggi ci sono in giro delle brutture terribili, illegibili e inguardabili!). Ecco, questo è un film dignitoso, senza eccessi plateali, che si guarda con piacere (ottima la scelta di Amir adulto, del padre e del piccolo Hassan).

    Anche libero va bene è un film che ho visto un pò di tempo fa e che ho apprezzato molto; sul “Il ladro di bambini” non si discute… un capolavoro!
    Una regista che mi piace è anche la Archibugi (soprattutto nei vecchi lavori).

    Sono da valorizzare i nostri registi italiani, perchè ne abbiamo di bravi.

    Passa a trovarmi qualche volta, ti abbraccio caramente Mapi

  6. PS- raccolgo e custodisco sempre con preziosità i tuoi consigli.

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