I film in uscita dal 27 novembre 2009

•27 Novembre 2009 • Lascia un Commento

cinepresa di cinemavistodame Nei Cinema dal 27 novembre 2009

  1. Francesca – di Bobby Paunescu – Romania
  2. 500 giorni insieme – di Marc Webb – U.S.A.
  3. Triage – di Danis Tanovic – Irlanda / Belgio
  4. Dorian Gray – di Oliver Parker – Gran Bretagna
  5. La dura verità – di Robert Luketic – U.S.A.
  6. Cado dalle nubi – di Gennaro Nunziante – Italia
  7. Meno male che ci sei – di Luis Prieto – Italia
  8. La cosa giusta – di Marco Campogiani – Italia
  9. Senza amore – di Renato Giordano – Italia

Francesca

titolo originale: Francesca
nazione: Romania
anno: 2009
regia: Bobby Paunescu
genere: Drammatico
durata: 96 min.
distribuzione: Fandango
cast: M. Barladeanu (Francesca) • D. Boguta (Mita) • L. Gheorghiu (Ana) • T. Corban (Ion)
sceneggiatura: B. Paunescu
fotografia: A. Butica
montaggio: I. Stroe

Trama: Francesca è una giovane maestra d’asilo che sogna di emigrare in Italia. Nella speranza di una vita migliore, la giovane è pronta ad affrontare qualunque ostacolo, persino i dubbi e le preoccupazioni delle persone che le sono vicine. Il piano prevede che Mita, il suo ragazzo, la raggiunga in Italia non appena porterà a termine un piccolo affare in cui è coinvolto. Ma le cose prendono una piega infelice, vengono alla luce penose verità e le priorità cambiano.

Se avete scorso. come me. qualche rivista di critica cinematografica, avrete avuto modo di verificare l’attenzione verso la cinematografia rumena, che, dopo un lungo silenzio, grazie ai festival è tornata agli onori della cronaca grazie soprattutto all’opera di alcuni registi, tra cui come non menzionare Cristian Mungiu autore di “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni“, Palma d’Oro a Cannes.

All’ultima Mostra di Venezia è stato peraltro proprio film e ricevere il privilegio di aprire la sezione Orizzonti, ovvero quella che, come molti di voi sanno, tenta di fare il punto della situazione sul cinema meno in vista, più lontano, meno spettacolare.

La scelta si è rivelata vincente, non tanto però per le qualità o meno del film, ma per il caos di polemiche che si sono trascinate poi subito sui giornali.

Il film salì agli onori delle cronache all’epoca della rassegna di Venezia. per colpa di due insulti pronunciati da un personaggio del film verso Alessandra Mussolini (PdL) e Flavio Tosi (sindaco di Verona, Lega Nord).

Il tema ovviamente è un tema attuale: l’immigrazione di una ragazza rumena in Italia.

Ve lo consegno come film contro i pregiudizi.

500 giorni insieme

titolo originale: (500) Days of Summer
nazione: U.S.A.
anno: 2009
regia: Marc Webb
genere: Commedia
durata: 96 min.
distribuzione: 20th Century Fox
cast: J. Gordon-Levitt (Tom Hansen) • Z. Deschanel (Summer Finn) • G. Arend (McKenzie) • C. Moretz (Rachel Hansen) • M. Gubler (Paul) • C. Gregg (Vance) • P. Belcher (Millie) • R. Boston (Alison)
sceneggiatura: S. Neustadter • M. Weber
musiche: M. Danna • R. Simonsen
fotografia: E. Steelberg
montaggio: A. Bell

Trama: “500 giorni insieme” racconta il rapporto tra Summer, una ragazza poco incline all’amore, e Tom, un ragazzo sognatore che si innamorerà perdutamente di lei. Nell’arco di 500 giorni viene raccontata la bizzarra storia d’amore, dal punto di vista di Tom, sulle note di celebri brani pop.

Diciamo che pur trattandosi di un film americano credo che nonostante tutto questa sia l’uscita migliore della settimana.

Ed aggiungo che di esordi così ce ne vorrebbero uno a settimana.

Senza considerare il difficile filone nel quale il film s’incanala.

Quello della commedia a sfondo musicale.

Ve lo consegno come film da non perdere.

Triage

titolo originale: Triage
nazione: Irlanda / Belgio
anno: 2009
regia: Danis Tanovic
genere: Drammatico
durata: 96 min.
distribuzione: 01 Distribution
cast: C. Farrell (Mark Walsh) • C. Lee (Joaquín Morales) • K. Reilly (Diane) • R. Ritchie (Shiite Boy) • J. Stevenson (Amy) • P. Vega (Elena Morales) • B. Djuric (Dr. Talzani) • J. Sives (David)
sceneggiatura: D. Tanovic
musiche: L. Godoy
fotografia: S. Deasy
montaggio: F. Calvelli • G. Young

Trama: Due esperti fotoreporter, Mark e David, lavorano nel Kurdistan in guerra. Mark è molto ambizioso e vuole seguire i combattimenti da vicino alla ricerca della foto della sua vita, ma David ne ha abbastanza e molla tutto per ritornare a casa dalla moglie incinta, Diane. Quando anche Mark viene ferito e fa ritorno in Irlanda, rimane sconvolto nell’apprendere che non si hanno notizie di David. Esausto, disorientato, ossessionato da fantasmi di violenza e incapace di ritornare alla sua vecchia vita con Elena, l’uomo peggiora a vista d’occhio. In ospedale, i medici giungono alla conclusione che la sua paralisi è un problema psicologico legato a qualcosa accaduto a David e che Mark non vuole ricordare. A scoprirlo sarà l’anziano nonno di Elena, uno psichiatra esperto in traumi bellici e che si è occupato del ‘recupero’ dei criminali di guerra dopo la guerra civile spagnola.

Questo film e questo regista Danis Tanovic ci piace.

Già con il suo No Man’s Land (2001) sulla nota questione della faida tra Bosnia ed Herzegovina, di cui fu oltre che regista anche sceneggiatore, ci aveva convinto assai. (Qui la mia analisi al film).

Sarà che mi piacerebbe addentrarmi in un mistero cupo che ha per scenario l’incubo della guerra e per interpreti la splendida Paz Vega che letteralmente adorai in Lucia e il sexo, uno dei miei attori preferiti, Colin Farrell ed un’icona del calibro di Christopher Lee.

Sarà per queste e molte altre cose che potrei dire ma che riassumo nel concetto film da vedere.

Dorian Gray

titolo originale: Dorian Gray
nazione: Gran Bretagna
anno: 2009
regia: Oliver Parker
genere: Drammatico
durata: 112 min.
distribuzione: Eagle Pictures
cast: C. Firth (Lord Henry Wotton) • B. Barnes (Dorian Gray) • R. Hurd-Wood (Sybil Vane) • R. Hall (Emily Wotton) • E. Fox (Lady Victoria Wotton) • B. Chaplin (Basil Hallward) • C. Goodall (Lady Radly) • F. Shaw (Agatha) • P. Torrens (Victor)
sceneggiatura: T. Finlay
musiche: C. Mole
fotografia: R. Pratt
montaggio: G. Bensley

Trama: Trasposizione del “Dorian Gray” di Oscar Wilde: un giovane corrotto riesce in qualche modo a mantenere la sua bellezza giovanile eterna, ma un dipinto speciale rivela gradualmente a tutti quanti la sua mostruosità interiore …

Trasposizione del celebre romanzo di Oscar Wilde, contro il puritanesimo vittoriano, e sul culto esclusivo della bellezza.

ll racconto è celeberrimo, Oscar Wilde un maestro, ma non lasciatevi ingannare da questo film che non è piaciuto in madre patria.

Né tanto meno al “Toronto International Film Festival” mentre al “Sitges – Catalonian International Film Festival“si è conquistato una nomination come miglior film.

Direi dubbio amletico.

La dura verità

titolo originale: The Ugly Truth
nazione: U.S.A.
anno: 2009
regia: Robert Luketic
genere: Commedia
durata: 101 min.
distribuzione: Sony Pictures
cast: K. Heigl (Abby Richter) • G. Butler (Mike Chadway) • B. Turner (Joy) • E. Winter (Colin) • N. Searcy (Stuart) • J. Goins (Cliff) • C. Hines (Georgia) • J. Higgins (Larry) • K. Connolly (Jim)
sceneggiatura: N. Eastman • K. McCullah Lutz • K. Smith
musiche: A. Zigman
fotografia: R. Carpenter
montaggio: L. Churgin

Trama: Abby Richter è un’ambiziosa produttrice di un talk show mattutino, “A.M. Sacramento”, ma nel campo dei rapporti di coppia è disastrosa. Quando il suo show soffre un calo negli ascolti, è costretta a dare spazio al nuovo corrispondente speciale Mike Chadway, un uomo capace di farla andare su tutte le furie. Il suo spazio televisivo “La dura verità” promette di rivelare quello che pensano veramente gli uomini, e il suo stile decisamente scioccante mette Abby in una situazione poco piacevole. Come se non bastasse questa parte del programma fa impennare gli ascolti del network. Una sera Abby incontra il suo vicino Colin, un medico single: lui è tutto quello che Mike Chadway non è: elegante, educato e assolutamente non interessato alle cose volgari. Abby ha bisogno del punto di vista di Mike sul pensiero maschile per compiere le mosse giuste …

Nonostante due nomination al Teen Choice Awards (Choice Summer Movie Star: Female Katherine Heigl e Choice Summer Movie: Romance), non credo che questo film americano valga poi così tanto la pena, in verità.

Sarà che Robert Luketic sia un regista che abbia fino ad oggi lascito segni evidenti della sua opera.

Nonostante due nomination: una al Young Hollywood Awards ed una al Aspen Shortsfest.

Io lo archivierei tra gli evitabili. Ma proprio tranquillo tranquillo.

Anche questa è una dura verità ;-)

Cado dalle nubi

titolo originale: Cado dalle nubi
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Gennaro Nunziante
genere: Commedia
durata: n.d.
distribuzione: Medusa Film
cast: C. Zalone (Checco) • D. Abbrescia (Alfredo) • G. Michelini (Marika) • F. Troiano (Manolo) • F. Chillemi (Luisa) • R. Cremona (Roberto) • G. Angelillo (zio di Checco) • A. Ferruzzo (madre di Checco) • I. Marescotti (padre di Marika)
sceneggiatura: G. Nunziante • C. Zalone
fotografia: L. Adorisio

Trama: Checco è un giovane pugliese che sogna di diventare cantante. Lasciato dalla ragazza perché insegue sogni irrealizzabili mentre lei vuole sistemarsi, Checco decide di lasciare Polignano e raggiungere Milano, dove forse riuscirà a sbarcare il lunario. A Milano viene ospitato dal cugino Alfredo ma ovviamente fatica ad adattarsi alla mentalità aperta milanese. Incontra Marika ed è un colpo di fulmine per entrambi. Checco la fa ridere e a lui piace il suo sorriso. Ma il padre di Marika è un leghista vero e proprio, pieno di pregiudizi sui meridionali, figuriamoci poi quando vede Checco! Contemporaneamente trova lavoro in un ristorante e comincia a partecipare a diversi provini fino a quando una volta viene addirittura cacciato perché arriva tardi… Poi d’improvviso il suo talento canoro unito a quello comico vengono riconosciuti: Checco può essere il nuovo fenomeno e il discografico che l’aveva inizialmente cacciato comincia a cercarlo per tutta la città. Checco sta per coronare il suo sogno, ma riuscirà ad avere l’amore di Marika o tornerà al suo paese da vincitore riconquistando l’ex fidanzata?

Checco Zalone è un comico dell’ultima ora.

Fa ridere, è bravo, si è distinto per le parodie di cantanti, ed in questa Italia in cui i comici devono necessariamente approdare, magari a ridosso di Natale, al cinema, eccoci di fronte all’evitabile … anzi che dico all’inevitabile film di questo comico.

Sarei tentato a sospendere il giudizio.

Il film ha un forte impriting pugliese.

Credo che due sane risate le faccia anche fare.

Personalmente, però, continuo a credere che il Cinema sia un’altra cosa.

A chi piace il genere dovrei mettere da vedere … ma complessivamente considerando le cose lascio un dubbio.

Meno male che ci sei

titolo originale: Meno male che ci sei
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Luis Prieto
genere: Sentimentale
durata: 106 min.
distribuzione: Universal Pictures
cast: C. Gerini (Luisa) • C. Martegiani (Allegra) • A. Sperduti (Gabriele) • M. Giallini (Federico) • G. Caprino (Giovanni) • S. Sandrelli • G. Cinque
sceneggiatura: F. Pontremoli • M. Raineri

Trama: “Meno male che ci sei” è la storia di due donne: la diciassettenne Allegra a volte si sente invisibile; i genitori la trascurano, le compagne la escludono, Gabriele, il ragazzo perfetto, la tratta come una sorellina minore. Luisa ha trentacinque anni e a volte si sente ingombrante. È single, tormentata da un mutuo trentennale e da una relazione con un uomo sposato. Allegra e Luisa non si conoscono, ma un incidente le fa incontrare e cambia la vita a entrambe …

Meno male che ci sei” … ehm … ma siete proprio sicuri????

La scritta [Dal regista di "Ho voglia di te"] messo sulla locandina del film sembrerebbe volere trasferire una garanzia, che, per quanto mi riguarda, si traduce effettivamente in una garanzia … ma non in quella che auspicavano gli spietati markettari cinematografici italiani.

Ci sarà, tra me e questi film, un gap generazionale.

Sono, per i miei appena un po’ più raffinati gusti cinefili, pellicole troppo intrise della Moccia Cultura, di adolescenti con le loro pastoie e le loro seghe mentali, che non riescono a stimolare considerazioni che vadano verso la condivisione di questa ontologia di cinema, che rimane un po’, ahimè, lo specchio del degrado culturale in cui il nostro paese sta crollando.

Non evitabile … evitabilissimo.

La cosa giusta

titolo originale: La cosa giusta
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Marco Campogiani
genere: Poliziesco
durata: 93 min.
distribuzione: Istituto Luce
cast: P. Briguglia (Eugenio Fusco) • E. Fantastichini (Duccio Monti) • A. Hafiene (Khalid) • C. Filippi (Serena) • A. Gharby (Youssef) • S. Abbary (Sofia)
sceneggiatura: M. Campogiani • G. De Feo
musiche: T. Teardo
fotografia: M. Calvesi
montaggio: M. Menicocci

Trama: Eugenio Fusco e Duccio Monti sono due poliziotti diversissimi, per carattere, metodi, linguaggio, storie personali. Estranei. Incompatibili. Eugenio è un agente giovane, preparato, curioso, con delle ambizioni personali e ancora idealista. Duccio è invece un uomo pratico, d’esperienza, che il tempo e il mestiere hanno reso realista e forse cinico. I due si conoscono e subito si detestano, ma dovranno passare molti giorni insieme. Sono infatti incaricati di pedinare uno straniero, Khalid Amrazel, liberato dopo mesi di detenzione in carcere per il sospetto di appoggiare una cellula di terroristi. Scarcerato per decisione di un GUP, ma in attesa di una sentenza definitiva, di una verità chiara sul suo caso. E’ un pericolo reale? O si tratta di un altro grave errore giudiziario – come teme Eugenio – nel clima di paure e sospetti post 11 settembre? O forse, come ritiene Duccio, l’errore è stato proprio quello di liberarlo? Con queste domande ha inizio l’inseguimento dei poliziotti, ognuno con le sue risposte e i propri segreti dubbi …

Un altro film italiano sull’integrazione razziale?

Maddai?

E basta.

In effetti c’è una cosa giusta da fare … non andare a vedere questo film evitabile.

Senza amore

titolo originale: Senza amore
nazione: Italia
anno: 2007
regia: Renato Giordano
genere: Drammatico
durata: 100 min.
distribuzione: Mediaplex
cast: F. De Vito (Pedofilo) • G. Furia (Prete) • F. Verginelli (Gaetano) • L. Vitale (Madre)
fotografia: F. De Maria
montaggio: E. Giunta

Trama: Luigi vive in una piccola città di provincia e proviene da una famiglia socialmente emarginata. A scuola mostra segni di insofferenza, dettati forse dalla voglia di emergere, e le prime attenzioni nei suoi confronti da parte di un vigile, addetto comunale per l’istituto, vengono considerate da tutti quasi paterne. Con il passar del tempo, però, la presenza dell’uomo nella vita di Luigi comincia a farsi ingombrante: gelati, regali, esenzione dal pagamento della mensa scolastica e una certa “complicità” con la madre di Luigi …

Un film del 2007, carente nel linguaggio audiovisivo, nel rapporto tra forma e contenuto ce lo propinano oggi. Perché?

Carente anche nella recitazione.

Pessimo nel montaggio.

Siete avvisati.

Evitabile.

A cura di cinemavistodame.com

I film in uscita dal 18 e dal 20 novembre 2009

•20 Novembre 2009 • Lascia un Commento

cinepresa di cinemavistodame Nei Cinema dal 18 e dal 20 novembre 2009

al Cinema dal 18 novembre 2009

  • The Twilight Saga: New Moon – di Chris Weitz

al Cinema dal 20 novembre 2009

  • La prima linea -  di Renato De Maria
  • Segreti di famiglia – di Francis Ford Coppola
  • Valentino: The Last Emperor – di Matt Tyrnauer
  • Planet 51 - di Jorge Blanco • Javier Abad • Marcos Martínez
  • Ce n’è per tutti - di Luciano Melchionna
  • Il viaggio di Jeanne – di Anne Novion

cinepresa di cinemavistodame The Twilight Saga: New Moon

titolo originale: The Twilight Saga: New Moon
nazione: U.S.A.
anno: 2009
regia: Chris Weitz
genere: Fantasy / Horror / Drammatico
durata: 122 min.
distribuzione: Eagle Pictures
cast: K. Stewart (Bella Swan) • R. Pattinson (Edward Cullen) • T. Lautner (Jacob Black) • A. Greene (Alice Cullen) • P. Facinelli (Dr. Carlisle Cullen) • E. Reaser (Esme Cullen) • K. Lutz (Emmett Cullen) • N. Reed (Rosalie Hale) • J. Rathbone (Jasper Hale) • B. Burke (Charlie Swan) • E. Gathegi (Laurent) • R. Lefevre (Victoria) • M. Sheen (Aro) • D. Fanning (Jane) • G. Greene (Harry Clearwater) • A. Kendrick (Jessica) • M. Welch (Mike Newton) • C. Serratos (Angela Weber) • C. Bright (Alec)
sceneggiatura: M. Rosenberg
musiche: A. Desplat
fotografia: J. Aguirresarobe
montaggio: P. Lambert

Trama: In occasione del diciottesimo compleanno di Bella, per via di un incidente che poteva rivelarsi fatale, Edward decide di lasciare Bella perché capisce che la sua presenza è ogni giorno più pericolosa per la ragazza. Bella piomba in una profonda crisi per la mancanza di Edward e si rifugia nell’amicizia di Jacob Black, ma anche qui si cela un misterioso segreto che metterà in difficoltà questo nuovo rapporto. Bella, intanto, si caccia spesso nei guai e, per uno scherzo del destino, Edward crede che non rivedrà mai più la ragazza. Così, spinto dal dolore, si reca a Volterra per scatenare l’ira dei Volturi. Sopravviverà allo scontro? E cosa farà la sua amata? Una corsa contro il tempo attende entrambi, nell’attesa di ritrovarsi.

Della serie basta con i vampiri baby … fidatevi.

cinepresa di cinemavistodame La prima linea

titolo originale: La prima linea
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Renato De Maria
genere: Drammatico / Azione
durata: 96 min.
distribuzione: Lucky Red Distribuzione
cast: R. Scamarcio (Sergio Segio) • G. Mezzogiorno (Susanna Ronconi) • M. Alhaique (Rosario) • L. Mascino • F. Rongione
sceneggiatura: F. Signorile • I. Cotroneo • S. Petraglia
musiche: M. Richter
fotografia: G. Corticelli
montaggio: M. Spoletini

Trama: Sergio Segio è il “comandante Sirio” delle Brigate Rosse; Susanna Ronconi è la sua fidanzata. Entrambi fanno parte di Prima Linea, banda armata delle BR negli anni di piombo. Conosciuti come “i fidanzati del terrorismo”, furono accusati di ventuno omicidi negli anni Ottanta. “La prima linea”, ispirato al libro “Miccia Corta”, scritto da Segio nel 2005, ripercorre le vicende dei due amanti, uniti nel terrore e nella vita, a partire dal tentativo di evasione organizzato da Segio per liberare i combattenti detenuti, tra i quali c’era la sua donna.

La Germania s’interroga sul nazismo … noi sul terrorismo … paese che vai … eh lo so c’è Scamarcio, ma c’è anche la Mezzogiorno. Questa settimana accontentatevi ;-)

cinepresa di cinemavistodame Segreti di famiglia

titolo originale: Tetro
nazione: U.S.A. / Argentina / Spagna / Italia
anno: 2009
regia: Francis Ford Coppola
genere: Drammatico
durata: 127 min.
distribuzione: Bim Distribuzione
cast: V. Gallo (Tetro) • M. Verdú (Miranda) • A. Ehrenreich (Bennie) • K. Brandauer (Carlo) • C. Maura (Alone) • R. De la Serna (Jose) • F. De Sapio (Amalia)
sceneggiatura: F. Coppola
musiche: O. Golijov
fotografia: M. Malaimare Jr.
montaggio: W. Murch
Trama: Benjamin, non ancora maggiorenne, va a cercare a Buenos Aires il fratello Angelo detto Tetro, che ha rotto i ponti con la famiglia e fa il tecnico delle luci in un teatrino locale, scrivendo nel frattempo testi criticati dalla più importante e potente critica letteraria del Paese. L’incontro tra i due è conflittuale …

Dopo il film molto interessante su una seconda giovinezza il vecchio maestro Francis ci riprova con una produzione americana/argentina/spagnola/e, come te sbagli, italiana. Distribuisce la Bim. Più dubbio di questo … certo per le girls c’è Vincent Gallo

cinepresa di cinemavistodame Valentino: The Last Emperor

titolo originale: Valentino: The Last Emperor
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: Matt Tyrnauer
genere: Documentario
durata: 98 min.
distribuzione: Mediafilm
musiche: J. Goodman
fotografia: T. Hurwitz
montaggio: B. Eisenhardt • F. Tcheng

Trama: “Valentino: The Last Emperor” racconta la vita professionale e privata di Valentino Garavani e del suo storico socio Giancarlo Giammetti, tra eventi pubblici e privati nei quali appaiono anche celebrities del mondo del cinema e della moda tra cui Gwyneth Paltrow, Claudia Shiffer, Eva Erzigova, Elizabeth Hurley e molti altri.

Non avrei scomesso un euro su questo film prima di avere letto questo.

Los Angeles, 13 nov. (Adnkronos) – Il film “Valentino The Last Emperor” continua a raccogliere consensi in America e prosegue inarrestabile la sua marcia verso la candidatura all’Oscar che sembra ormai un dato certo. Gli Stati Uniti stanno mostrando un’accoglienza a dir poco calorosa verso questo film che racconta, nel pubblico e nel privato, la vita e la carriera del famoso stilista Valentino Garavani. Si susseguono infatti negli Usa, le manifestazioni e gli eventi ai quali proprio in questi giorni, Valentino e Giancarlo Giammetti, suo storico socio, nonche’ coprotagonista del film, stanno partecipando, e sono molte le star internazionali che hanno sflilato sui red carpet insieme a loro. Tra le molte celebrità anche Madonna è stata testimonial per il film qualche giorno fa a New York. Valentino e Giammetti saranno in Italia dal 15 novembre insieme al regista del film Matt Tyrnauer per partecipare agli eventi che Medusa Film sta organizzando in occasione dell’uscita italiana del 20 novembre.

E io che pensavo che l’Oscar per il documentario andasse, liscio liscio, a Michael Moore per “Capitalism: A Love Story“.

cinepresa di cinemavistodame Planet 51

titolo originale: Planet 51
nazione: Spagna / Gran Bretagna
anno: 2008
regia: Jorge Blanco • Javier Abad • Marcos Martínez
genere: Animazione
durata: 90 min.
distribuzione: Moviemax
musiche: J. Seymour Brett
montaggio: A. Rodriguez

Trama: Tutto inizia quando l’astronauta Charles ‘Chuck’ Baker atterra su Planet 51, un lontano pianeta che la Nasa ritiene disabitato. Chuck si rende però subito conto che questo mondo è invece abitato da piccoli esseri verdi che vivono pacificamente in una società che ricorda molto l’America allegra ed spensierata degli anni Cinquanta e dove l’unica vera paura è quella di essere invasi dagli alieni… come Chuck!

E’ il film d’animazione di questa settimana.

La cosa più bella?

Il sito. Quì.

cinepresa di cinemavistodame Ce n’è per tutti

titolo originale: Ce n’è per tutti
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Luciano Melchionna
genere: Drammatico
durata: n.d.
distribuzione: Medusa Film
cast: L. Balducci (Gianluca) • S. Sandrelli (nonna) • A. Angiolini (Eva) • G. Colangeli (padre) • A. Foà (nonno) • M. Ramazzotti (Isa) • J. Mollà (Daniele) • E. Russo (Teresa) • G. Volodi (madre) • Y. Gugliucci (Paolo) • F. De Vito (Mauro)
sceneggiatura     L. Melchionna • L. De Bei
musiche: R. Regoli • F. Sciannameo
fotografia: T. Ben Abdallah

Trama: “Ce n’è per tutti” è la storia di un ragazzo che, per sfuggire alle contraddizioni della vita e al dolore del mondo, sale sul Colosseo con la volontà di estraniarsi da tutto. L’arrivo lassù dell’amata nonna che gli comunica la leggerezza di chi ha vissuto tanto e ha imparato ad accettare la vita per com’è, sembrerebbe la chiave risolutiva per salvarlo. Sotto, la realtà invadente, l’indifferenza e il cinismo dei mass-media lo assediano mentre gli amici confusi e superficiali si producono, involontariamente, in performance esilaranti nel tentativo di raggiungerlo.

Anna Falchi che produce un film in cui interpreta una sorta di Raffaella Carrà che specula sulle disgrazie dela gente?

Io ancora non ci credo e voi? E mi dispiace per Ambra Angioini, ecco.

cinepresa di cinemavistodame Il viaggio di Jeanne

titolo originale: Les grandes personnes
nazione: Francia / Svezia
anno: 2008
regia: Anne Novion
genere: Commedia
durata: 84 min.
distribuzione: Bolero Film
cast: Darroussin (Albert) • A. Demoustier (Jeanne) • J. Henry (Christine) • L. Boysen (Anika) • J. Eklund (Per) • A. Soulis (Magnus)
sceneggiatura: B. Colombier • A. Novion • M. Robin
musiche: P. Bideau
fotografia: P. Novion
montaggio: A. Souriau

Trama: Ogni estate per il compleanno della figlia Jeanne, Albert la porta a visitare un nuovo paese d’Europa. Per i suoi diciassette anni, sceglie una piccola isola svedese, convinto di trovare il tesoro perduto di un antico vichingo. Ma la casa affittata per il soggiorno è già occupata da due donne: Annika, la proprietaria del posto, e Christine, una sua amica francese. Le vacanze così accuratamente organizzate da Albert prendono così una nuova piega, che a Jeanne pare non dispiacere …

Tutti parlano troppo male di questo film che parla di un difficile rapporto padre figlia.

Voi che ne dite io tra gli evitabili non lo inserisco ma il dubbio è forte.

A cura di cinemavistodame.com

I film in uscita dal 6 novembre 2009

•5 Novembre 2009 • Lascia un Commento

johnny-depp-e-marion-cotillard-in-una-scena-del-film-nemico-pubblico

cinepresa di cinemavistodame Nei Cinema dal 6 Novembre 2009

  • Nemico Pubblico – Public Enemies – di Michael Mann
  • L’uomo che fissa le capre – di Grant Heslov
  • Marpiccolo – di Alessandro di Robilant
  • Alza la testa – di Alessandro Angelini
  • Berlin Calling – di Hannes Stöhr
  • Anno Uno – di Harold Ramis

Locandina Nemico Pubblico - Public Enemies

Nemico Pubblico – Public Enemies

titolo originale: Public Enemies
nazione: U.S.A.
anno: 2009
regia: Michael Mann
genere: Drammatico / Gangster
durata: 143 min.
distribuzione: Universal Pictures
cast: J. Depp (John Dillinger) • C. Bale (Melvin Purvis) • M. Cotillard (Billie Frechette) • J. Russo (Walter Dietrich) • D. Wenham (Harry ‘Pete’ Pierpont) • J. Clarke (John ‘Red’ Hamilton) • S. Dorff (Homer Van Meter) • C. Tatum (Pretty Boy Floyd) • R. Cochrane (Agente Carter Baum) • B. Katic (Anna Sage) • E. De Ravin (Barbara Patzke) • B. Crudup (J. Edgar Hoover) • G. Ribisi (Alvin Karpis) • J. Ortiz (Phil D’Andrea) • S. Hatosy (Agente John Madala) • D. Harvey (cliente Steuben Club) • S. Leigh (Helen Gillis) • S. Graham (Baby Face Nelson) • S. Garrett (Tommy Carroll) • S. Lang (Charles Winstead) • M. Craven (Gerry Campbell) • L. Mason (portiere Union Station) • L. Taylor (Sheriff Lillian Holley) • D. Warshofsky (Warden Baker) • L. Sobieski (Polly Hamilton)
sceneggiatura: R. Bennett • M. Mann • A. Biderman
musiche: E. Goldenthal
fotografia: D. Spinotti
montaggio: J. Ford • P. Rubell

Trama: Nessuno poteva fermare Dillinger e la sua banda. Non esisteva prigione dalla quale non riuscisse ad evadere. Il suo carisma e le rocambolesche fughe dalle prigioni lo rendevano interessante agli occhi di tutti – da quelli della sua fidanzata Billie Frechette a quelli del pubblico americano che non aveva simpatia per le banche responsabili di aver fatto precipitare il paese nella depressione. Ma mentre le avventure di Dillinger e della sua banda – che nell’ultimo periodo comprendeva anche due individui sociopatici dal nome Baby Face Nelson e Alvin Karpis – intrigavano i più, Hoover si riproponeva di utilizzare la pubblicità che la cattura del criminale avrebbe potuto generare in suo favore per trasformare il suo “Bureau of Investigation” nel dipartimento di polizia nazionale che è adesso l’FBI. Fece pertanto di Dillinger il primo Nemico Pubblico Numero Uno degli Stati Uniti d’America, mettendogli alle calcagna Purvis, l’affascinante “Clark Gable dell’FBI”.

Film notevole, sicuramente la migliore uscita del week end. E probabilmente una delle migliori dell’anno, date retta ad uno stupido.

L’ho visto in anteprima ed in lingua originale, e la mia analisi è qui.

5 stars.

Locandina L'uomo che fissa le capre

L’uomo che fissa le capre

titolo originale: The Men Who Stare at Goats
nazione: U.S.A.
anno: 2009
regia: Grant Heslov
genere: Commedia
durata: 90 min.
distribuzione: Medusa Film
cast: G. Clooney (Lyn Cassady) • E. McGregor (Bob Wilton) • K. Spacey (Larry Hooper) • J. Bridges (Bill Django) • R. Patrick (Todd Nixon) • S. Root (Gus Lacey) • S. Lang (Generale Hopgood) • R. Curtis-Brown (Maggiore General Brown)
sceneggiatura: P. Straughan
musiche: R. Kent
fotografia: Elswit
montaggio: T. Riegel

Trama: Il giornalista Bob Wilton è in cerca di uno scoop quando incontra Lyn Cassady, una figura ambigua che sostiene di appartenere a un’unità sperimentale dell’esercito americano. Secondo Cassady, il New Earth Army sta cambiando la maniera di combattere le guerre: una legione di monaci guerrieri con poteri mentali senza precedenti è in grado di leggere il pensiero del nemico, attraversare i muri e addirittura uccidere una capra semplicemente guardandola. Ora, il fondatore del programma, Bill Django, è scomparso e la missione di Cassady è di ritrovarlo. Intrigato dalle strampalate storie raccontate dalla sua nuova conoscenza, Bob decide di seguirlo nella ricerca. E quando l’improbabile coppia rintraccia Django in un campo di addestramento clandestino gestito dal fuorilegge psicotico Larry Hooper, il giornalista resta intrappolato nel mezzo di una battaglia tra le forze del New Earth Army di Django e la milizia personale di Hooper formata da super soldati. Per sopravvivere a questa selvaggia avventura, Bob dovrà superare in astuzia un nemico che non avrebbe mai pensato di dovere affrontare.

«Questa storia è più vera di quanto possiate credere», ironizza una didascalia prima dei titoli di testa. In effetti dietro la trasposizione dal letterario al filmico di questo film c’è un preciso e insondabile libro-inchiesta pubblicato nel 2004 dal reporter e documentarista inglese Jon Ronson (tradotto da Einaudi Stile Libero) che sembrerebbe peraltro più uscito dalla fantasia scatenata dei fratelli Coen che dalla realtà.

Pare che sia talmente strano (anche il titolo infondo lo è) da lasciare il lettore sospeso per più di 250 pagine fra sarcasmo e incredulità.

Cosa devo pensare secondo voi di una storia tanto incredibile quanto assurda di militari addestrati a sviluppare poteri extrasensoriali per scopi bellici, che a sentire l’autore (ed a curiosare sulla rete), sembrerebbe essere tutt’altro che una bufala?

Forse dovrei archiviarlo all’insegna dell’incredibile ma vero, o forse solo le più incredibili bugie create ad arte per depistare i curiosi e soddisfare i paranoici?

Il cast è notevole e George Clooney è tutt’altro che uno stupido.

Io dico 4 stars.

Locandina Marpiccolo

Marpiccolo

titolo originale: Marpiccolo
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Alessandro di Robilant
genere: Drammatico
durata: 93 min.
distribuzione: Bolero Film
cast: G. Beranek (Tiziano) • A. Ferruzzo (Maria) • M. Riondino (Tonio) • G. Colangeli (De Nicola) • V. Carnelutti (Prof. Costa) • S. Orzella (Stella) • N. Rignanese (Franco) • R. Bovenga (Trascene)
sceneggiatura: A. Cotti • L. Fasoli • M. Ravagli
musiche: Mokadelic
fotografia: D. Scott
montaggio: R. Missiroli


Trama
: Ambientato in uno dei quartieri più disagiati e degradati di Taranto, Paolo VI, “Marpiccolo” vede Tiziano, un ragazzo diciottenne troppo intelligente per non finire nei guai e troppo intelligente per non uscire dai suoi guai. E’ anche la storia di una ragazza che vuole con tutte le sue forze una vita normale e con solo la sua volontà riesce a strappare il suo ragazzo ad un vita segnata.

Sono contento di parlare in termini cautamente entusiastici di una pellicola girata a Taranto.

Marpiccolo è un luogo famoso per chi conosce quella città.

Io l’ho conosciuta ed ho anche amato una ragazza del posto.

E non è un caso che un regista che amo particolarmente Edoardo Winspeare l’abbia scelta per il suo film “Il miracolo“.

Nella lunga carrellata con cui Di Robilant apre Marpiccolo il regista è come se circoscrivesse con molta precisione un intero universo.

Un cosmo avrebbe detto forse Eugenio Bennato.

Taranto, ed il suo entroterra è stato violentato al pari del mare che la fronteggia, stantio e soffocato dai veleni dell’industria.

Proprio come per l’hinterland napoletano di “Gomorra” di Matteo Garrone, ampiamente citato nello specifico filmico di Alessandro di Robilant, l’uomo ha ammalato la Natura e i suoi stessi simili.

Mentre Di Robilant sorvola queste “miserie”, il suo intento drammaturgico si svela e ai nostri occhi e tutto è già compiuto.

Quando il suo cinema iper realista riprende uno dei quartieri più degradati della città, vediamo  le vere miserie di un universo disperato che conosciamo bene, di cui sappiamo già l’epilogo: il destino a cui Tiziano sembra incapace di opporsi se non con la fuga verso un qualcosa di indefinito e incerto.

Mentre, entriamo con Tiziano dentro la Gomorra tarantina scopriamo che le cronache disperate di cui rigurgitano ogni giorno giornali e tv del Belpaese possono essere raccontate con una nuova forza, cercando di lasciare una crepa nel muro di gomma e dare uno schiaffo al potere che vive sulla disperazione.

michele-riondino

Aggiungo e chiudo che il bravissimo attore Michele Riondino, molto da me apprezzato per “Il passato è una terra straniera” di Daniele Vicari, tratto da un romanzo di Gianrico Carofiglio, è davvero nato in quella città ed in quel quartiere.

3 stars virgola cinque.

Locandina di Alza la testa

Alza la testa

titolo originale: Alza la testa
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Alessandro Angelini
genere: Commedia
durata: 86 min.
distribuzione: 01 Distribution
cast: S. Castellitto (Mero) • G. Colangeli (Malagodi) • A. Kravos (Sonia) • D. Camerini (Abatino) • A. Fornari (Brancifiore) • G. Campanelli (Lorenzo)
sceneggiatura: A. Angelini • A. Carbone • F. Marciano
fotografia: A. Catinari
montaggio: M. Fiocchi

Trama: Mero, operaio specializzato in un cantiere nautico, è un padre single. Lorenzo, il figlio nato da una relazione con una ragazza albanese, è la sua unica ragione di vita e il sogno dell’uomo è che il ragazzo diventi un campione di boxe, riscattando così la sua anonima carriera da dilettante. Per questo lo allena duramente, insegnandogli giorno dopo giorno a tirar pugni e a proteggersi dai colpi bassi della vita. L’equilibrio di questo rapporto è sconvolto dal ritorno di Denisa, la madre di Lorenzo, e dall’incontro tra il figlio e la giovane Ana. Le prove per Mero non sono finite e dovrà confrontarsi con il dolore, con i propri pregiudizi e con la lontananza del nostro Nord Est.

Non fidatevi troppo del commento che segue.

Soffro ultimamente di idiosincrasia improvvisa verso un attore che è invece bravissimo Sergio Castellitto che però si vuole calare in troppi ruoli.

Adesso è nei panni di un padre boxer che vuole lanciare il figlio nel mondo della boxe ed attraverso questa insegnargli anche la morale della vita.

Scusate ma mi sembra davvero troppo.

E’ un peccato perché magari lo spunto per un buon film c’era, ma ho paura ci si affidi troppo alle intenzioni ed alle capacità recitative, che alla storia.

Mi dispiace per Alessandro Angelini (L’aria salata) che ha lavorato come fotoreporter freelance per diverse agenzie di stampa prima di iniziare la carriera di assistente alla regia e aiuto regista, un decennio di collaborazioni che l’hanno portato al fianco di vari autori tra cui Nanni Moretti, Mimmo Calopresti, Francesca Comencini.

Con “Ragazzi del Ghana” ha vinto la prima edizione del concorso Doc al Torino Film Festival 2000.

Courtesy of TFF.

Io ci metto 3 stars e chiusa lì.

Locandina Berlin Calling

Berlin Calling (2008)

titolo originale: Berlin Calling
nazione: Germania
anno: 2008
regia: Hannes Stöhr
genere: Drammatico
durata: 105 min.
distribuzione: Officine Ubu
cast: P. Kalkbrenner (Ickarus) • R. Lengyel (Mathilde) • C. Harfouch (Prof. Dr. Petra Paul) • A. Walton (Corinna) • P. Schneider (Crystal Pete) • M. Nebbou (Jamal the Junk) • H. Müller (Jenny)
sceneggiatura: H. Stöhr
musiche: P. Kalkbrenner
fotografia: A. Doub
montaggio: A. Fabini

Trama: Ickarus, famoso DJ e compositore di Berlino, si appresta a pubblicare il suo nuovo disco, che dovrebbe consacrarne il definitivo successo. Quando il disco viene rifiutato dalla casa discografica, Ickarus comincia una rapida discesa nei bassifondi di Berlino e della sua vita. Neppure la sua fidanzata Mathilde sembra riuscire a mettere un freno ai suoi continui eccessi, al punto tale da lasciarlo, per tornare con la sua ex Corinna. Intanto i problemi con la droga di Ickarus diventano sempre più opprimenti, fino a costringerlo ad un ricovero forzato in una struttura di recupero. Proprio da qui ripartirà, componendo le musiche per un nuovo disco dal titolo “Berlin Calling”, che segnerà l’inizio di una nuova tournée e, forse, di una nuova vita.

Certo siamo a pochi giorni dall’anniversario della caduta del muro di Berlino ed alllora i nostri strateghi del marketing cinematografico ci propinano un bel filmone tedesco.

Peccato però che lo stesso sia un film freddo, girato più a tavolino che sul set. privo di quella forza espressiva che avevamo invece apprezzato che so in “4 minuti” di Chris Kraus o ne “Le vite degli altri” di Florian Henckel von Donnersmarck.

Troppa carne al fuoco.

Universi sofinati trattati in maniera approssimativa.

La parte meglio riuscita pare sia quella finale, che appare come una sorta di appello sincero e accorato allo spettatore, nel quale si percepiscono le motivazioni che animano la storia e dove si riesce anche ad emozionare, perché il regista prova a velare la pellicola della sua sensibilità, che rimane però troppo più ingenua e bonaria di quanto richiesto dal resto del film.

Siamo, insomma, assai lontani dallo spirito epico di London Calling, dalla claustrofobia alienante di Requiem for a dream o dal reale sporco di Trainspottin.

2 stars.

Locandina di Anno Uno

Anno Uno (2009)

titolo originale: Year One
nazione: U.S.A.
anno: 2009
regia: Harold Ramis
genere: Commedia
durata: n.d.
distribuzione: Sony Pictures
cast: J. Black (Zed) • M. Cera (Oh) • O. Platt (padre superiore) • D. Cross (Cain) • C. Mintz-Plasse (Isaac) • V. Jones (Sargon) • H. Azaria (Abraham) • J. Temple (Eema) • O. Wilde (Principessa Inanna) • J. Raphael (Maya) • X. Berkeley (King) • H. Sanz (Enmebaragesi) • D. Pasquesi (Primo Ministro) • H. Ramis (Adam) • K. Gass (Zaftig l’eunuco) • B. Hader (Shaman) • P. Rudd (Abel)
sceneggiatura: H. Ramis • G. Stupnitsky • L. Eisenberg
musiche: T. Shapiro
fotografia: A. Kivilo
montaggio: C. Herring • S. Welch

Trama: Quando una svogliata coppia di cacciatori/raccoglitori è cacciata dal loro primitivo villaggio, partono per un viaggio attraverso il mondo antico.

Perché si girano film così?

Me lo chiedo anche io.

Forse perchè qualche anno fa un film del genere girato in Francia con Jean Reno ebbe un certo successo al box office.

Io se fossi in voi non rischierei 7 euri e 50 per questo film.

trailer

E i trailer dove li guardo?

Ma nello spazio commenti dell’altro mio blog: qui.

A cura di cinemavistodame.com.

I film in uscita dal 30 ottobre 2009

•29 Ottobre 2009 • Lascia un Commento

una-sequenza-del-film-il-nastro-bianco-das-weisse-band-2009-diretto-da-michael-haneke

cinepresa di cinemavistodame Nei Cinema dal 30 Ottobre 2009

  • Il nastro bianco – di Michael Haneke
  • Nel paese delle creature selvagge – di Spike Jonze
  • Diary of the Dead – Le cronache dei morti viventi – di George A. Romero
  • Capitalism: A Love Story - di Michael Moore
  • This is it – di Kenny Ortega
  • Amore 14 – di Federico Moccia
  • Niko – Una renna per amico – di Michael Hegner • Kari Juusonen

Locandina - Il nastro bianco

Il nastro bianco

titolo originale: Das weisse band
nazione: Austria / Francia / Germania
anno: 2009
regia: Michael Haneke
genere: Drammatico
durata: 144 min. – b/n
distribuzione: Lucky Red Distribuzione
cast: M. Growaldt (Magd) • J. Fautz (Erna) • S. Lothar • U. Tukur • B. Klaussner • J. Bierbichler
sceneggiatura: M. Haneke
fotografia: C. Berger
montaggio: M. Will

Trama: Strani eventi accadono in una scuola di campagna nel nord della Germania durante l’anno 1913, sembrando una punizione rituale. Come il sistema scolastico ne subisce l’influenza e come la scuola ha un’influenza sul fascismo?

La “Palma d’oro” per il miglior film in concorso all’edizione 2009 del Festival di Cannes è stata assegnata a “Il nastro bianco” del regista austriaco Michael Haneke. Girato in un bellissimo bianco e nero, Il nastro bianco (Das weisse band) è una ricognizione su tutto quanto agli inizi del Novecento in Germania faceva presagire, a posteriori, l’avvento del Nazionalsocialismo e al nefasto carisma del suo Fuhrer, Adolf Hitler, di imporre la volontà del “Reich millenario” sull’Europa e sul mondo. Nord della Germania. Bambini e adolescenti frequentano assieme l’unica classe della scuola di un piccolo villaggio: è attraverso di loro, e la voce off del loro maestro che ricorda quei giorni, che Haneke traccia un ritratto algido e geometrico di quel mondo e di quella società. L’estrema severità di comportamenti e atteggiamenti nasconde derive perverse e patologiche che trovano applicazione nelle violenze domestiche e nei confronti di donne, bambini, disabili fisici e psichici.

Dunque, Il nastro bianco, è l’ulteriore messaggio diretto all’indirizzo di quella contradditoria ricerca che occupa Michael Haneke da anni e che riguarda la “questione della forma della rappresentazione della violenza” nel mondo moderno e contemporaneo, dal ‘900 ad oggi.

Con immenso piacere la direzione del Lodi Città Film Festival saluta questa nuova affermazione di Michael Haneke, di ritorno dal “viaggio americano” e nel Festival cinematografico più prestigioso del mondo; cogliendo l’occasione si annuncia, a conclusione di un lavoro durato due anni, che ad ottobre, dal 5 all’11 ottobre 2009, ed in contemporanea a Milano e a Lodi, con la collaborazione del Forum Austriaco di Cultura, si svolgerà a cura di Fabrizio Fogliato e Fabio Francione la retrospettiva integrale dei suoi film, “La visione negata. Il cinema di Michael Haneke”.

Per l’occasione sarà pubblicato un aggiornamento della monografia “La visione negata. Il cinema di Michael Haneke” di Fabrizio Fogliato, edita dalle Edizioni Falsopiano di Alessandria.

Locandina- Nel paese delle creature selvagge

Nel paese delle creature selvagge

titolo originale: Where the Wild Things Are
nazione: U.S.A.
anno: 2008
regia: Spike Jonze
genere: Fantasy
durata: n.d.
distribuzione: Warner Bros
cast: C. Keener (Connie) • M. Records (Max) • M. Ruffalo (Rob)
sceneggiatura: S. Jonze • D. Eggers
musiche: C. Burwell • K. Orzolek
fotografia: L. Acord
montaggio: J. Haygood • E. Zumbrunner

Trama: Max, un bambino molto solitario, dopo l’ennesimo spaventoso scherzo ai danni della sua famiglia, viene spedito da sua mamma a letto senza cena. Ma una volta nella sua camera, Max comincia a fantasticare e intraprende un viaggio meraviglioso nella terra delle Creature Selvagge. Sono personaggi dall’aspetto mostruoso, ma Max riesce a conquistarli, venendo addirittura incoronato loro sovrano.

A volte capita di essere su di giri e di lasciarsi prendere dalle emozioni.

Magari parliamo troppo, ridiamo a sproposito oppure non riusciamo a stare fermi.

In circostanze simili si può essere ripresi, sgridati, perfino messi in punizione per qualcosa che non sappiamo nemmeno di aver fatto. O vogliamo far finta che non sia così grave.

Un po’ come è successo a Max.

Un pomeriggio ha rincorso il cane per tutta la casa con in mano una forchetta, strillando e sbraitando come un ossesso e quando la madre lo ha pregato di smettere lui l’ha morsa su una spalla. Così è stato spedito in camera sua senza cena. Max era rabbioso e si è sfogato sulla mamma. Ma anche lui ha i suoi problemi: è sempre solo a casa perché i suoi sono divorziati. La madre lavora a tempo pieno, la sorella è sempre al telefono o con i suoi amici e in entrambi i casi lo ignora.

Non c’è da stupirsi quindi se il piccoletto cerca di attirare l’attenzione in maniera plateale, ma diventare violenti non è mai una risposta, e Max deve imparare a comportarsi normalmente. Dopotutto è un bambino, non un animaletto selvatico.

Ed è lì, lasciato solo nella sua stanza con indosso un costume da lupo, che il nostro eroe fa un viaggio incredibile in una terra abitata da creature spaventose che passano le giornate a rompere tutto e dar sfogo alla propria rabbia. Inizia così Nel paese delle creature selvagge, l’adattamento cinematografico del libro per bambini scritto da Maurice Sendak nel 1968 che Warner Bros porta sugli schermi italiani.

4 stars

Locandina- Diary of the Dead - Le cronache dei morti viventi

Diary of the Dead – Le cronache dei morti viventi

titolo originale: Diary of the Dead
nazione: U.S.A.
anno: 2007
regia: George A. Romero
genere: Horror
durata: 95 min.
distribuzione: Moviemax
cast: M. Morgan (Debra Moynihan) • J. Close (Jason Creed) • S. Roberts (Tony Ravello) • S. Wentworth (Andrew Maxwell) • A. Ciupak Lalonde (Tracy Thurman)
sceneggiatura: G. Romero
fotografia: A. Swica
montaggio: M. Doherty

Trama: Un gruppo di amici, studenti di cinema al college, si avventurano nei boschi della Pennsylvania per girare un film horror a basso costo che utilizzeranno come progetto per la scuola. Durante le riprese però, i notiziari iniziano a riportare una scioccante ultim’ora: i morti stanno tornando in vita. L’incredulità dei ragazzi durerà ben poco, e presto dovranno cercare di evitare il reale orrore che si trovano di fronte e tornare alle loro case. Nel frattempo il Governo degli Stati Uniti passa rapidamente dal diniego a goffi quanto inutili tentativi di rassicurazione, fino al momento in cui i media smettono di funzionare. I ragazzi in fuga si renderanno presto conto che non hanno più una casa alla quale tornare, e l’unica forma di reazione che riescono a mettere in atto è il riprendere con le loro videocamere la follia, il caos e l’inferno che li circondano.

Capitalism - A Love Story

Capitalism: A Love Story

titolo originale: Capitalism: A Love Story
nazione: U.S.A.
anno: 2009
regia: Michael Moore
genere: Documentario
durata: 120 min.
distribuzione: Mikado Film
sceneggiatura: M. Moore

Trama: A vent’anni esatti dal pionieristico “Roger & Me”, il nuovo film di Michael Moore “Capitalism: A Love Story” ritorna sulla questione esaminata dal regista nel corso di tutta la sua carriera: gli effetti disastrosi prodotti dal dominio delle grandi aziende sulla vita quotidiana degli abitanti degli Stati Uniti e del mondo intero. Mescolando l’umorismo all’indignazione, Moore esamina la tormentosa questione del prezzo pagato dall’America a causa del suo amore per il capitalismo. Quel che emerge sono i sintomi fin troppo noti delle storie d’amore andate a rotoli: menzogne, violenze, tradimenti… e 14.000 posti di lavoro distrutti ogni giorno.

Nel ventesimo anniversario del suo rivoluzionario capolavoro Roger & Me, Capitalism: A Love Story riporta Michael Moore ad affrontare il problema che è al centro di tutta la sua opera: l’impatto disastroso che il dominio delle corporation ha sulla vita quotidiana degli americani (e, quindi, anche del resto del mondo).

Ma questa volta il colpevole è molto più grande della General Motors e la scena del crimine ben più ampia di Flint, Michigan. Dalla Middle America fino ad arrivare ai corridoi del potere a Washington e all’epicentro finanziario globale di Manhattan, Michael Moore porterà ancora una volta gli spettatori su una strada inesplorata.

E fazioso è grasso e politicamente scorretto ma è bravo.

Locandina - Amore 14

Amore 14

titolo originale: Amore 14
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Federico Moccia
genere: Commedia
durata: 95 min.
distribuzione: Medusa Film
cast: V. Olivier (Carolina) • B. Flammini (Alis) • F. Roberto (Clod) • R. Monaco Di Lapio (Rusty James) • P. Villoresi (mamma Silvia) • P. De Silva (papà Dario) • G. Maggio (Massi) • C. Marino (Stefania Borzilli)
sceneggiatura: F. Moccia • C. Barzini • L. Infascelli
fotografia: M. Montarsi

Trama: “Amore 14″ racconta la storia di Carolina detta Caro, 14 anni, alle prese con i primi amori, il primo bacio, la prima volta, l’amicizia, le feste, la scuola, il rapporto spesso conflittuale con i genitori. Ci sono le amiche del cuore, Alis e Clod, con le quali condividere i giorni e i sogni. Ci sono i primi baci rubati nella penombra del portone. C’è la scuola, due nonni meravigliosi che la sanno guardare in fondo all’anima e un fratello leggendario, Rusty James, che aiuta il suo cuore a sognare. E poi c’è l’amore, quello vero, che ha il nome di Massimiliano, incontrato in una libreria un pomeriggio di settembre.

Moccia. Sempre Moccia. Fortissimamente Moccia. Inevitabilmente Moccia.

Ma come ci finisca Pamela Villoresi, un’attrice così brava, in un film di Moccia, è uno dei più fitti misteri del momento culturale italiano e del cinema made in italy di oggi.

2 stars virgola cinque.

Locandina This is it

This is it

titolo originale: This is it
nazione: U.S.A.
anno: 2009
regia: Kenny Ortega
genere: Documentario / Musicale
durata: 112 min.
distribuzione: Sony Pictures
cast: M. Jackson (Se stesso) • Orianthi (Se stessa – Lead Guitar)
fotografia: K. Mazur

Trama: Documentario pensato per portare nelle sale il backstage del concerto che Michael Jackson stava preparando a Londra.

Un film inquietante.

Che sbancherà al box office anche se noi gli accreditiamo solo 2 stars.

Locandina - Niko - Una renna per amico

Niko – Una renna per amico

titolo originale: Niko – Lentäjän poika
nazione: Finlandia / Danimarca / Germania / Irlanda
anno: 2008
regia: Michael Hegner • Kari Juusonen
genere: Animazione
durata: 80 min.
distribuzione: Videa CDE
sceneggiatura: H. Tuomainen • M. Thorisson
musiche: S. McKeon
montaggio: P. Risager

Trama: La giovane renna Rusty non ha mai conosciuto suo padre e crede che egli sia una delle renne della flotta di Babbo Natale. Un giorno Rusty prova a volare con l’aiuto del suo amico e mentore, il vecchio scoiattolo volante Julius, e con la sua potenziale fidanzata, Willow. Purtroppo i tre vengono scoperti da un branco di lupi e, fuggendo verso casa, conducono i predatori al branco provocando la morte del padre di Willow, il capobranco. Il branco deve fuggire perché la loro valle non è più sicura e Rusty si sente il solo responsabile di quanto accaduto. Di notte decide quindi di partire per la Lapponia e andare a vivere con suo padre, l’eroe volante. Julius sceglie di aiutare l’amico anche se nessuno sa davvero dove viva Babbo Natale. Presto sul loro percorso i due incontrano di nuovo i lupi e Rusty scopre che Lupo Nero ha un piano malvagio: mangiare Babbo Natale, e la sua flotta, e sostituirsi a loro insieme ai suoi scagnozzi. Con l’aiuto di Julius e della barboncina Wilma, Rusty cercherà di avvertire le renne dell’attacco che stanno per subire.

Tra le nevi della Lapponia c’è una piccola renna che vuole imparare a volare e scoprire chi è il suo vero papà tra le mitiche forze volanti della slitta di Babbo Natale. Determinato a raggiungere la valle dove la notte del venticinque tutto ha inizio Niko sarà costretto ad affrontare anche tutte le sue paure, annessi un branco di famelici lupi e la scoperta della verità una volta arrivato a destinazione.

Una pellicola tutta colorata e ricca di colpi di scena, movimentata, che alterna attimi di battute e favolose mimiche dei personaggi a momenti teneri e riflessivi. Il fatto è che dopo l’uscita di UP della Pixar come si fa a parlare di un cartone animato in 2D finlandese …

Non è per il 2 D intendiamoci ma più di due stars no eh.

E i trailer dove li guardo?

Ma nell’area commenti dell’altro blog cliccando qui, che domande.

A cura di cinemavistodame.com.

I film in uscita dal 23 ottobre 2009

•22 Ottobre 2009 • 1 Commento

heath-ledger-in-una-scena-del-film-parnassus-l-uomo-che-voleva-ingannare-il-diavolo

cinepresa di cinemavistodame Nei Cinema dal 23 Ottobre 2009

  • Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo – di Terry Gilliam
  • Lebanon - di Samuel Maoz
  • Julie & Julia – di Nora Ephron
  • La battaglia dei tre regni - di John Woo
  • Brüno – di Larry Charles
  • Io, Don Giovanni – di Carlos Saura
  • Oggi sposi - di Luca Lucini
  • L’incredibile viaggio della Tartaruga – di Nick Stringer

Parnassus - l'uomo che voleva sfodare il diavolo

Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo

titolo originale: The Imaginarium of Doctor Parnassus
nazione: Francia / Canada
anno: 2009
regia: Terry Gilliam
genere: Fantasy / Avventura
durata: 122 min.
distribuzione: Moviemax
cast: H. Ledger (Tony) • J. Depp (Tony) • J. Law (Tony) • C. Farrell (Tony) • C. Plummer (Dr. Parnassus) • T. Waits (Mr. Nick) • L. Cole (Valentina) • V. Troyer (Percy)
sceneggiatura: T. Gilliam • C. McKeown
musiche: J. Danna • M. Danna
fotografia: N. Pecorini
montaggio: M. Audsley

Trama: Il Dottor Parnassus gestisce da secoli un favoloso spettacolo itinerante: il suo dono di guidare l’immaginazione degli spettatori gli permette di far vivere loro esperienze incredibili. A causa di suo patto con il demonio, però, Parnassus si trova in procinto di perdere la figlia Valentina che, al compimento dei sedici anni, diverrà proprietà del Maligno.

Terry Gilliam, ammettiamolo, ci ha, da tempo, abituato a lasciarci perplessi, alla fine di suoi film spesso andiamo a casa con la sensazione di non aver ancora finito la visione, di non aver afferrato appieno il senso del discorso.

Parnassus” forse parla del libero arbitrio, ma lo fa premendo il tasto della difficoltà insita in ogni scelta, in una lotta disperata contro il caso.

Lo fa affascinando lo spettatore, come sempre, portandolo in un mondo che non conosce e che potrebbe abitare ogni notte, nei propri sogni e nei propri incubi: lo spettatore che si trova estraneo in quel mondo si rispecchia in Heath Ledger, che nello stesso mondo non si riconosce, di volta in volta, nei tratti di Johnny Depp, di Jude Law e di Colin Farrell.

Un mondo dal quale Heath Ledger (purtroppo) non tornerà più, ed è con la forza del dolore, dell’amicizia e del rispetto che Gilliam ha radunato tre dei più cari amici dell’attore scomparso per portare a termine il suo film, il Loro film, costretto dal fato a fare ciò che non aveva liberamente scelto, migliorare il suo “Parnassus” con un’invenzione geniale e lancinante, scoprendo la poesia là dove Mr. Nick è venuto a reclamare la sua anima.

4 stars.

Locandina Lebanon

Lebanon

titolo originale: Levanon
nazione: Israele
anno: 2009
regia: Samuel Maoz
genere: Drammatico
durata: 92 min.
distribuzione: Bim Distribuzione
cast: Y. Donat (Shmulik) • I. Tiran (Asi) • O. Cohen • M. Moshonov (Yigal) • Z. Shtrauss (Gamil)
sceneggiatura: S. Maoz
fotografia: G. Bejach
montaggio: A. Leibovitch

Trama: Prima guerra del Libano, giugno 1982. Un carro armato e un plotone di paracadutisti vengono inviati a perlustrare una cittadina ostile bombardata dall’aviazione israeliana. Ma i militari perdono il controllo della missione, che si trasforma in una trappola mortale. Quando scende la notte i soldati feriti restano rinchiusi nel centro della città, senza poter comunicare con il comando centrale e circondati dalle truppe d’assalto siriane che avanzano da ogni lato. Gli eroi del film sono una squadra di carristi – Shmulik, l’artigliere, Assi, il comandante, Herzl, l’addetto al caricamento dei fucili, e Yigal, l’autista – quattro ragazzi di vent’anni che azionano una macchina assassina. Non sono coraggiosi eroi di guerra ansiosi di combattere e di sacrificarsi.

Lebanon” parla dello spinosissimo tema della guerra tra Israele e Libano di inizio anni ‘80, ma si rifugia – fatta esclusione per la prima e l’ultima inquadratura – all’interno di un carro armato per analizzare forse ancor di più e meglio,  il senso di impotenza e più in generale di tutte le sensazioni che attraversano chi è costretto a fare una guerra.

Un’ambientazione assolutamente claustrofobica, siete avvistati, che si fonde presto con l’umanità dei quattro protagonisti ebrei, spinti all’estremo con conseguente progressivo aumento della tensione, dell’angoscia e soprattutto dell’isolamento, quando l’unico strumento di conoscenza verso ciò che accade finisce per essere il mirino.

Il messaggio verso l’alto di “Lebanon” ci parla di un pacifismo più originale e penetrante dei suoi predecessori, vincendo la sfida dei primi piani, stravolti da lacrime e petrolio e immersi in un buio che odora di ignoto e ferraglia. Non c’è però politica nel film di Samuel Maoz.

C’è solo il racconto molto scarno di un’esperienza che tende all’assoluto e alla morte. Il nemico è, si, lì fuori, ma c’è una guerra assai più importante da vincere: quella interiore contro se stessi.

Il film lo ricordo ha vinto il Leone d’Oro alla 66a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

4 stars.

Locandina Julie & Julia

Julie & Julia

titolo originale: Julie & Julia
nazione: U.S.A.
anno: 2009
regia: Nora Ephron
genere: Commedia
durata: 123 min.
distribuzione: Sony Pictures
cast: M. Streep (Julia Child) • A. Adams (Julie Powell) • S. Tucci (Paul Child) • C. Messina (Eric Powell) • L. Emond (Simone Beck) • H. Carey (Louisette Bertholle) • M. Rajskub (Sarah) • J. Lynch (Dorothy McWilliams) • C. Wilson (Regina) • B. Avers (Garth) • M. Place (Julie’s Mom)
sceneggiatura: N. Ephron
musiche: A. Desplat
fotografia: S. Goldblatt
montaggio: R. Marks

Trama: “Julie & Julia” mostra un’impiegata del governo che decide di imparare a cucinare utilizzando il leggendario libro di cucina di Julia Child, “Mastering the Art of French Cooking”, utilizzando la sua piccola cucina del Queens. La Powell aggiorna il suo blog per un anno con le sue esperienze giornaliere, guadagnando dei sostenitori.

E’ sempre più così raro riuscire ad assistere ed un film-commedia “classico” che non ci deluda nella seconda parte.

Meravigliatevi, pertanto, nella visione di questo lungometraggio di Nora Ephro.

Perché, mi chiederete, e, giustamente, voi?

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Ad esempio perché la regista newyorkese non si appoggia totalmente e solamente sul talento di Meryl Streep (come ha invece fatto, ad esempio, di recente, David Frankel ne “Il diavolo veste Prada”), ma ne dosa l’irruenza lasciando ad Amy Adams il suo spazio, in una costruzione parallela che non soffoca la giovane attrice co-proagonista da Oscar di Maryl ne “Il dubbio”.

La scelta di non intrecciare mai la narrazione delle due storie è sicuramente l’aspetto più rilevante del film, che evita con tale escamotage,  la preparazione del gran finale che avrebbe appesantito le due ore abbondanti del film.

Il resto lo fa un’atmosfera familiare, tutta racchiusa tra i fornelli della piccola cucina del Queens ed i grandi spazi di Julia Child, personaggio di poco spessore che acquista stazza grazie alla straordinariamente esagerata recitazione della Streep.

Il film è stato, presentato in anteprima al Festival di Roma che si concluderà domani, ed è fortemente sconsigliato a chi sta a dieta. ;)

3 stars virgola cinque.

Locandina La battaglia dei tre regni

La battaglia dei tre regni

titolo originale: Chi bi
nazione: Cina
anno: 2008
regia: John Woo
genere: Azione / Storico / Guerra
durata: 130 min.
distribuzione: Eagle Pictures
cast: T. Leung (Zhou Yu) • T. Kaneshiro (Zhuge Liang) • F. Zhang (Cao Cao) • C. Chang (Sun Quan) • W. Zhao (Sun Shangxiang)
sceneggiatura     J. Woo • K. Chan • C. Kuo • H. Sheng
musiche: T. Iwashiro
fotografia: Y. Lu • L. Zhang
montaggio: R. Ferretti • A. Lam • H. Yang


Trama
: All’inizio del Tredicesimo secolo, la terra di Wu viene invasa dal signore della guerra Cao Cao e i suoi milioni di soldati. Il governatore di Wu, Sun Quan, chiede aiuto al suo rivale Liu Bei, ma il numero dei soldati delle loro armate è comunque esiguo rispetto alle forze nemiche. Tuttavia lo stratega Zhou Yu capisce che l’armata di Cao Cao non è addestrata alle battaglie in mare. Se ben sfruttata, questa debolezza darà loro una chance di vittoria.

Epico back to home di John Woo che nel farlo tesse le trame di un moderno poema attraverso alcuni episodi di un importante periodo storico cinese. Sullo schermo ci fa rivivere la battaglia delle Scogliere Rosse, (narrata nel film come “La battaglia dei tre regni”), divenuta mitica nella memoria collettiva dell’intero continente asiatico così come gli eroi che ne agirono le gesta.

Con uno specifico filmico tipicamente orientale, con i primi piani tipici di Woo, l’imponente e costosa macchina da guerra sa catturare ed incollare alla poltrona forse più nella forma che nella sostanza del contenuto.

Molto poco apprezzato l’utilizzo del lettering per i titoli, che ricorda gli innumerevoli videogiochi dedicati al periodo storico, sublime appare invece essere l’accuratezza di suoni e delle musiche, nonché la delicatezza e l’irruenza che accompagnano, in qualche misura definendola e completandola, la narrazione degli eventi.

3 stars virgola cinque.

Locandina Brüno

Brüno

titolo originale: Brüno
nazione: U.S.A.
anno: 2009
regia: Larry Charles
genere: Commedia
durata: 83 min.
distribuzione: Medusa Film
cast: S. Baron Cohen (Brüno) • G. Hammarsten (Lutz) • C. Bañagale (Diesel)
sceneggiatura: S. Baron Cohen • A. Hines • D. Mazer • J. Schaffer
musiche: E. Baron Cohen
fotografia: A. Hardwick • W. Held
montaggio: S. Davids • J. Thomas

Trama: Apparso per la prima volta in piccoli sketch realizzati per il canale televisivo The Paramount Comedy Channel nel 1998, Bruno, reporter gay dai modi fashion, arriva sul grande schermo per assicurare un altro incredibile successo.

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Dopo quelli dell’esilarante giornalista kazako Borat Sagdiyev, Sacha Baron Cohen veste i panni di Brüno, un reporter gay deciso a conquistare il mondo dello spettacolo con la sua visione trandy e sfacciata della vita.

Analoga la prospettiva narrativa del regista Larry Charles che è ancora basata sull’idea di filmare le reazioni delle persone messe a confronto con l’omosessualità, manifesta e irriverente, di Brüno, dovendo fare i conti con le chiamate provenienti dall’FBI, che lo avvertiva di possibili minacce di morte, o con le aggressioni della folla inferocita.

Brüno” è a tutti gli effetti una commedia estrema e ben realizzata, se solo si pensa, ad esempio, alle intenzioni della produzione, meno, e questo va detto, se ci si ferma a riflettere sul come, per far ridere, oramai i registi (non solo quelli italiani e questo è ancora più triste), siano costretti a mettere in scena le trovate più volgari e più trash. Mah …

Ciononostante gli spunti di riflessione non mancano e la seconda parte, più incisiva, ci regala idee demenziali più intelligenti e intriganti del previsto, tutto sommato.

3 stars, ma solo perché Borat mi aveva divertito assai.

Locandina Io, Don Giovanni

Io, Don Giovanni

titolo originale: Io, Don Giovanni
nazione: Austria / Italia / Spagna
anno: 2009
regia: Carlos Saura
genere: Drammatico
durata: 115 min.
distribuzione: Lucky Red Distribuzione
cast: L. Balducci (Lorenzo da Ponte) • L. Guanciale (Mozart) • E. Verginelli (Annetta) • T. Moretti (Casanova) • E. Fantastichini (Salieri)
sceneggiatura     C. Saura • R. Uboldi • A. Vallini
musiche: N. Tescari
fotografia: V. Storaro
montaggio: J. Juaniz

Trama: Venezia. 1763. Lo scrittore Lorenzo Da Ponte conduce una vita dissoluta. Prete in origine, viene esiliato a Vienna per aver diffuso versi contro la Chiesa e il potere dell’Inquisizione. Con il supporto del suo amico e mentore Casanova, Lorenzo viene presentato al maestro Salieri, compositore prediletto dell’Imperatore e conosce così Wolfgang Amadeus Mozart. Intravedendo l’opportunità di frenare l’ascesa di Mozart, Salieri spinge Mozart a prendere questo sconosciuto libertino come suo librettista. La natura stessa di Lorenzo, invece, sarà fonte di ispirazione per una delle sue opere più audaci e potenti: Don Giovanni.

Ah si certo le musiche, ah si certo l’impeccabile fotografia di Vittorio Storaro, ah si certo i (pochi) virtuosismi di Carlos Saura.

La verità è che tutti questi elementi erano, puramente e semplicemente, le premesse di “Io, Don Giovanni”, e che a queste, però, ahimè, si ferma.

Il lungometraggio del genio del cinema spagnolo, non ci dice nulla di nuovo, e non regge (nemmeno volendo essere onesti fino in fondo), il confronto con i capisaldi del cinema mozartiano (“Amadeus”) né di quello su Casanova, evitando furbescamente e saggiamente quello con con Visconti – che ha rappresentato tanto Vienna quanto Venezia come nessuno riuscirà più – ricorrendo ai fondali finti di un palcoscenico teatrale.

Teatrale al limite dell’operistico, è la recitazione di tutti gli attori, peraltro, eccezion fatta per il protagonista Lorenzo Balducci, che tenta di dare al suo Lorenzo Da Ponte un taglio più cinematografico. Bah …

3 stars.

Locandina Oggi sposi

Oggi sposi

titolo originale: Oggi sposi
nazione: Italia
anno: 2009
regia: Luca Lucini
genere: Commedia
durata: 118 min.
distribuzione: Universal Pictures
cast: L. Argentero (Nicola) • M. Placido (Sabino) • I. Ragonese (Chiara) • R. Pozzetto (Renato) • C. Crescentini (Giada) • M. Atias (Alopa) • F. Nigro (Fabio) • G. Pession (Sabrina) • L. Savino (Violetta) • D. Bandiera (Salvatore) • H. Shapi (ambasciatore) • F. Montanari (Attilio)
sceneggiatura: F. Bonifacci • F. Brizzi • M. Martani
fotografia: M. Archinto
montaggio: F. Rossetti

Trama: “Oggi sposi” racconta, in modo del tutto ironico e rocambolsco, l’ansia pre-matrimoniale per quattro giovani coppie alle prese con l’età adulta.

Dal momento che gli ultimi film (e soprattutto “Solo un padre“) mi erano piciucchiati, volutamente sospendo il giudizio per questa pellicola che tenta di essere  la commedia decisamente più brillante della sua produzione.

Non si legge in giro niente di positivo (a parte il twitter di un cinfilo incolto ed insonne), su questo film, ma non è questo necessariamente un motivo per parlarne male.

Avevo annotato di là un certo trend di miglioramento nell’opera di questo regista che siamo certi tornerà presto a piacerci.

Ti diamo tre stars Luca per non rovinarti troppo la media ;)

Locandina L'incredibile viaggio della Tartaruga

L’incredibile viaggio della Tartaruga

titolo originale: Turtle: The Incredible Journey
nazione: Austria
anno: 2009
regia: Nick Stringer
genere: Documentario
durata: 80 min.
distribuzione: Bolero Film
cast: H. Elsner (German narrator) • M. Richardson (Narratore)
sceneggiatura: M. Finn
musiche: H. Lohner
fotografia: R. McGuinness
montaggio: S. Barton • R. Wilkinson

Trama: “Turtle: The Incredible Journey” è la vera storia di una piccola tartaruga marina, che segue la rotta dei suoi antenati in uno dei più straordinari viaggi nel mondo naturale. Nata su una spiaggia della Florida, nuota lungo le correnti del Golfo verso l’Artico e infine nuota intorno al nord Atlantico prima di tornare alla spiaggia dov’è nata. Quando finalmente approda sulle rive della Florida sono passati 25 anni. Ma la sua spiaggia sarà ancora lì?

Si insomma un documentario di Nick Stringer.

Frega qualcosa a qualcuno?

No dico ve la immaginata la seguente telefonata:

Ciao sono Rob, … ti andrebbe di andare a vedere un documentario austriaco del regista Nick Stringer sulle tartarughe marine?

Vi prego di (non) immaginare (anche) la risposta, grazie.

3 stars (per le tartarughe, eh).

E i trailer dove li guardo?

Ma nell’area commenti dell’altro blog cliccando qui, che domande.

A cura di cinemavistodame.com.